Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Il Club Bilderberg

Posted by Marco su 5 giugno, 2010

E’ da ingenui pensare che ministri e presidenti decidano i cambi di governo, gli accordi economici, i trattati internazionali; ed è difficile dare un nome a chi lo fa al posto loro, nascondendosi dietro a fondazioni o istituzioni di facciata. Da alcuni mesi ormai, in Italia, stanno iniziando a trapelare alcune notizie strane. La mafia ha smesso di recitare la parte del mostro cattivo e solitario (anche se la tv si ostina rappresentarla come tale) per lasciare il posto ad apparati statali, istituzioni, servizi segreti deviati, ‘centri oscuri’, come Walter Veltroni, gasato dai suoi ultimi successi (?) editoriali, va dicendo in tv da qualche tempo. Le stragi del ’92-’93 è probabile dunque che non siano solo opera di picciotti con la coppola, ma abbiano goduto della ispirazione di ‘menti raffinatissime’, che di certo non potevano abitare in fatiscenti casolari periferici e non parlavano con l’accento siciliano. Finalmente, dunque, le denunce che da anni uomini coraggiosi come Roberto Scarpinato e Salvatore Borsellino portano avanti pressoché inascoltati iniziano a trovare conferma.

Per fortuna, di uomini coraggiosi in grado di guardare al di là della realtà più ovvia e comoda da accettare ce ne sono anche all’estero. Uno di questi è Daniel Estulin. Estulin è un giornalista investigativo che da 15 anni concentra i suoi sforzi sul club Bilderberg, un gruppo esclusivo di uomini di potere internazionali rappresentanti del mondo dell’industria, dell’economia, della politica, dell’editoria e della finanza. Nel suo libro Il Club Bilderberg, best seller tradotto in 50 lingue, Daniel Estulin racconta che il Gruppo Bilderberg è stato fondato dal principe dei Paesi Bassi Bernhard nel 1954, anno in cui si tenne la prima riunione del gruppo nell’Hotel Bilderberg a Oosterbeek, in Olanda. Da allora, ogni anno gli uomini più influenti del pianeta si incontrano segretamente per discutere di questioni internazionali. E, al contrario delle irritanti fiere delle buone intenzioni come G8, G20 e summit di varia natura in giro per il mondo, al Bilderberg si prendono decisioni e si cambia il corso della storia. Questo può accadere per la semplice ragione che i partecipanti alle blindatissime riunioni del Bilderberg Group non sono meri rappresentati del Potere, ma sono il Potere. Al Bilderberg il conflitto di interesse non è una violazione dei principi democratici, ma la regola. Se le decisioni prese non riguardano i tuoi affari, la tua presenza non è gradita. Idem se non svolgi una professione che in qualche modo può servire gli interessi dei bilderbergers.

Ecco i nomi di alcuni dei più illustri partecipanti alle riunioni del Bilderberg:

– David Rockefeller (ex direttore generale e presidente della JP Morgan Chase Bank e membro fondatore del Bilderberg)

– Zbigniew Brzezinski (ex consulente per la sicurezza nazionale di Carter e stratega ispiratore delle politche espansioniste degli USA)

– Henry Kissinger (ex segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale, inviato di Obama in Russia e tra i fondatori del Bilderberg)

– Etienn Davignon (ex vice presidente della Commissione Europea e presidente onorario del Bilderberg)

– Jean-Claude Trichet (Presidente della Banca Centrale Europea)

– Paul Volcker (ex presidente della Federal Reserve e attuale presidente del comitato esecutivo dell’Economic Recovery Advisory Board)

– Peter Sutherland (ex direttore generale dell’Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio (GATT), primo direttore del WTO, attuale presidente della British Petroleum e della Goldman Sachs)

A questi si aggiungono tanti altri, anche italiani (Gianni Agnelli, Franco Bernabè, Romano Prodi, Mario Monti).

Con un abile lavoro di  spionaggio, forse ereditato da suo nonno ex agente del Kgb, Daniel Estulin è riuscito in questi anni a carpire informazioni sensibili circa l’agenda segreta degli uomini del Bilderberg, i quali, allungando le mani sulle politiche monetarie, sulla finanza, sull’economia, sulle politiche sociali dei paesi, sui media, sui servizi segreti e sugli ambienti militari, dispongono di un potere totale e incontrollabile dalle masse, tenute completamente all’oscuro o distratte con falsi problemi. Controllando i cartelli del petrolio, ad esempio, essi possono decidere gli aumenti del costo unitario del barile, causando a cascata danni enormi all’economia reale delle imprese e i dei consumatori; invitando alle riunioni strateghi militari e CEO di multinazionali nel campo dell’estrazione delle materie prime, decidono guerre e invasioni militari allo scopo di impossessarsi delle ricchezze dei paesi; controllando le banche centrali (Trichet e Volcker, e quest’anno il Bilderberg ospita anche Bernanke e Draghi) detengono il controllo dell’emissione del denaro e quindi dei cicli economici; avendo al loro interno i vertici dell’intelligence possono ottenere qualsiasi tipo di informazione e destabilizzare stati interi per piegarli alle richieste del Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale, laboratori delle idee elaborate al Bilderberg, di cui sono propaggini. Ma è solo grazie al controllo della stampa e dei principali media al mondo che gli uomini del Bilderberg riescono a far accettare alla gente le loro decisioni, diffondendo con enfasi tesi inverosimili per giustificare atti estremi.

Gli uomini del Bilderberg, che spesso figurano anche tra i membri di altre organizzazioni internazionali come la Trilateral Commission (TC), il Council of Foreign Relationships (CFR) e la Royal Institute of International Affairs (RIIA), sono accomunati tutti dall’obiettivo ultimo di creare un ordine mondiale centralizzato, compatto, verticistico. Un ordine unipolare, in cui a contare saranno solo gli interessi di pochi attori, e non delle nazioni e le loro identità. A dispetto della natura cinica e criminale del piano mondialista, le parole magiche con cui questi affaristi assetati di potere stanno lentamente ottenendo i loro obiettivi hanno un suono conciliante: libero mercato, liberalizzazioni, liberismo, globalizzazione, area di libero scambio, deregulation. Parole che oggi pesano come macigni sulle spalle di chi le accolse con speranza, e sui loro figli che non ancora si sono accorti di quello che sta accadendo.

I fatti, le situazioni e le prospettive future raccontate nel saggio investigativo di Estulin Il Club Bilderberg aiutano a spostare l’attenzione e concentrare gli sforzi intellettuali di ognuno di noi sul Potere vero che agisce su scala globale, abbandonando per un attimo il cortiletto della politica nazionale, comunque importante, ma da inquadrare in un contesto più ampio e internazionale. Questo sforzo di astrazione dall’ultima querelle di partito verso una visione più allargata degli eventi sarà ripagato dalla scoperta di interessanti chiavi interpretative relative ai fatti più importanti della politica interna italiana, dall’assassinio Moro a Mani Pulite.

Il Bilderberg 2010 è in corso proprio in questi giorni a Sitges, in Spagna, e durerà fino al 6 giugno. Gli invitati di quest’anno li trovate qui. Martedì scorso Daniel Estulin è stato convocato al Parlamento Europeo per tenere una conferenza sul club Bilderberg e i suoi piani rispondendo ad un iniziativa dell’eurodeputato britannico Nigel Farage e del leghista italiano Mario Borghezio (si, proprio lui).

Nonostante Vespa, nel bel mezzo di crisi diplomatiche e sociali, continui ad ospitare cuochi e ballerine, grazie a giornalisti come Daniel Estulin qualche verità sta ora venendo alla luce.

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