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La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

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Alcune grandi menzogne della Scienza

Posted by Marco su 22 luglio, 2010

Informarsi costa tempo e impegno. Quando non si è al lavoro o al market, alla difficile lettura di un articolo di economia o geopolitica è facile preferire il più distensivo e alienante cazzeggio. Il cazzeggio distrae, diverte, è figo. E’ vero. Ma quando inibisce la voglia di porsi delle domande su ciò che vediamo, ascoltiamo e leggiamo, allora diventa un narcotico pericoloso. Leggo blog e siti di approfondimento indipendenti da più di due anni con una certa assiduità, e vedo lentamente crollare nella mia mente un castello di certezze più o meno granitiche sui dogmi ufficiali della realtà in cui viviamo, lasciando al suo posto fatti, date, nomi e domande, tante domande.

Non so se le torri gemelle siano crollate per un inside job, se le scie chimiche fanno parte di un piano coordinato di natura militare con lo scopo di avvelenare lentamente la popolazione mondiale, se il sistema bancario si fonda su meccanismi truffaldini ideati allo scopo di affamare la gente e costringerla a ipotecare anche l’anima, se il Nuovo Ordine Mondiale sia il progetto politico degli Illuminati che dall’impero babilonese ai giorni nostri controllano i cardini principali della società, se l’organizzazione massonica della Rosa Rossa si nasconda dietro i delitti del mostro di Firenze, se i fatti più noti di pedofilia siano la punta dell’iceberg di una rete internazionale di pedofili di cui fanno parte personaggi molto in vista della politica e delle istituzioni. Quello che so è che la verità ufficiale è spesso incompleta, vaga, reticente e spudoratamente falsa.

ALCUNE GRANDI MENZOGNE DELLA SCIENZA

di Dr Denis G. Rancourt

“La maggioranza dei politici, sulla base delle prove a nostra disposizione, non sono interessati alla verità ma al potere ed alla sua conservazione. Per non intaccare questo potere è necessario che le persone restino ignoranti, ignoranti della verità, anche di quella verità che riguarda le loro vite. Ciò che ci circonda è dunque un grande arazzo di menzogne su cui ci nutriamo” – Harold Pinter, Premio Nobel per la Letteratura nel 2005.

La forza delle gerarchie di potere che controllano le nostre vite dipende da ciò che Pinter definisce “il grande arazzo di menzogne su cui ci nutriamo”. Pertanto, le principali istituzioni che ci collegano a queste gerarchie – e cioè scuole, università, mass media e società di intrattenimento – hanno come scopo principale quello di creare e proteggere l’arazzo. A questo appartiene tutto l’insieme di scienziati e intellettuali a cui è stato affidato il compito di “interpretare” la realtà.

In effetti, gli scienziati e gli “esperti” modellano la realtà in modo da renderla sempre adattabile e coerente con l’arazzo mentale del momento. Essi devono anche inventare e costruire nuove branche dell’arazzo in modo da servire anche gli interessi di gruppi di potere specifici offrendo loro nuove occasioni di profitto. Questi servitori del Potere vengono poi regolarmente ricompensati con avanzamenti di carriera.

La menzogna del denaro

Gli economisti rappresentano l’esempio più lampante di questo sistema. Probabilmente non è un caso che negli Stati Uniti alla fine del XIX° secolo la categoria professionale degli economisti sia stata la prima ad essersi ‘spaccata’, in una battaglia che ha contribuito a definire i confini della libertà di insegnamento nelle università. Il sistema accademico avrebbe da quel momento in poi imposto una rigorosa distinzione tra un modo di agire incentrato sull’ipotesi e la teoria, considerato accettabile, ed uno fondato sulla riforma sociale, ritenuto inaccettabile [1].

Qualunque accademico che desideri far carriera sa bene cosa significhi questo. Contestualmente, nonostante la lontananza dalla società reale, il mondo accademico è divenuto abile a sviluppare una immagine altisonante di sé, usando espressioni quali: ‘La verità è la nostra arma più efficace’, ‘La penna è più forte della spada’, ‘Una buona idea può cambiare il mondo’, ‘La ragione ci conduce fuori dalle tenebre’, e così via.

La mission dell’economia è diventata quindi nascondere la menzogna del denaro. La nefasta pratica del prestito, la fissazione dei prezzi e i controlli monopolistici sono state le principali minacce al diritto naturale di un mercato libero, e si sono manifestate soltanto come difetti di un sistema auto-regolato che potrebbe essere tenuto a freno attraverso adeguamenti dei tassi di interesse e altre “garanzie”.

Intanto, nessuna delle principali teorie economiche fa menzione del fatto che il denaro viene creato all’ingrosso da un sistema bancario a riserva frazionaria che persegue segretamente gli interessi di privati a cui è stato assegnato il potere di generare e distribuire debito che sarà poi restituito (con gli interessi) dall’economia reale, innescando in tal modo una continua concentrazione di beni e potere nelle mani di pochi a scapito di tutte le economie locali e regionali.

Tutti noi invece i soldi dobbiamo guadagnarceli perchè non possiamo crearli dal nulla e non ne possediamo mai un centesimo in più fino alla morte. La classe media paga un affitto o un mutuo. La schiavitù salariale viene perpetuata, diffusa in aree stabili e istituita nelle sue forme più pericolose in tutti i territori di nuova conquista.

E‘ abbastanza singolare che la più grande truffa (creazione di moneta privata come debito) mai perpetrata e applicata su scala planetaria non trovi spazio nelle teorie economiche.

Gli economisti sono talmente presi dal calcolare gli alti e i bassi dei profitti, i rendimenti, i tassi d’occupazione, i valori di borsa, ed i benefici delle fusioni per gli operatori di medio livello da non accorgersi di trascurare alcuni elementi fondamentali. E’ come occuparsi della costruzione di un edificio ignorando il fatto che il terreno è situato in zona sismica mentre gli avvoltoi svolazzano in cielo formando un cerchio.

E intanto i finanzieri scrivono e riscrivono le norme a loro uso e consumo, anche se non risulta dalle loro teorie macroeconomiche. L’unico elemento ‘umano’ che gli economisti considerano nei loro ‘profetici’ modelli matematici è il trend di consumo per le fasce sociali basse, e non la manipolazione del sistema in quelle più alte. La corruzione è la norma, nonostante non appaia nelle analisi economiche. Le economie, le culture e le infrastrutture delle nazioni vengono deliberatamente sfasciate allo scopo di asservire le generazioni future ad un nuovo e più grande debito nazionale, mentre gli economisti fanno previsioni catastrofiche se questi debiti non saranno onorati…

Strumenti di gestione per i padroni, e fumo e specchi per noialtri. Grazie agli esperti economisti.

La medicina è la salute della menzogna

A tutti è capitato di ascoltare un medico, magari alla radio, dichiarare che l’aspettativa di vita è aumentata grazie alla medicina moderna. Nulla di più lontano dalla verità.

L’aspettativa di vita è aumentata nei paesi del Primo Mondo, grazie ad una mancanza storica di guerre civili e territoriali, cibi migliori e più accessibili, meno lavoro e infortuni sul lavoro, migliori condizioni di lavoro e di vita generale. L’indicatore più importante dello stato di salute di un paese è quello economico, a prescindere dall’accesso alla tecnologia medica e farmaceutica.

La medicina non ha allungato l’aspettativa di vita. Al contrario: essa ha in realtà avuto un impatto negativo sulla salute dell’uomo. Gli errori medici (senza contare i decessi attribuiti erroneamente a ‘trattamenti’ gestiti in maniera corretta) sono la terza causa di morte negli Stati Uniti, dopo le malattie cardiache e il cancro, e vi è un ampio divario tra questa stima conservativa del numero di morti causati da errori medici e la quarta principale causa di morte [2]. Dato che la medicina può fare ben poco per le patologie cardiache e il cancro, e dal momento che ha solo un effetto statistico positivo limitato nel settore degli interventi post-traumatici, possiamo concludere che la salute pubblica potrebbe migliorare se tutti i medici semplicemente sparissero. Basti pensare a tutte le perdite di tempo e lo stress che le persone malate risparmierebbero…

Uno dei luoghi più pericolosi per la società è l’ospedale. Negli errori medici rientrano le diagnosi e le prescrizioni sbagliate, le prescrizioni di farmaci che non dovrebbero essere combinati, interventi chirurgici inutili, superflui o trattamenti mal gestiti a base di chemioterapia, radioterapia e chirurgia correttiva.

In questa menzogna rientra anche l’idea che i medici riescano sempre a capire il funzionamento del corpo umano. E’ proprio questa falsa convinzione che ci porta a riporre la nostra fiducia nei medici, favorendo così i profitti delle grandi case farmaceutiche.

La prima cosa che i volontari di Medici Senza Frontiere (MSF) dovrebbero fare nelle zone colpite dai disastri è dimenticare la loro ‘formazione medica’ e darsi da fare per soddisfare i bisogni primari della popolazione, come acqua, cibo, riparo, e le misure necessarie alla prevenzione delle epidemie, e non somministrando vaccini, intervenendo chiururgicamente o somministrando farmaci…La salute pubblica deriva principalmente dalla sicurezza, stabilità e giustizia sociale, dal benessere economico, piuttosto che da risonanze magnetiche (MRI) e medicine.

Questi cialtroni applicano sistematicamente “trattamenti consigliati” mai testati e prescrivono pericolosi medicinali per ogni tipo di disturbo: pressione alta, stile di vita sedentario, cattiva alimentazione, apatia a scuola, ansia nei luoghi pubblici, disfunzioni erettili post-adolescenziali, disturbi del sonno, e tutti gli effetti collaterali causati proprio da questi farmaci.

Seguendo una incredibilmente perversa – seppur professionale – logica, i medici preferiscono somministrare farmaci per rimuovere i sintomi che sono indicatori di rischio, piuttosto che affrontare le vere cause delle patologie, ottenendo come unico risultato quello di aggredire ulteriormente l’organismo.

E’ assurdo ciò che oggi la medicina rappresenta per noi: essa è solo uno strumento per instupidirci (ovvero mantenerci ignoranti del funzionamento del nostro corpo) e renderci artificialmente dipendenti dalle gerarchie di potere. Le persone economicamente svantaggiate non muoiono per scarsità di cibo, ma per le precarie condizioni di vita e le sofferenze derivanti dalla loro povertà. I medici confesserebbero mai alla radio questa evidente verità?

Menzogne della scienza sull’ambiente

Lo sfruttamento estrattivo delle risorse, l’espropriazione delle terre e la creazione e la diffusione di schiavitù salariale sono devastanti per le popolazioni indigene e per l’ambiente su scala globale. E’ quindi fondamentale nascondere questi crimini sotto un velo di analisi di esperti e di vaghe politiche di sviluppo. Una prestigiosa classe di intellettuali, composta da studiosi dell’ambiente e consulenti, è utilie proprio questo scopo.

Gli esperti ambientali, più o meno consapevolmente, lavorano fianco a fianco con i truffatori della finanza, media mainstream, politici e burocrati nazionali e internazionali per mascherare i problemi reali e creare nuove opportunità di profitto per esclusive élite potere. Ecco alcuni casi particolari.

Freon e Ozono

Conoscete qualcuno che è stato ucciso dal buco dell’ozono?

Il Protocollo di Montreal del 1987 che vieta i clorofluorocarburi (CFC) è considerato un caso emblematico in cui la scienza e la governance globale raggiunsero un accordo per il bene della Terra e i suoi abitanti. Ma quante volte questo accade per davvero?

Proprio in concomitanza con la scadenza del brevetto Du Pont per la produzione di freon (TM), il refrigerante più utilizzato del mondo, i media principali iniziarono a raccogliere osservazioni scientifiche altrimenti arcane e ipotesi circa la concentrazione di ozono negli strati alti dell’atmosfera al di sopra dei poli.

Questo ha portato ad una mobilitazione internazionale per criminalizzare i CFC, mentre DuPont sviluppava e brevettava un refrigerante sostitutivo che fu prontamente certificato per l’uso.

Nel 1995 fu assegnato un premio Nobel per la chimica a seguito di un esperimento di laboratorio che provava l’influenza dei CFC sulla riduzione del buco dell’ozono nell’atmosfera. Nel 2007 è stato dimostrato che questo esperimento era gravemente viziato da una sovrastima del tasso di riduzione pari ad un ordine di grandezza invalidando quindi il modello.[3] Senza considerare che qualsiasi esperimento di laboratorio non tiene in considerazione le particolari condizioni che si creano realmente nelle zone più alte dell’atmosfera. Possiamo dunque affermare che i meccanismi di assegnazione del Nobel sono influenzati dai mezzi di comunicazione e dai particolari interessi delle lobby?

Ma c’è di più. Si scopre che il nuovo refrigerante non è, come si temeva, inerte, caratteristica che invece il freon possedeva. Esso quindi corrode i componenti del ciclo frigorifero ad un ritmo molto più veloce di quanto non facesse il gas vietato. Frigoriferi e congelatori che un tempo duravano per sempre, ora diventano inutilizzabili dopo circa otto anni, riempiendo ad un ritmo vertiginoso le discariche di tutta l’America del nord; questo è avvenuto anche grazie al sostegno della propaganda verde per il risparmio energetico con il frigo chiuso (in condizioni di non utilizzo).

Inoltre, non abbiamo perso tempo a rinunciare al sole per paura che i raggi UV possano provocare il cancro, restando così dipendenti da soluzioni mediche come le creme solari, un mercato creato di recente. I ricercatori chimici più brillanti sono infatti già al lavoro per scoprire la molecola che sarà in grado di bloccare il sole e che sarà presto brevettata da Big Pharma. Non appena questo accadrà, già prevedo un forte aumento di interviste ad esperti che metteranno in guardia sul rischio di cancro alla pelle…

Pioggia acida sulla foresta boreale

Negli anni Settanta c’erano le piogge acide. Migliaia di scienziati di tutto il mondo (emisfero settentrionale) si sono occupati della “questione ambientale più urgente del pianeta”. La foresta boreale è il più grande ecosistema della Terra e si diceva che i suoi milioni di laghi correvano il rischio di essere distrutti dall’acido proveniente dal cielo.

A causare le piogge acide erano le ciminiere degli impianti a carbone che vomitavano solfuri nell’atmosfera causando le precipitazioni nocive. In teoria, la pioggia acida interessava le terre e i laghi della foresta boreale, ma l’acidificazione era praticamente impossibile da individuare. I laghi incontaminati nel cuore dei parchi nazionali dovevano essere studiati per decenni nel tentativo di individuare una acidificazione statisticamente rilevante.

Nel frattempo, i laghi ed i loro bacini idrografici sono stati distrutti dall’artigianato, dall’agricoltura, dalle foreste, dalle miniere, dalla pesca intensiva e dal turismo. Nessuno di questi disastri locali è stato studiato e diffuso. Gli scienziati, invece, hanno preferito rivolgere la loro attenzione agli impianti di combustione del carbone ubicati in siti a grande distanza, all’inquinamento atmosferico e alle reazioni chimiche che si verificano nelle goccioline di pioggia. Uno studio ha trovato che le uova di una particolare specie di pesce depositate in un acquario sono estremamente sensibili all’acidità (pH). Sono stati scritti lunghi trattati a proposito dell’equilibrio e del trasporto dei cationi nell’atmosfera spostando l’attenzione dalla distruzione del suolo causata da sfruttatori privati facilmente identificabili verso complicati processi chimici dell’atmosfera frutto del progresso e della industrializzazione.

Come fisico e scienziato della Terra divenuto in seguito esperto ambientale, ho personalmente letto praticamente tutte le pubblicazioni scientifiche che si occupavano di piogge acide e non, e non ho mai trovato un esempio dimostrato di impatto negativo su laghi o foreste dovuto alle piogge acide. A mio avviso, contrariamente a quanto più volte sostenuto dagli scienziati autori di queste pubblicazioni, la ricerca sulle piogge acide dimostra che con ogni probabilità la pioggia acida non era un problema.

Questo schema messo in atto da gruppi organizzati di finti ricercatori dell’ambiente sarà applicato in scala molto maggiore solo decenni più tardi con la teoria del riscaldamento globale.


Il Riscaldamento Globale come una minaccia al genere umano

Nel 2005 e 2006, molti anni prima che lo scandalo Climategate nel novembre 2009 incendiasse i media che sospinsero l’opinione pubblica verso l’accettazione del sistema cap&trade dei crediti di carbonio e il relativo trilione di dollari di generosi finanziamenti che aspettano ancora l’approvazione, parlai della truffa del riscaldamento globale in un saggio che Alexander Cockburn definì su The Nation “uno dei migliori saggi sul mito dell’effetto serra visto da una prospettiva di sinistra”. [4] [5] [6]

Il mio saggio indusse David F. Noble a studiare il problema e scrivere The Corporate Climate Coup, un libro che descrive come i media avevano accolto favorevolmente l’idea che la finanza potesse ottenere ricavi senza precedenti dalla causa ambientalista.[7]

I paragrafi introduttivi di Global Warming: Truth or Dare? sono i seguenti [4]:

“Parlai in anticipo delle forti motivazioni sociali, istituzionali e psicologiche che hanno contribuito a costruire e conservare il mito della minaccia dominante del riscaldamento globale (il mito del riscaldamento globale, in breve). Descrivo queste motivazioni partendo dai meccanismi di funzionamento della professione scientifica e della rete globale del mondo imprenditoriale e finanziario insieme ai suoi governi ombra”.

“La mia opinione è che la forza di gran lunga più distruttiva del pianeta è rappresentata dai finanzieri assetati di potere e dalle corporazioni orientate esclusivamente al profitto e dai loro cartelli sostenuti dalle forze militari; e che il mito del riscaldamento globale è un elemento di distrazione che contribuisce a nascondere questa verità. A mio parere, attivisti che, usando altri argomenti, alimentano il mito del riscaldamento globale sono stati in realtà cooptati dal sistema, o al massimo neutralizzati “.

Altri passaggi che approfondiscono questa tesi [4]:
“Scienziati ambientali e agenzie governative sono pagati per studiare e monitorare problemi che non mettono a rischio alcun interesse corporativo e finanziario. Non sorprende quindi che essi abbiano preferito criticare la devastazione del pianeta dovuta all’estrazione delle risorse parlando delle emissioni di CO2. Il problema principale di questa teoria è che non si può controllare un mostro affamato chiedendogli di cagare meno”.

“Il riscaldamento globale è sostanzialmente un falso problema creato dalla classe media del cosiddetto Primo Mondo. Nessun altro si preoccupa del riscaldamento globale. Gli operai sfruttati nel Terzo Mondo non si preoccupano del riscaldamento globale. I bambini iracheni nati con malformazioni genetiche a causa delle bombe a uranio impoverito non si preoccupano del riscaldamento globale. E neanche l’annientamento delle popolazioni aborigene in tutto il mondo può essere ricondotto al fenomeno del riscaldamento globale, fatta eccezione forse per il fatto che gli aborigeni potrebbero essere gli unici a comprenderci”.

“Non si tratta di risorse limitate. [“La quantità di denaro speso ogni anno in cibi per animali domestici negli Stati Uniti ed Europa sarebbe sufficiente a fornire cibo e assistenza sanitaria di base a tutta la popolazione dei paesi poveri, e ne avanzerebbe anche una discreta somma” (Human Development Report delle Nazioni Unite , 1999)] Parliamo di sfruttamento, oppressione, razzismo, potere e avidità. Giustizia economica, umana e animale portano a sostenibilità economica, che a sua volta è sempre basata su pratiche rinnovabili. Riconoscere i diritti fondamentali dei popoli nativi porta inevitabilmente ad estrarre risorse in maniera più oculata e nel rispetto degli habitat naturali. Impedendo le guerre e gli interventi imperialisti si abbatte automaticamente lo sfruttamento delle nazioni. Un vero controllo democratico sulla politica monetaria conduce nel lungo termine alla rimozione del sistema basato sul debito “.

Esiste anche una critica approfondita che definisce la scienza come un carrozzone starnazzante interessato solo ad ingannare se stesso [4]. Il Climategate conferma ciò che dovrebbe essere scontato per ogni scienziato: la scienza, quando non aiuta a dormire, è una mafia.

Conclusioni

E’ tutto questo continua anche oggi. Ai giorni nostri, cosa non è una bugia?

Guardate la recente truffa del virus H1N1, un altro esempio da manuale. E’ pazzesco quanto a lungo durino queste messe in scena: gel antisettici pronti in ogni angolo in un batter d’occhio; studenti delle scuole superiori che si sballano bevendo l’alcol contenuto nei gel; cessazione della diffusione del ceppo virale prima che i vaccini già pagati siano prodotti in massa; nessun obbligo per le case farmaceutiche di provarne l’efficacia; garanzie pubbliche ai produttori di vaccini in caso di contenziosi legali intentati dagli acquirenti; addetti della sicurezza sanitaria nelle università che insegnano agli studenti a tossire correttamente, ecc…

Pura follia. Da cosa scaturisce questa stupidità così radicata nel Primo Mondo? Fa parte del nostro cammino verso il fascismo [8]?

Qui c’è un’altra cosa da dire: gli educatori diffondono le menzogne che noi impariamo perché ci vengono insegnate. Questa falsa educazione viene spesso direttamente denunciata dagli stessi educatori più radicali [9] [10].

I professori universitari preparano i piani di studio come se gli studenti realmente imparassero tutto ciò che viene loro consegnato, mentre la verità è che gli studenti non imparano tutto ma solo ciò che devono imparare. Invertire l’ordine dei corsi non farebbe alcuna differenza sul numero degli studenti che imparano. Gli studenti possono anche consegnare delle sciocchezze e i professori non se ne preoccuperebbero. L’obbedienza e l’indottrinamento è tutto ciò che importa, e l’unico requisito richiesto è saper imbrogliare. Gli studenti lo sanno e coloro che non sanno ciò che devono sapere non conoscono neanche loro stessi. [8] [9] [10]

Ogni opinione di esperto o paradigma dominante fa parte di questo inganno.

Ci rifiutiamo di conoscere la verità perchè ci fa orrore.

Denis G. Rancourt è stato professore di ruolo presso l’Università di Ottawa in Canada. Si è formato come fisico e praticò la fisica, le scienze della Terra e ambientali, settori nei quali ricevette finanziamenti da un’agenzia nazionale esercitando in un laboratorio riconosciuto a livello internazionale. Ha pubblicato oltre 100 articoli sulle principali riviste scientifiche. Ha tenuto lezionii di attivismo popolare e fu un aperto critico dell’amministrazione universitaria e un difensore dei diritti dei palestinesi. E’ stato licenziato per la sua dissidenza nel 2009. [Cfr. http://www.academicfreedom.ca]

L’articolo originale è qui.

Note

[1] “No Ivory Tower – book” by Ellen W. Schrecker.
[2] Radio interview with Dr. Barbara Starfield: CHUO 89.1 FM, Ottawa; January 21, 2010.
[3] Nature 449, 382-383 (2007).
[4] “Global Warming: Truth or Dare? – essay” by Denis G. Rancourt.
[5] “Questioning Climate Politics – Denis Rancourt says the ‘global warming myth’ is part of the problem”; April 11, 2007, interview in The Dominion.
[6] Climate Guy blog.
[7] “The Corporate Climate Coup – essay” by David F. Noble.
[8] “Canadian Education as an Impetus towards Fascism – essay” by Denis G. Rancourt.
[9] “Pedagogy of the Oppressed – book” by Paulo Freire.
[10] “The Ignorant Schoolmaster – book” by Jacques Rancière.

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