Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Guerra e Globalizzazione

Posted by Marco su 9 luglio, 2009

guerra e glob

La piena comprensione della politica di un paese non può prescindere dalla conoscenza del quadro delle relazioni internazionali all’interno del quale esso si colloca. E, soprattutto, è fondamentale prendere piena coscienza degli eventi che hanno condotto alla situazione davanti a cui oggi ci troviamo. I quesiti da porci riguardano, ad esempio, le vere ragioni che hanno spinto gli USA ad entrare in guerra con Iraq e Afghanistan e nei quali sono attualmente coinvolti anche altri Paesi come l’Italia, il ruolo svolto dai servizi segreti americani nelle trame politiche internazionali dagli anni ’80 fino ai giorni nostri; è importante chiederci se lo sdegno derivante dalla morte di 3000 persone nel cuore di New York e l’odio antioccidentale che alimenta Al Quaeda dagli inizi degli anni ’90 sono sufficienti a giustificare un intervento militare che continua a mietere vittime e fomentare rivolte civili anche a distanza di 8 anni dall’inizio delle ostilità e quali sono i retroscena che si nascondono dietro queste operazioni militari.

Michel Chossudovsky tenta di rispondere a tutti questi punti di domanda con un saggio lontano dalla propaganda mediatica occidentale, i cui sforzi sono instancabilmente protesi verso l’esaltazione del mito criminale di Bin Laden cresciuto all’interno di un contesto culturale fortemente arretrato. L’accademico canadese ci aiuta a rileggere i fatti attraverso una lente diversa, puntando i riflettori non già sui terroristi sanguinari con il turbante e la mitraglietta, ma sull’establishment economico e politico americano, su una manica di diplomatici e affaristi che, nascondendosi dietro le maschere di Reagan o Bush Junior, un pò come i rapinatori surfisti di Point Break, hanno finanziato e addestrato per anni le organizzazioni terroristiche che oggi, smesse improvvisamente le vesti di complici, appaiono come crudi e spietati nemici dell’umanità nella secolare ‘Guerra al Terrorismo’.

Guerra e Globalizzazione racconta, ad esempio, la storia degli aiuti che le autorità americane offrirono ai Taliban nel 1996 attraverso la collaborazione tra la CIA e l’ISI, i servizi segreti pakistani, nell’ambito di nuovi accordi per la distribuzione del petrolio nel bacino del Mar Caspio. Dopo l’ascesa al potere del gruppo di studenti fondamentalisti afgani, una sua delegazione si recò infatti a Houston per prendere accordi con la Unocal, multinazionale texana del petrolio, fortemente interessata all’estrazione del greggio nella regione caucasica. Pochi anni dopo, l’amministrazione Bush profittò dell’onda emotiva scaturita dagli attacchi alle Torri per invadere l’Afghanistan e installare strategiche basi militari in una zona dall’importanza geopolitica cruciale. L’Afghanistan, infatti, è al centro di ben cinque potenze nucleari (Russia, Cina, Iran, Kazakistan e Tagikistan) e crocevia di imponenti oleodotti che collegano il Mar Caspio con l’Oceano Indiano. Evidentemente troppo perchè la superpotenza americana non ci mettesse le mani instaurando un governo amico guidato da un certo Karzai, non a caso già a libro paga della Unocal.

Gli interessi economici in quella regione sono pertanto talmente palesi e documentati che è impossibile pensare agli Usa come semplici garanti della sicurezza e della libertà mondiali contro lo spauracchio del terrorismo. Chossudovsky sottolinea inoltre come le menti che decidono le politiche estere degli Stati Uniti sono da rintracciare nelle banche e le istituzioni finanziarie, nelle multinazionali del petrolio e dell’energia e nei magnati della editoria e comunicazione, che edulcorano le notizie al fine di raccontare al mondo le verità più comode.

Molte relazioni dello stesso Congresso americano e reportage giornalistici concordano nell’affermare che le amministrazioni statunitensi e la CIA hanno utilizzato i proventi del narcotraffico e i soldi dei contribuenti americani per ottenere l’appoggio delle milizie islamiche nei conflitti in Bosnia, Kosovo, Macedonia, Cecenia, con il chiaro intento di destabilizzare le politiche dei paesi non allineati con le idee del Libero Mercato e della globalizzazione economica e accaparrarsi militarmente regioni funzionali alle mire di pochi centri nevralgici del potere economico-finanziario internazionale. In questo inquietante quadro, in cui guerra e globalizzazione procedono di pari passo, i politici che tutti noi conosciamo, da Reagan ad Obama, sono semplici maschere holliwoodiane, che spesso dimostrano anche di essere impreparati sui temi di politica estera. Come quando Bush, in risposta ad un giornalista durante la campagna elettorale del 2000, scambiò i Taliban per un gruppo rock.

Seguendo questo filo conduttore, che porta inevitabilmente anche ad approfondire le circostanze dei rapporti diplomatici e di intelligence che precedettero gli attentati al World Trade Center, Michel Chossudovsky firma un lavoro di ricerca di capitale importanza, una lezione di antiretorica da cui tutti dovremmo apprendere, un esempio cristallino di analisi geopolitica lucida e documentata, un resoconto storico lancinante, crudo, realista, un manuale pratico indispensabile per capire il mondo in cui viviamo e in cui faremo vivere i nostri figli.

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