Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

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La pulizia etnica della Palestina

Posted by Marco su 25 settembre, 2010

Nel 1948 si è consumato uno dei più gravi crimini contro l’umanità che la storia ricordi. Il secondo conflitto mondiale era appena finito e un popolo, quello ebreo, decimato dalle persecuzioni naziste, cercava una terra dove stabilirsi, riunirsi e diventare Stato. La terra prescelta era quella indicata dalle sacre scritture: la Terra Promessa. Promessa da Dio ad un popolo che aveva subito la tragedia dell’Olocausto e meritava pace, serenità e futuro. Ogni cosa sembrava perfetta: dolore, sopruso, morte, e rinascita. Tutto nel nome di Dio, anzi Jahveh. Peccato che questo sia avvenuto a spese di un altro popolo, totalmente estraneo alle sofferenze degli ebrei: i Palestinesi. Questi si erano macchiati dell’unica colpa di trovarsi in una terra che i teorici del Sionismo avevano deciso dovesse diventare la loro terra, e dei loro discendenti. Lì, all’ombra degli aranceti, sarebbe nato uno Stato guidato da leader accomunati dalla ferrea volontà di nascondere e far dimenticare l’orribile e violenta genesi d’Israele.

La storia della Nabka (termine arabo cui si intende la ‘catastrofe’ o ‘tragedia’ del popolo palestinese) inizia nella Casa Rossa di Tel Aviv, edificio che ospitava il quartiere generale dell’Haganà, organizzazione armata clandestina sionista che, insieme all’Irgun e Stern, mise in atto il piano Dalet, il programma di sterminio e allontanamento dei Palestinesi dalle loro terre. In pochi mesi i soldati israeliani distrussero 531 villaggi arabi e svuotarono 11 quartieri urbani. 800.000 palestinesi furono allontanati con la minaccia delle armi dalle loro case e da terre che rappresentavano la loro storia e la loro ricchezza, forti di una tradizione contadina tramandata per secoli attraverso le generazioni.

Safad, Giaffa, Deir Yassin, Acri, Baysan, Sirin, Dawaymeh. Villaggio dopo villaggio, agglomerato urbano dopo agglomerato urbano, le armate ebraiche annientarono il popolo palestinese inanellando una serie incredibile di efferati rastrellamenti e gettando migliaia di famiglie in un baratro di disperazione, solitudine e morte per molti anni a venire.

Le ragioni di questi atti terroristici risiedono nelle idee di uomini come Theodore Herzl e Leo Moztkin, che alla fine del diciannovesimo secolo posero le basi del Sionismo. Il progetto sionista consisteva essenzialmente nella creazione di uno stato ebraico indipendente e popolato interamente da persone di razza ebraica; questo stato sarebbe nato nelle terre di Palestina, secondo i sionisti per lo più deserte o popolate da sparute comunità di arabi senza arte né parte, quindi carne da macello per le armate giudee, che agli ordini di uomini come David Ben Gurion, Menachem Begin, Ariel Sharon, considerati ‘padri della patria’ nell’attuale Israele, si incaricarono di tradurre in azione le idee pianificate a tavolino dagli strateghi sionisti.

Partendo dai diari di Ben Gurion, da documenti ufficiali israeliani e dai racconti dei superstiti, lo storico israeliano Ilan Pappe, esibendo un raro coraggio nel mettere in discussione la legittimità del suo paese, ricostruisce la vera storia del conflitto israelo-palestinese, dalla lucida e cinica dearabizzazione della Palestina del 1948, resa possibile anche dalla complice indifferenza della Gran Bretagna mandataria e seguita da risoluzioni ONU tutt’altro che eque e pacificatrici, fino agli ipocriti negoziati di pace degli ultimi 20 anni, che hanno visto il presidente USA di turno tentare di mediare tra le parti in causa ignorando i punti fondamentali della questione mediorientale: il rientro dei profughi del ’48 e la definizione corretta dei confini preestistenti alla ‘Guerra dei Sei Giorni’ del 1967.

La grande verità che emerge da queste pagine è che tutta la questione israelo-palestinese sia stata posta dai media occidentali in maniera errata. Essi, infatti, ignorano sapientemente episodi cruciali del conflitto, la cui conoscenza oggi modificherebbe sensibilmente l’opinione pubblica internazionale sul tema. Non si può negoziare sul congelamento degli insediamenti coloniali e sui confini della Cisgiordania e della Striscia di Gaza senza ricordare che si sta parlando di territori che rappresentano solo il 22% della Palestina originaria. Sarebbe come occupare l’appartamento accanto e, cedendo alle pressioni di tutti i condomini, concedere al vicino, nel frattempo costretto a dormire sulle scale, di accettare un accordo col quale ci si impegna a restituirgli solo il tinello e lo sgabuzzino.

Esiste un torto a monte, un peccato originale che macchia la candida veste democratica di Israele, e cioè la storia di villaggi distrutti, case bruciate, esprori di terre, esecuzioni sommarie, stupri e deportazione di migliaia di profughi palestinesi, i cui discendenti oggi si stima siano 2,5 milioni. A questo è seguita una politica di continue minacce ed espansioni territoriali da parte di Israele, intervallate dalle rappresaglie spesso violente dei palestinesi, culminate con la guerra del ’67 e l’acquisizione di nuovi territori.

E’ importante capire questo prima di affrettarsi a condannare i rifiuti da parte dei vari leader palestinesi di apporre la firma su accordi di pace quasi sempre a loro sfavorevoli o etichettare come terrorismo gratuito episodi di resistenza palestinese contro la prepotenza israeliana. Oltre a raccontare un importante capitolo della storia recente, La pulizia etnica della Palestina aiuta a comprendere gli attuali equilibri politici che ruotano attorno alla questione del Medio Oriente e i possibili scenari futuri, e soprattutto a schivare le insidie dei mezzi di informazione occidentali, anche italiani, ormai smaccatamente vocati alla propaganda filo-atlantista.

22 settembre 2010, CNN. Larry King intervista Mahmud Ahmadinejad:

King: Gli Stati Uniti sostengono Israele perchè un’enorme quantità di persone è stata sterminata per il solo fatto di essere ciò che sono. I morti furono tra i sette e gli otto milioni. Noi siamo un paese umanitario, per questo aiutiamo Israele. Molti ebrei hanno scelto di vivere qui. E molti ebrei hanno creato uno stato in Israele perchè vogliono vivere in pace. Anche Castro ha dichiarato che esiste il problema dell’antisemitismo e tutti noi siamo chiamati a riconoscerlo.

Ahmadinejad: E’ davvero questa la motivazione dell’apporto che gli USA offrono a Israele, la difesa dei diritti umani?

King: Certamente.

Ahmadinejad: Dove furono uccise queste persone? Furono uccise in Palestina? Per mano dei Palestinesi?

King: Non è importante dove furono uccise, ma il fatto che morirono.

Ahmadinejad: Bene, allora, dal momento che in Iraq sono morte un milione di persone, per lei sarebbe un problema se gli iracheni decidessero di occupare gli Stati Uniti? Sono morti in Iraq. Lei accetterebbe il fatto che gli iracheni si stabilissero negli Stati Uniti?

King: Sta dicendo che gli Stati Uniti hanno commesso un genocidio? E’ questo che sta dicendo, vero?

Ahmadinejad: Si, ed è accaduto in Iraq come in Afghanistan. Ma questo è un altro discorso. Io voglio sapere da lei se, quando in un paese vengono violati i diritti umani delle persone, seguendo il suo ragionamento, ipotizzando quindi realistiche le sue affermazioni, questo autorizzerebbe gli oppressi ad andare ad occupare un’altro paese? Esiste una logica in tutto questo? Secondo lei, seguendo questa logica, ci sarebbe ancora un posto davvero sicuro nel mondo?

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E’ ora di dire la verità su Israele

Posted by Marco su 6 marzo, 2009

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Le notizie raccontate dai tg e dai giornali ormai sono abiti firmati: dopo un pò passano di moda e nessuno più se ne occupa. Dopo la recrudescenza del conflitto israelo-palestinese degli ultimi mesi e dopo che si è disinformato a volontà sulla questione affrettandosi a schierarsi a favore di questa o quella parte, senza sembrare mai troppo estremisti, la guerra in Palestina è tornata nell’oblio. Perchè tanto, lì, tutti hanno torto e ragione allo stesso tempo e non si risolverà mai nulla. Per questo motivo ho scelto di andare un pò controcorrente indossando un vecchio capo non più trendy e tradurre questo interessante articolo di David Icke, scrittore e documentarista inglese in materia di globalismo e poteri occulti. Le crude immagini che accompagnano il testo sono liberamente tratte dal suo sito. Invito chiunque avrà la pazienza di leggere l’articolo a rintracciare le somiglianze con quanto scritto e detto a riguardo da Paolo Barnard, di cui ho già parlato in un precedente post. Perchè è facile delegittimare qualcuno che osasse sostenere tesi alternative; nel caso di David Icke, ad esempio, basterebbe citare la teoria dei ‘rettiliani’ per far cadere la sua credibilità agli occhi di tanti. Ma quando più autori, partendo da storie personali diverse e usando gli stessi criteri di obiettività e trasparenza, giungono alle stesse conclusioni, allora, forse, parte della verità sarà già stata svelata.

E’ ORA DI DIRE LA VERITA‘ SU ISRAELE…SENZA TEMERE CENSURE. I CENSORI NON SONO D’ACCORDO? PAZIENZA.
di David Icke
10 gennaio 2009

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I territori palestinesi di Gaza e Cisgiordania

Ciao a tutti…La popolazione del campo di concentramento noto come ‘Gaza’ viene in queste ore ripetutamente bombardata via aria e via terra dai bulli di Tel Aviv. I più avanzati aerei da combattimento e carri armati israeliani colpiscono obiettivi civili in questo devastato territorio che è ormai ridotto ad una prigione per esseri umani che il governo israeliano preferirebbe vedere morti. Il mondo assiste allo spettacolo di un popolo, i Palestinesi, continuamente colpito e distrutto da tiranni che agiscono in nome del vero potere nazionale: la Casata dei Rothschild. Siete voi, contribuenti americani e non, a pagare questo massacro premeditato. Gli aiuti americani a Israele ammontano a circa un terzo di tutti i finanziamenti esteri d’oltreoceano, nonostante gli israeliani costituiscano appena lo 0,001 percento della popolazione globale e possiedano il più alto reddito pro-capite nel mondo. E tutto questo senza considerare le donazioni delle multinazionali statunitensi e dei privati, che sono persino deducibili dalle tasse quando sono destinate all’esercito israeliano, come non accade in israel-icke_3nessuna altra nazione. Secondo i dati del 2007, il governo degli Stati Uniti ha dato più di 6,8 milioni di dollari al giorno al ricco Israele, riservando solo 300 mila dollari al povero e disperato popolo di Gaza e della West Bank [1]. L’esercito americano ha ‘favorito’ la crescita dell’esercito israeliano per più di un quarto attraverso l’erogazione media di 3 miliardi di dollari l’anno fino al 2007, cifra garantita per altri 10 anni. Questi ed altri sostegni fanno di Israele il più grande beneficiario dei finanziamenti militari degli Stati Uniti dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi. Gli Usa sono anche i più grandi fornitori dello Stato d’Israele di aerei da combattimento, munizioni e altre tecnologie militari. Come risultato, Israele possiede la più grande flotta di F-16 del mondo, eccezion fatta per l’aviazione USA. John J. Mearsheimer e Stephen M. Walt, nel loro libro The Israel Lobby and U.S. Foreign Policy, scrivono: “Dalla Guerra del Kippur del 1973, Washington ha concesso ad Israele più finanziamenti che ad ogni altro stato. Dal 1976, Israele è il principale destinatario, su base annua, di assistenza economica e militare diretta degli Stati Uniti, e il primo in assoluto dalla Seconda Guerra Mondiale. I finanziamenti americani diretti ad Israele superano di gran lunga i 140 miliardi di dollari riferiti al valore che la valuta verde assumeva nel 2003. Israele riceve circa 3 miliardi di dollari ogni anno, che corrispondono approssimativamente ad un quinto dell’intero budget di cui gli USA dispongono per la politica estera. Il che equivale a dire che gli Stati Uniti offrono ad ogni cittadino israeliano un sussidio pari a 500 dollari l’anno. Questa generosità appare ancora più incredibile se si pensa che oggi lo Stato di Israele è una ricca potenza industriale con un reddito pro-capite pari alla Corea del Sud o la Spagna”. Perchè lo fanno? Perchè la Casata dei Rothschild controlla Israele e tutto il sistema politico americano? La rete che collega le due parti si chiama ‘Sionismo’ ed è una invenzione dei Rothschild, così come lo stesso Stato di Israele. Il potere della trama occulta dei Rothschild coinvolge Israele, Stati Uniti, Europa e anche oltre, seguendo gli stessi metodi che adottano i soldati israeliani quando attaccando i bambini inermi di Gaza. Mentre scrivo il numero di morti supera gli 800 palestinesi, tra questi donne e bambini, con migiaia di feriti, molti dei quali resi ormai invalidi a vita. Stanno bombardando innocenti disarmati che non avranno mai una spiegazione credibile alla prepotenza israeliana. Oh, uomini impavidi di Israele; oh, come Dio sarebbe fiero di voi: ‘Quando il Signore israel-icke_4tuo Dio ti avrà fatto entrare in queste nazioni e le avrai conquistate, tu dovrai completamente distruggerle. Nessun accordo con loro e nessuna pietà dovrai mostrare’. Deuteronomio, 7:1-4. Tutto quello che vediamo a Gaza, e abbiamo visto molte altre volte, in Palestina come in Libano, non è altro che lo sterminio descritto nel Vecchio Testamento: un freddo, organizzato e spietato sterminio. ‘Fu così che inviarono 12 mila soldati a Jabesh Gilead [2] con l’ordine di uccidere chiunque si trovasse in quel luogo, anche donne e bambini. “Questo è tutto quello che dovete fare”, dissero. “Uccidere tutti i maschi e le israel-icke_5femmine che non sono vergini”.’ Giudici, 21:10-24. ‘Dopo ascoltai il Signore dire agli altri uomini: “Seguite lui attraverso la città e ammazzate tutti quelli che non portano il segno sulla fronte. Non mostrate compassione; nessuna pietà! Uccideteli tutti, vecchi e giovani, ragazze e donne e bambini anche piccoli. Ma non toccate nessuno con il segno sulla fronte. Il vostro compito inizia proprio da qui, dal Tempio”. Così iniziarono uccidendo 70 capi. “Profanate il Tempio!”, ordinò il Signore. “Riempite i cortili di cadaveri! Andate!”. Così andarono e fecero come era stato loro ordinato’. Ezechiele, 9:5-7. Sono infinite le somiglianze tra il Dio sanguinario narrato nel Vecchio Testamento e le spietate e prive di anima Intelligenze Artificiali di Israele, o, per meglio definirle, i burattini dei Rothschild, perchè non hanno più cuore, nè comprensione o pietà di quanto non ne possa avere un pc da tavolo. Immaginate se l’Iran o qualunque altro stato al di fuori di Israele e USA (entrambi risorse Rothschild) facessero ciò che l’esercito israeliano sta facendo a Gaza. Ci sarebbe un’ondata di indignazione mondiale, non soltanto da Tel Aviv e Washington, si approverebbero risoluzioni ONU di ferma condanna nei confronti del Paese coinvolto e si discuterebbe della necessità di sanzioni o di intervento militare per ‘salvare gli innocenti’. Ma quando è Israele a farlo si assiste soltanto a pallidi richiami per una tregua, o auspici perchè termini la violenza ‘comprendendo le ragioni di Israele’, oppure, per far presto, come nel caso del Presidente del ‘Cambiamento’ Obama, silenzio. Questo è soltanto una piccola parte di ciò che altri si troverebbero ad affrontare dal momento che Israele è proprietà dei Rothschild e quindi non è soggetta alle stesse regole che tutti gli altri paesi devono invece rispettare. Come disse il precedente Primo Ministro d’Israele, Ariel Sharon: “Israele può avere il diritto di mettere gli altri in discussione, ma nessuno ha il diritto di mettere in discussione il popolo ebreo e lo Stato di Israele”. E il Primo Ministro Golda Meir, reiterando la stessa arroganza sionista: “Questa nazione esiste come adempimento di un promessa fatta da Dio. Sarebbe ridicolo chiederle di render conto della sua legittimità”. Ah, ma è tutto scritto nel Vecchio Testamento? Eureka, benissimo, allora fa quello che ti pare! La ‘Casa degli Ebrei’ è all’origine di una organizzazione verticistica con a capo i Rothschild composta da una rete globale di società segrete di famiglie di diversa estrazione nota col nome di Illuminati. Durante gli attacchi israeliani in Libano nel 2006, lo scrittore ebreo Barry Chamish raccontò di un incontro avuto con il nipote di Evelyn Rothschild, che lasciò la famiglia per diventare un Mormone (in realtà non l’ha fatto,israel-icke_6 ma è convinto del contrario). Chamish disse che questo nipote venne a conoscenza del fatto che soltanto 7 famiglie stessero godendosi i ‘frutti’ della guerra con il Libano. L’uomo aveva detto, a proposito dei Rothschild: “Israele è il loro giocattolo personale. Li rende ricchi e potenti. Non può essere distrutto”. I Rothschild finanziarono i primi insediamenti europei in Israele, manipolarono gli eventi in Germania favorendo gli orribili trattamenti a cui furono sottoposti gli ebrei e altri, e poi israel-icke_11usarono questo come pretesto per raggiungere il loro grande obiettivo a lungo termine: una roccaforte Rothschild-Illuminati in Palestina usando la popolazione ebrea come carne da macello da usare e abusare laddove necessario. Essi chiamarono il loro piano ‘Sionismo’. Questo termine è spesso usato per definire il popolo ebreo nella sua totalità, ma in realtà è un movimento politico ideato e sostenuto dalla Dinastia dei Rothschild e osteggiato da molti ebrei. I bulli israeliani spendono la maggior parte del loro tempo a condannare il terrorismo di altri paesi ignorando il fatto che il loro Stato fu creato attraverso incredibili atti di terrorismo compiuti da milizie armate come Irgun, Haganah e Stern, le cui stragi hanno permesso la nascita di Israele e del suo esercito, quello stesso esercito che oggi bombarda Gaza. Tra i principali leader di questi e altri gruppi terroristici spiccano i nomi di Menachem Begin, Yitzhak Shamir e Ariel Sharon, macellai che presto divennero Primo Ministro d’Israele e che ebbero perfino la faccia tosta di condannare il terrorismo arabo. Questi macellai oggi perseverano nel loro obiettivo di distruggere il popolo palestinese. Dopo che il Sionismo targato Rothschild ebbe realizzato lo Stato d’Israele nel 1948, si stima che 800 mila palestinesi divennero profughi fuggendo da quella che era stata la loro nazione. I loro discendenti si dice siano alcuni milioni. Oggi il mondo semplicemente resta a guardare, perchè lo Stato di Israele è ormai istituito per legge e nessuno più osa parlare di giustizia, legalità, decenza o pietà. Il progetto di annientare progressivamente il popolo palestinese inizia molto tempo prima della nascita dello Stato d’Israele. La Dichiarazione di Balfour del 1917, con la quale il governo britannico controllato dai Rothschild sosteneva la creazione della ‘Casa degli Ebrei’ in Palestina, recitava che ‘nessuno potrà intaccare i diritti civili e religiosi delle comunità non ebree presenti in Palestina’. Ma il braccio destro dei Rothschild Chaim Weizmann avrebbe dichiarato successivamente: “Con tutto il rispetto nei confronti della questione araba,  il governo del Regno Unito ci ha detto che esistono anche diverse centinaia di migliaia di negri in quei luoghi e questo non costituisce un problema”. Da allora i palestinesi un problema non lo sono più stato e l’obiettivo di distruggerli è ora più che mai vicino. Un altro Primo Ministro d’Israele, ancora un terrorista che risponde al nome di David Ben-Gurion, non ha mai fatto mistero di questi propositi. Riguardo a Ben-Gurion, il precedente Primo Ministro, Yitzhak Rabin, in una versione senza censure delle sue memorie, pubblicata sul New York Times il 23 ottobre 1979, scrive: ‘Noi marciavamo là fuori e Ben Gurion ci accompagnava. Allon ripropose la sua domanda: “Che ne facciamo dei palestinesi?”. Ben-Gurion, con un cenno della mano, disse: “Scacciateli tutti!”. L’attuale ondata di attacchi nei confronti dei palestinesi di Gaza è soltanto l’ultima fase del loro distruzione pianificata. Gli israeliani hanno costretto i palestinesi a vivere in una sottile striscia di terra che è diventata un grande campo di concentramento in cui controllano tutto ciò che entra e esce, cioè persone, forniture di cibo, medicinali e ogni altro bene essenziale per la israel-icke_7sopravvivenza. Quando Israele ha chiuso i varchi, i palestinesi si sono ritrovati in trappola e in balia della insensibilità e spietatezza del governo e dell’esercito di Tel Aviv sotto la direzione dei Rothschild. israel-icke_9Uno scrittore ha recentemente descritto le condizioni in cui versano gli abitanti di Gaza nel modo seguente: ‘…Gli artigli di Israele chiudono Gaza come una bara sotto un assedio che continua da quasi tre anni, con una intensità tale che oggi il tasso di malnutrizione di Gaza è paragonabile a quello dell’Africa sub-sahariana, le acque di fogna scorrono a cielo aperto lungo le strade e inquinano il mare, le case vengono spianate con un omicidio di massa dopo l’altro; uomini, donne e bambini vengono fatti alzare da terra e poi uccisi; i bambini sono resi sordi a causa del continuo fragore delle bombe, la grande maggioranza di loro soffre di sindrome da stress post traumatico e molti di loro non hanno altra scelta che divenire “martiri”…’. E ora è anche peggio. Come può un intero popolo subire una così grande ingiustizia? A questa domanda è possibile rispondere soltanto attraverso la presa di conoscenza che i sionisti pensano davvero che esista un Popolo Eletto da Dio e che quindi i palestinesi sono da considerarsi poco più che bestie. Il Primo Ministro israeliano e terrorista Menachem Begin, in un discorso al parlamento definì i palestinesi ‘animali che camminano su due gambe’. L’ altro Primo Ministro e terrorista Yitzhak Shamir, invece disse ai coloni ebrei nel 1988 che i palestinesi ‘dovranno essere schiacciati come cavallette…le teste fracassate contro le rocce e i muri’. Il primo ministro israeliano e terroristat Ariel Sharon, successivamente ministro degli Esteri di Israele, confermò nel 1998 quale fosse il vero piano per i palestinesi: “Il governo di Israele ha il compito di spiegare alla pubblica opinione, con chiarezza e coraggio, alcune cose che nel tempo sono state dimenticate. La prima di queste è che non esiste Sionismo, colonializzazione, o Stato ebraico senza l’allontanamento degli arabi e l’espropriazione delle loro terre”. Il piano consiste nell’uccidere o scacciare i palestinesi usando la povertà, la fame e la guerra e permettere così al Sionismo di divenire il ‘Grande Israele’. Quel piano è oggi a buon punto. All’inizio del 2008, il direttore dell’ufficio di coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite disse che era ‘sconvolto’ dalla ‘triste e miserabile’ condizioni di Gaza. Il Sottosegretario Generale John Holmes condannò Israele per la chiusura dei varchi limitando i rifornimenti di cibo e altri materiali, che è quello che oggi sta accadendo. Egli disse: “Tutto questo rende indecente la situazione umanitaria qui a Gaza, il che significa che la gente non è più in grado di vivere degnamente come è loro diritto”. Ma loro sono soltanto ‘animali che camminano su due gambe’, giusto?
Richard Falk, relatore sui territori occupati per conto del Consiglio Speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha anch’egli aspramente criticato l’operato di Israele a Gaza. Ma lui è ebreo, e quindi molto più pericoloso perchè il governo di Israele non lo può bollare come ‘antisemita’. O forse è uno che ‘odia se stesso’, cioè l’etichetta data a quegli ebrei che osano criticare Israele. L’audacia di Falk nel criticare la Terra Promessa nelle vesti di ufficiale ONU gli costò un fermo di 20 ore e il divieto di entrare in Palestina allo scopo di impedirgli di fare il suo lavoro e quindi documentare le condizioni di vita del popolo palestinese durante gli attuali attacchi militari aerei e terrestri. Il divieto di entrare gli arrivò nella metà di dicembre 2008, giusto in tempo per non assistere all’ultimo bombardamento su Gaza che gli israeliani sapevano bene sarebbe avvenuto. Clicca qui per vedere un intervista a Richard Falk.
13L’amministrazione Bush negli ultimi otto anni è stata dominata dai neo-conservatori, i cosiddetti ‘Neocon’, un gruppo ramificato di uomini composto da personalità aventi la doppia cittadinanza americana e israeliana e/o da sionisti come Paul Wolfowitz, Richard Pearle, Dov Zackheim, William Kristol, Robert Kagan, Elliot Abrams, Douglas Feith, John Bolton, Robert B. Zoellick, Dick Cheney, Donald Rumsfeld e altri. Il padrino dei ‘neo-con’ è Leo Strauss, un ‘filosofo’ ebreo nato in Germania, che è dell’idea che l’umanità debba essere governata da una ‘elìte religiosa’. Ma naturalmente la stagione sionista nell’ammistrazione americana è conclusa perchè ‘Mr Cambiamento’ sta per entrare in cabina di comando. Allarme…magari. Barack Obama sta riempiendo la sua ‘nuova’ amministrazione con sionisti come Rahm Emanuel, nuovo Capo di Gabinetto della Casa Bianca. Il padre di Emanuele, Benjamin, è un sionista estremista che faceva parte del gruppo terrorista Irgun in Palestina di cui ho accennato prima e, in virtù di questo, è lecito aspettarsi una forte influenza pro-israeliana nella politica esteisrael-icke_10ra della nuova amministrazione americana relativamente al conflitto in Medioriente. Non dobbiamo stupirci, quindi, del silenzio di Obama durante il bombardamento israeliano di Gaza. Questa la dichiarazione di Obama sulla crisi palestinese (vedi foto accanto): “Hey, non ho nulla da dire. Sto per fare un ‘par’ qui….Chiedete al mio Capo di Gabinetto, lui è un rabbioso sionista e suo padre ha contribuito alla nascita di Israele, perciò sa benissimo quello che sta accadendo”. Il nuovo governo degli Stati Uniti si appresta a diventare schiavo di Israele per il semplice fatto che, per assicurarsi la presidenza, Obama ha avuto bisogno della approvazione della intera lobby sionista americana. Il suo vice-presidente, Joe Biden, è da tempo porta borse di Israele. Disse su una televisione israeliana: “Sono un sionista, non bisogna essere necessariamente ebrei per dirsi sionisti”. Il Segretario di Stato Hillary Clinton è un altro burattino di Israele che promise di annientare l’Iran qualora scatenasse un attacco nucleare contro la nazione scelta da Dio. Vorrebbe dire anche che annienterebbe Israele se lanciasse un attacco nucleare sull’Iran? Nossignore.
I palestinesi non hanno mai avuto alcuna possibilità perchè il tavolo delle trattative viene regolarmente boicottato, le regole del gioco truccate ed è sempre stato così. All’epoca della Prima Guerra Mondiale, l’Impero Britannico controllato dai Rothschild promise ai Palestinesi l’indipendenza in cambio di un sostegno nella guerra contro l’Impero Turco-Ottomano. Gli arabi palestinesi accettarono e, coordinati dal Tenente Colonnello Thomas Edward Lawrence, meglio conosciuto come ‘Lawrence d’Arabia’, sconfissero l’Impero Ottomano. Ma la loro ricompensa non fu l’indipendenza: furono assoggettati prima al Mandato della Corona britannica e poi all’Israele sionista. I palestinesi furono ingannati, come ammise Lawrence poco più tardi, e sono stati sempre ingannati a partire da allora. Tutte le ‘road maps’ o i ‘processi di pace’ sono sempre pensati per non raggiungere alcun obiettivo. Il loro unico interesse è quello di mantenere lo status quo fino a quando dei palestinesi non resterà più nulla.
Israele giustifica sempre le sue stragi come ‘rappresaglia’ contro le offensive del gruppo palestinese di Hamas, che ufficialmente controlla le ‘autorità’ di Gaza, anche se la parola ‘controllo’ non viene mai usata quando Israele decide chi e cosa deve uscire e entrare israel-icke_15nella Striscia di Gaza. Gli attivisti di Hamas hanno sparato razzi rudimentali uccidendo al massimo 4 persone. Terribile, vero, e non dovrebbe accadere. Non ho alcuna simpatia per Hamas, che è, a suo modo, un’altra tirannia, ma chiedetevi questo: “Cosa fareste nei panni dei palestinesi dopo 60 anni di soprusi e persecuzioni mentre il mondo sta a guardare?”. Rimuovi l’ingiustizia e verranno a cadere le motivazioni alla base della violenza scatenata da quella ingiustizia. Metti un popolo che si trova a scegliere tra l’accettazione del suo triste destino e aprire il fuoco e vedrai che alcuni si sentiranno costretti a sparare. Ma invece di affrontare le vere cause del problema, ovvero l’ingiustizia, Israele risponde con bombardamenti a taisrael-icke_14ppeto causando la morte di più di 800 persone e il ferimento di altre migliaia in pochi giorni, almeno il 90% dei quali sono uomini, donne e bambini che non c’entrano assolutamente niente con i lanci dei razzi. Nel 2007 sono stati uccisi 24 palestinesi per ogni israeliano. Questo è qualcosa di più che semplice ‘autodifesa’.
In accordo alle parole pronunciate due settimane prima dell’offensiva terrestre dal rappresentante ebreo delle Nazioni Unite Richard Falk: “Gli attacchi aerei dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza rappresentano una grave e massiccia violazione delle norme umanitarie internazionali definite dalla Convenzione di Ginevra, con riferimento sia alle costrizioni imposte da uno stato invasore che alla condotta di guerra…Queste violazioni comprendono:
– Punizione collettiva: l’intera popolazione di 1,5 milioni di persone della Striscia di Gaza è colpita a causa dell’azione di pochi militanti.
– Obiettivi civili: i missili israeliani vengono sparati contro aree civili in una delle zone a più alta densità di popolazione del mondo, certamente la più alta del Medioriente.
– Sproporzionata risposta militare: i missili aerei non hanno distrutto soltanto ogni ufficio della polizia e della sicurezza del governo eletto di Gaza, ma hanno anche ucciso e ferito centinaia di civili; un missile, stando a quanto riportato, ha colpito un gruppo di studenti che cercavano di raggiungere l’università”.

Tutta questa ferocia scagliata contro i palestinesi prende spunto dalla campagna di violenza dei gruppi terroristici sionisti per fondare lo Stato di Israele e dalla paura di essere chiamato ‘antisemita’ di chi si preoccupa di porre fine a questo male infinito. La dinastia dei Rothschild ha creato un network consolidato di associazioni ‘anti-odio’, come l’ADL (Lega Anti-Diffamazione) e moltre altre, con lo scopo di etichettare, negli Stati Uniti come in altri luoghi, come ‘antisemita’ o ‘razzista’ chiunque osasse criticare Israele o i suoi interessi. Politici (nonostante molti siano già stati terrorizzati e ridotti al silenzio), professori universitari, persone come me, e chiunque altro fosse intenzionato a rendere pubbliche queste israel-icke_16convinzioni, viene immediatamente condannato dall’ADL e accusato calunniosamente di ‘razzismo’ e di essere pilotato dalla ‘estrema sinistra’ per mettere in pericolo Israele e gli ebrei. E’ incredibile come queste menti malate possano pensare di essere un popolo eletto e soprattutto accusare gli altri di razzismo. Gli ebrei che sfidano la tirannia, come il superbo Norman Finkelstein, sono indicati come ‘disprezzatori di se stessi’ e, come risultato, spesso perdono il lavoro e il sostentamento. Le organizzazioni ‘anti-odio’ dei Rothschild fanno sfigurare ogni loro Grande Fratello.
Ma noi non possiamo, e NON DOBBIAMO, restare in silenzio sulla tragedia palestinese perchè abbiamo paura di cosa potrebbe accadere a noi stessi. Cosa siamo, conigli??
Non si tratta di razzismo; si tratta di fascismo e del costante attacco contro un popolo inerme e disperato. Non me ne frega niente di quello che ADL possa pensare di ciò che dico, o di coloro cosiddetti ‘di sinistra’ che ripetono a pappagallo le loro infantili propagande. Bisogna parlare e perciò qualcuno dovrà pur farlo. E, comunque, a tutti quelli che stanno attuando il progetto sionista, che è solo una parte di un progetto globale di ben più grande portata organizzato insieme alle famiglie degli Illuminati, non interessa nulla degli ebrei. Essi sono piuttosto un sacrificio di poca importanza nel nome di un obiettivo più grande. Come disse il Primo Ministro israeliano e terrorista David Ben-Gurion: “Se avessi saputo che era possibile salvare tutti i bambini della Germania trasportandoli in Inghilterra, e soltanto la metà trasferendoli nella terra d’Israele, avrei scelto la seconda soluzione perchè a noi non interessa soltanto il numero di questi bambini ma il calcolo storico del popolo d’Israele”. Che razza di mente malata può partorire un pensiero simile? La razza che ha guidato Israele dal 1948 sembrerebbe essere la risposta. Bisogna abbandonare quelle ridicole e infantili etichette come Ebreo, Gentile[3] o Musulmano e altre stronzate ingannevoli e unirci nel nome della pace e della giustizia per tutti. Non c’è una ingiustizia ebrea o una ingiustizia palestinese, c’è semplicemente ingiustizia. Giustizia per una parte e nessuna giustizia per l’altra significa giustizia per nessuno. La parola giustizia assume un significato solo quando è uguale per tutti, e il popolo palestinese non l’avrà mai finchè il mondo resterà in silenzio e volgerà lo sguardo dall’altra parte.

[1] Il termine inglese ‘West Bank’ indica ‘la sponda occidentale del fiume Giordano’, cioè la zona meglio nota col termine Cisgiordania.
[2] Jabesh-Gilead è un’antica città situata sulle sponde del fiume Giordano di cui si narra nel Vecchio Testamento.
[3] Per l’Ebraismo la parola ‘Gentile’ indica colui che non è ebreo.

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