Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

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The Town

Posted by Marco su 12 ottobre, 2010

A Charleston, quartiere di Boston, una banda di rapinatori furoreggia saccheggiando banche e furgoni portavalori. E’ un lavoro come un altro, si dice a Charleston. Si tramanda di padre in figlio. Ma un bel giorno, nel corso di una rapina in banca, qualcosa va storto. La direttrice viene rapita, ma è liberata quasi subito. Doug (Ben Affleck), capo della banda, decide di seguire i suoi movimenti nel timore che possa rivelare qualcosa all’FBI. Finirà per innamorarsene.

E’ impossibile evitare il confronto con Heat-La sfida, poderoso film di Michal Mann del 1996. Le somiglianze sono numerose: banda di rapinatori composta da quattro elementi; uno di loro amico fidato del leader protagonista (De Niro in Heat, Affleck in The Town); banche e furgoni portavalori obiettivi principali della banda; amante del protagonista (Amy Brenneman in Heat, Rebecca Hall in The Town) inizialmente ignara della natura criminale del suo uomo; progetto di partire e andare lontano dopo il ‘colpo finale’ per entrambi i protagonisti dei film; maschere al posto dei passamontagna; ambulanze usate per camuffare la fuga dalla scena della rapina. E potrei continuare.

Appurato, quindi, che The Town non brilla per originalità, e soprattutto che si collochi distante molte miglia da un capolavoro del cinema moderno come Heat – La Sfida, lungometraggio ancora inarrivabile per forza, tensione emotiva, ritmo, eleganza, caratterizzazione dei personaggi, raffinatezza scenica e linguistica, il film di Ben Affleck merita comunque un plauso per aver costruito, seppur con strumenti già collaudati, una buona storia, avvincente e mai banale. A mia memoria, tra i migliori film del genere degli ultimi anni, insieme a I Padroni della notte (James Gray, 2007). Da vedere.

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Nemico Pubblico

Posted by Marco su 25 novembre, 2009

John Dillinger (Johnny Depp) è un rapinatore di banche. E’ attraente, in gamba e spietato. Ha una sua banda, che lo segue fedelmente, e una donna conquistata senza troppi affanni. La Federal Bureau Investigation, diretta da un impassibile quanto tenace Melvin Purvis (Christian Bale), lo insegue dichiarandolo ‘nemico pubblico’. Sullo sfondo, l’America degli anni ’30 e una malinconica sensazione di un cinema che vuole essere grande, ma non riesce. La confezione è quella dei grandi film d’autore: i costumi, le scenografie e anche gli attori hanno fatto guadagnare al film lodi sperticate e attenzioni spropositate. Il talento di Michael Mann non è in discussione. Personalmente, considero il suo Heat-La Sfida il miglior film poliziesco degli ultimi 20 anni. Ma ciò che mi preme puntualizzare circa Nemico Pubblico è che arriva tardi e non fa altro che sfruttare consolidati cliché del cinema che neppure a blasonati sex symbols di Hollywood dovrebbe essere affidato il compito di risuscitare. Senza scomodare Humphrey Bogart, viene facile accostare Nemico Pubblico a Heat, lungometraggio girato da Mann nel 1996.

Il poliziesco interpretato da De Niro e Al Pacino rappresentava una superba sintesi di eleganza, azione, suspence, sentimento, ritmo e impatto scenico. I personaggi, tutti, erano caratterizzati con cura. I dialoghi sempre essenziali e spesso intensi. Anche il duro De Niro, omologo del Dillinger dell’ultima fatica di Mann, mostrava un lato umano e sensibile nella sua tormentata relazione sentimentale. Al contrario del volgare e spavaldo protagonista di Nemico Pubblico, che supera le timide resistenze di Billie (Marion Cotillard) gonfiando il petto e brandendo il cappotto. Assolutamente fuori luogo appare anche il parallelo tra l’algida e antipatica sicumera dell’investigatore Bale e il fascino carismatico che caratterizza il tenente della polizia Al Pacino sulle tracce del criminale De Niro.

Nemico Pubblico non coinvolge, né sorprende, né stupisce. I ritmi sono lenti, e l’evolversi della storia è prevedibile, frettolosa, banale. Il punto più basso e direi ridicolo del film viene raggiunto quando Dillinger, ricercato numero uno dopo la morte dei suoi compagni, penetra indisturbato negli uffici dell’FBI mentre gli agenti si trovano radunati attorno alla tv per guardare una partita di football americano. Dillinger osserva in tutta tranquillità le sue foto segnaletiche affisse sulle bacheche, osando addirittura prendersi gioco dei federali chiedendo loro il risultato del match prima di andarsene (sic!).

A guardare il trailer sembra si stia per assistere ad un capolavoro del cinema, mentre in realtà ci si potrebbe fermare lì, perchè il film dimostra che Mann non ha altri ingrediendi da aggiungere alla sua minestra.

Nemico Pubblico non si libererà dall’ombra di Heat, di cui resta solo un patetico tentativo di emulazione.

Voto: 4.

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Righteous Kill – Sfida senza regole

Posted by Marco su 3 ottobre, 2008

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Due detective attempati (De Niro e Pacino) danno la caccia ad un serial killer che firma i suoi omicidi con delle poesie in rima. Le vittime appartengono tutte all’ambiente criminale, così le attenzioni si dirigono presto verso la stessa polizia che indaga. Già dalle prime scene si capisce che non è il film che ci si aspetta. Il livello della storia è mediocre. Su un solo caso indagano due detective, a cui si aggiungeranno altri due più giovani, che fanno esattamente le stesse cose, solo dividendosi le battute, peraltro poco efficaci. Sembra di rivedere Tango e Cash oppure Starsky ed Hutch. Robert De Niro e Al Pacino si divertono sguazzando nella loro siamese complicità e privando al contempo lo spettatore del fascino che la loro presenza un tempo regalava alle pellicole. I due mostri sacri del cinema mondiale sono stanchi, e soprattutto stanchi sono gli autori e i cineasti, sempre più a corto di spunti attorno ai quali costruire un film. Qui siamo di fronte ad uno spettacolo quasi deprimente di due stelle che da dieci anni ormai hanno smesso di brillare. Un film non può nascere dall’idea di mettere davanti alla telecamera due grandi attori facendo leva sulla curiosità dei fans, ma deve nascere da un soggetto, una trama, i cui personaggi dovranno poi essere interpretati dagli attori più idonei in quel ruolo. Gli attori devono adattarsi alla storia, non il contrario. In Italia il film è stato presentato in maniera piuttosto fuorviante. Si è cercato furbescamente di accostarlo ad Heat – La Sfida, spettacolare ed indimenticabile poliziesco di Michael Mann del 1996. Lo si capisce subito guardando la locandina italiana del film. Il titolo infatti è stato storpiato in ‘Sfida senza regole’, in cui la parola ‘sfida’ è stata volutamente ingrandita proprio perchè richiama il titolo del film di Mann. Inoltre, la locandina mostra sulla destra un’immagine di Al Pacino in cui appare chiaramente più giovane, contrariamente alla realtà di Righteous Kill. Per questi motivi ho deciso di inserire la locandina americana, a mio giudizio più sincera. Nonostante il film sia molto deludente, un voto inferiore alla sufficienza sembra una mancanza di rispetto. Voto. 6.

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