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America e Russia: La Guerra Fredda è davvero finita?

Posted by Marco su 9 dicembre, 2009

Lo scorso 9 novembre ricorreva il 20esimo anniversario dalla caduta del Muro di Berlino, episodio indicato comunemente come la fine della Guerra Fredda. La Guerra Fredda è stato un periodo storico in cui i due colossi mondiali contrapposti, con a capo USA e Unione Sovietica (URSS), si studiavano come due pugili prima di sferrare il primo attacco. Per più di 50 anni non si sono mai tirati un pugno, limitandosi a esibizioni di forza e provocazioni a distanza. La caduta del Muro ha sancito la fine dell’Unione Sovietica, ma non delle tensioni tra Stati Uniti e la Federazione russa. Dai primi anni ’90 fino ai giorni nostri, gli USA e la NATO, venuto meno il pericolo comunista, hanno attuato una politica estera espansionistica, fatta di minacce e aggressioni, senza mai entrare in aperto conflitto con Mosca. I bombardamenti in Serbia, le guerre in Afghanistan e Iraq, i programmi di difesa missilistica, le continue pressioni sull’Iran perchè ridimensioni i suoi piani di arricchimento dell’uranio, le intrusioni politiche delle fondazioni statunitensi e del Dipartimento di Stato americano nella vita democratica di paesi strategicamenti importanti situati al confine russo rappresentano un affronto al Cremlino e testimoniano che forse quel clima di dialogo col colpo in canna è ancora attuale.

AMERICA E RUSSIA: LA GUERRA FREDDA E’ DAVVERO FINITA?
La dottrina nucleare degli Stati Uniti e l’espansione dei siti di difesa missilistica dell’Europa e della NATO

di Mahdi Darius Nazemroaya

Il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino si sta avvicinando (l’articolo è stato scritto prima del 9 novembre 2009, ndt), ma, dobbiamo chiederci, la guerra fredda è realmente finita? E si tratta davvero del lascito di un passato non troppo distante? Nonostante l’Unione Sovietica non esista più e il Patto di Varsavia sia stato sciolto, molte tracce della Guerra Fredda esistono ancora, come il conflitto tra le due coree, l’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO) ed infine la questione della difesa missilistica. In questi ultimi anni le relazioni tra la NATO e la Federazione russa sono diventati tesi e vengono descritti con toni che ricordano la Guerra Fredda. Tra le questioni più scottanti al centro di questo ‘ritorno al passato’ vi è il progetto degli Stati Uniti di installare uno scudo antimissile nel continente europeo. I russi hanno sempre sostenuto che lo scudo di difesa missilistica, al di sopra ogni altra cosa, è una minaccia nei loro confronti.

L’idea di un progetto di scudo missilistico non è nuova. Già durante la Guerra Fredda, infatti, l’idea era stata promossa da Ronald Reagan come parte di una grande strategia di dispiegamento di missili, attrezzature tecnologiche e basi militari in tutte le parti del mondo e dello spazio, il che ha fatto in modo che al progetto fosse dato il nome di “scudo stellare”. Sin dalla sua inaugurazione, il Pentagono ha investito miliardi di dollari nella ricerca e nello studio per questo progetto. Mentre il governo americano ha affermato che lo scopo di creare uno scudo missilistico è quello di proteggere l’America e l’Europa dalla minaccia della Corea del Nord o da ipotetici attacchi di missili balistici iraniani, il Cremlino considera il progetto di scudo anti-missile una grave minaccia per la sicurezza nazionale della Madre Russia. A Mosca è forte la convinzione che la vera motivazione alla base dell’installazione dello scudo anti-missile è avvicinarsi alla Russia.
Cosa si nasconde dietro le preoccupazioni della Russia? La sua ostilità nei confronti del programma degli Stati Uniti si fonda su una lunga serie di obiettivi strategici americani. Questi obiettivi rientrano nella dottrina militare americana di dominio globale, ovvero una nuova politica di attacco nucleare preventivo che oggi include il concetto di supremazia nucleare, oltre all’espansione della NATO a ridosso dei confini con la Russia, a dispetto delle garanzie in base alle quali l’Alleanza Atlantica non avrebbe dovuto estendersi oltre i confini della Germania.

La politica nucleare degli Stati Uniti è cambiata radicalmente dopo la Guerra Fredda. Nel 2001, il Nuclear Posture Review (NPR) (Rapporto sulle Politiche Nucleari, ndt) per gli Stati Uniti ha riconosciuto che la Russia è un obiettivo per eventuali attacchi nucleari da parte dei militari americani. L’NPR del 2001 può essere riassunto dalla seguente sintesi:

Durante la Guerra Fredda, la Russia [l’Unione Sovietica] è stata la principale minaccia nucleare per gli Stati Uniti. La fine dell’Unione Sovietica ha determinato uno spostamento dei piani di armamento nucleare degli USA lontano dai principali obiettivi russi. Tuttavia, la Russia resta l’unico paese teoricamente in grado di distruggere gli Stati Uniti a causa delle dimensioni del suo arsenale nucleare. Inoltre, l’incertezza circa il futuro corso della politica estera russa spinge gli Stati Uniti a conservare una massiccia riserva di armi nucleari. Per questi motivi, la Russia è ancora presente nella lista dei potenziali obiettivi degli Stati Uniti in caso di guerra nucleare. Inoltre, il nuovo NPR elenca con chiarezza altri sei paesi divenuti nel tempo obiettivi nucleari: Corea del Nord, Iran, Iraq, Siria, Libia, e la Cina. Questo elenco è il risultato dei piani militari delineati dalle precedenti amministrazioni. [1]

La Russia rappresenta un bersaglio nucleare per il Pentagono perché è il principale paese in grado di sfidare gli Stati Uniti, ma questa non è l’unica ragione ad aver irritato Mosca. Nel 2001, l’America annunciò che si sarebbe unilateralmente ritirata dal trattato anti-missili balistici (ABM), che poneva delle limitazioni al numero di sistemi di difesa dai missili balistici in possesso degli Stati Uniti e della Russia. Questa era anche una delle raccomandazioni di Dick Cheney e il think-tank neo-conservatore denominato PNAC, Progetto per un Nuovo Secolo Americano, riportate nel manoscritto ‘Ricostruire le difese dell’America: strategie, forze e risorse per un nuovo secolo’. Nel documento del PNAC, pubblicato nel settembre 2000, si afferma categoricamente che l’America deve “SVILUPPARE E INSTALLARE SISTEMI DI DIFESA MISSILISTICA per difendere la Patria e i suoi alleati, e per fornire sicure basi militari che permettano di allargare l’influenza degli USA nel mondo”. [2] Il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dal trattato ABM fu poi seguito da ulteriori annunci di cambiamento nella dottrina militare americana, che è stato delineata inizialmente dall’NPR e successivamente dalla Dottrina per le Operazioni Nucleari Congiunte (DJNO) e dal CONPLAN 8022-02, che resero l’attacco nucleare una opzione praticabile in caso di guerra preventiva o convenzionale. [3]
Agli occhi della Russia il progetto di scudo missilistico appare come la volonta dell’America di imporre la propria supremazia nucleare. Con lo scudo antimissile installato, la Russia sarebbe incapace di reagire ad un primo attacco nucleare degli Stati Uniti e l’arsenale nucleare del Cremlino si rivelerebbe quindi praticamente inutile. In altre parole, gli Stati Uniti vorrebbero eliminare la minaccia di ‘mutua distruzione assicurata’ (MAD), presente durante la Guerra Fredda, scongiurando il pericolo di una reazione nucleare di Mosca. Questo inoltre impedirebbe alla Russia di reagire ad un eventuale ‘primo attacco’ degli Stati Uniti. Durante la guerra fredda, i rischi di ritorsione nucleare o di un ‘secondo attacco’ e quindi di ‘mutua distruzione assicurata’ erano comunemente visti come i deterrenti principali per lo scoppio di una guerra nucleare globale tra gli Stati Uniti e l’URSS. La supremazia nucleare degli USA, però, cambia tutto questo indebolendo di fatto le capacità difensive della Russia, il che desta le preoccupazioni del Cremlino che vede la Russia e i suoi paesi alleati esposti ai possibili attacchi degli Stati Uniti e della NATO.

La NATO però esiste ancora, nonostante la Guerra Fredda sia finita. L’espansione verso est della NATO e la sua trasformazione da trattato di difesa ad organizzazione interventista hanno irritato la Russia. Il carattere strategico del sistema americano di difesa missilistica, che vizia la parità nucleare tra la Russia e gli Stati Uniti, è ulteriormente accentuato dall’Alleanza Atlantica. Mosca si sente minacciata dagli aspetti offensivi che la strategia militare della NATO ha mostrato dopo la fine della Guerra Fredda, dall’intervento nella ex Jugoslavia alla guerra in Afghanistan, fino alle missioni di sicurezza e addestramento in Medio Oriente e Africa. A questo proposito, il caustico discorso di Vladimir Putin in materia di sicurezza globale non dovrebbe sorprendere. In esso, Putin accusava gli Stati Uniti di perseguire l’obiettivo di imporre un mondo uni-polare attraverso la forza militare:

“Oggi stiamo assistendo ad un uso quasi incontenibile e ipertrofico della forza – la forza militare – nelle relazioni internazionali, forza che sta gettando il mondo in un abisso di conflitti permanenti.Come risultato, non abbiamo la forza sufficiente per trovare una soluzione globale ad uno di questi conflitti. Trovare una soluzione politica diventa anche impossibile. Siamo testimoni di un disprezzo sempre maggiore per i principi fondamentali del diritto internazionale. E le norme legali indipendenti, in verità, si stanno avvicinando sempre più al sistema legale di uno Stato. Uno Stato e, naturalmente, in primo luogo gli Stati Uniti, che ha oltrepassato i propri confini nazionali in ogni modo”. [4]

Putin alludeva anche al fatto che l’espansione della NATO è diventata una strategia contraria alla Russia:

“Ritengo sia ormai palese che l’allargamento della NATO non abbia come obiettivo la sua modernizzazione o garantire la sicurezza in Europa. Al contrario, essa rappresenta una grave provocazione che mina la reciproca fiducia. E abbiamo il diritto di chiedere: contro chi è da intendersi questa espansione? E cosa ne è stato delle assicurazioni dei nostri partner occidentali che ci furono rivolte dopo lo scioglimento del Patto di Varsavia? Dove sono oggi quelle dichiarazioni? Nessuno nemmeno le ricorda. Ma mi permetto di ricordare a questo pubblico cosa si diceva allora. Citerò il discorso del Segretario generale della NATO Woerner a Bruxelles il 17 maggio 1990. Quel giorno egli disse: “La nostra intenzione di non schierare un esercito della NATO al di fuori del territorio tedesco offre all’Unione Sovietica una ferma garanzia di sicurezza”. Dove sono oggi queste garanzie?”. [5]

Il timore di una guerra incombente è molto concreto tra i russi. Il Cremlino ritiene che sia in corso una costante azione di accerchiamento della Federazione Russa da parte della NATO, con l’installazione di un numero crescente di basi militari e missili americani.

E’ concepibile l’idea di una guerra tra la Russia e l’asse USA-NATO? La guerra del 2008 tra la Georgia e la Russia nel Caucaso ha comportato un simile rischio. La guerra russo-georgiana è stata anche definita dai funzionari russi una guerra per procura. Il Cremlino ha affermato inoltre che Mikheil Saakashvili, il leader della Georgia, rappresenta gli interessi americani nella ex Unione Sovietica. La Georgia in questo senso viene vista come una succursale americana o un cliente di Mosca. [6] I sospetti del Cremlino sono stati ulteriormente confermati nel momento in cui gli Stati Uniti, nel corso della guerra russo-georgiana, dichiararono che il Caucaso è un settore vitale per gli interessi strategici americani. Non è un caso che la Georgia sia uno stato che ha assistito ad uno tra i più rapidi processi di militarizzazione al mondo e figuri tra i principali beneficiari degli aiuti militari americani. Ma l’aspetto più importante della guerra tra Russia e Georgia in Ossezia del Sud è che la Russia ha detto che non avrebbe cambiato il suo atteggiamento anche se la Georgia fosse stato un membro della NATO. Solo questo dimostra che la minaccia di una guerra più ampia che coinvolga la Russia e gli Stati Uniti non è mera illusione.

L’amministrazione Obama ha dunque premuto il pulsante di reset nelle relazioni russo-americane annunciando nel 2009 l’arresto dei piani americani di difesa missilistica in Europa orientale? Il tanto celebrato annuncio del 17 settembre con cui Barak Obama comunicava la decisione di smantellare i missili scudo installati nella Repubblica Ceca vicino al confine con la Russia e in Polonia è fuorviante. Poco dopo, infatti, gli Stati Uniti lanciarono nello spazio due satelliti sperimentali di difesa missilistica da Cape Canaveral, in Florida. [7] Ciò che Obama in realtà intendeva dire non riguardava la demolizione dello scudo missilistico, ma la nascita di uno schermo missilistico ben più ampio ed efficace che si colloca nell’ambito dei piani di revisione che prevedono installazioni navali con sistemi Aegis. [8] Il dispiegamento dello scudo antimissile in realtà è in fase di piena espansione in Europa e nel mondo, dalla Turchia e il Mediterraneo fino al Mar Baltico.

La risposta di un funzionario polacco ai piani di revisione Obama non fa altro che confermare i timori dei russi. Slawomir Nowak, consulente senior del primo ministro polacco Donald Tusk, poco dopo l’annuncio di Obama, informò la TVP INFO Television con queste parole: “Non siamo mai stati realmente minacciati da un attacco missilistico a lungo raggio da parte dell’Iran”. [9] La vera ragione, tra le altre, dello scudo antimissile è stata quindi proteggere la Polonia da una minaccia missilistica iraniana? Il Cremlino risponderebbe di no. A Mosca appare chiaro che i responsabili politici degli Stati Uniti non mettono in relazione lo schieramento di una difesa missilistica globale con una eventuale minaccia iraniana o della Corea del Nord, ma, usando le parole del PNAC, “per offrire una base sicura per l’espansione della potenza degli Stati Uniti in tutto il mondo”. [10] Dobbiamo chiederci allora: la Guerra Fredda è dunque davvero finita? Forse la risposta sta nei preparativi militari da parte della Russia e Bielorussia e nei giochi di guerra bilaterali che questi paesi stanno portando avanti per preparare le forze armate ad un attacco della NATO che preveda una invasione di terra, di mare e aerea. [11]


Fonti:

[1] Charles D. Ferguson, Nuclear Posture Review (Nuclear Threat Initiative, August 2002):
<http://www.nti.org/e_research/e3_15a.html&gt;

[2] The Project for a New American Century (PNAC), Rebuilding America’s Defenses: Strategy, Forces, and Resources (PNAC, September 2000), p.v.

[3] William Arkin, “Not Just A Last Resort?: A Global Strike Plan, With a Nuclear Option,” The Washington Post, May 15, 2005:
<http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2005/05/14/AR2005051400071.html&gt;

[4] Vladimir Putin, Speech and the Following Discussion at the Munich Conference on Security Policy (Address, Munich Conference on Security Policy, Munich, Bavaria: February 10, 2007).

[5] Ibid.

[6] Ian Traynor, “Putin accuses US of starting Georgia crises as election ploy,” The Guardian, August 29, 2008:
<http://www.guardian.co.uk/world/2008/aug/29/russia.georgia&gt;

[7] “US sends 2 missile defense satellites into orbit,” Associated Press (AP), September 25, 2009.

[8] Ian Sample, “US missile system’s track record: test, delays, failed launches, missed targets,”  The Guardian, September 17, 2009:
<http://www.guardian.co.uk/world/2009/sep/17/us-missile-systems-track-record&gt;

[9] Gareth Jones, “Poland sees merit in new Obama missile plan: aide,” Reuters, September 24, 2009:
<http://www.reuters.com/article/worldNews/idUSTRE58N1Z120090924&gt;

[10] PNAC, “Rebuilng America’s Defenses,” Op. cit.

[11] Lucian Kim, “Russian Paratroopers Stage War Games Simulating NATO Attack,” Bloomberg, September 27, 2009:
<http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601085&sid=aiP27dME9EX4&gt;

Mahdi Darius Nazemroaya è Ricercatore Associato del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione (CRG) specializzato in questioni geopolitiche e strategiche.

L’articolo originale è consultabile qui.

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