Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Tg5 e l’informazione che diventa spot

Posted by Marco su 4 luglio, 2009

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E’ da qualche giorno che mi sento un pò strano: alle otto della sera accendo la tv e guardo il Tg5. Mezz’ora di “notizie” ad un ritmo forsennato, come quegli spot pubblicitari in cui per rientrare nei pochi secondi pattuiti le parole si rincorrono velocemente senza respiro. “Leggere-attentamente-il-foglio-illustrativo-se-i-sintomi-persistono-consultare-un-medico!”. Faccio alcuni esempi. Berlusconi si è recato a Viareggio a ‘prendere in mano la situazione’ dopo l’incendio dalla cisterna di gas nella stazione ferroviaria. Oltre alle solite dichiarazioni rassicuranti del premier e agli sguardi preoccupati di Bertolaso, ci sono stati disordini all’arrivo del presidente del Consiglio nella città toscana. Mentre i siti di informazione parlavano di contestazione a Berlusconi, il Tg5 chiudeva il servizio con una rapida chiosa di una manciata di secondi che suonava più o meno così: “Da-segnalare-la-contestazione-di-un-gruppo-di-facinorosi-al-presidente-del-consiglio-che-è-poi-subito-rientrata!”. Da notare la parola facinorosi. Non persone o contestatori, ma facinorosi, cioè persone dedite alla rissa, violente, ribelli. Sarebbe bene spiegare a Mimun, quello che sostiene di aver dato una notizia anche se questa in realtà viene omessa per dare spazio ai commenti che la riguardano, che definire ‘facinorosi’ persone che protestano contro un rappresentante delle istituzioni alzando la voce e senza menare le mani non è fare una segnalazione giornalistica, ma esprimere una opinione o comunque una interpretazione soggettiva del fatto.

Iran. Ahmadinejad vince le elezioni tra forti proteste popolari e sospetti di brogli. Fino a prova contraria, Ahmadinejad è un leader democraticamente eletto che ha il diritto di governare e ristabilire l’ordine pubblico dopo i disordini seguiti alle elezioni e anche di rispondere alle accuse di brogli sostenendo interferenze occidentali, in particolare di USA e Gran Bretagna, negli affari del suo paese. Il Tg5 però non resiste ancora alla tentazione di forgiare le menti e sospingere i suoi spettatori, ancora troppi purtroppo, a schierarsi dalla parte di Mousavi, il leader sconfitto che dichiara illegittimo e antidemocratico il governo. Allineato alla propaganda occidentale, il secondo, o forse il primo tg nazionale italiano dipinge Ahmadinejad come un dittatore che reprime manifestazioni popolari nel sangue, che minaccia il mondo con il nucleare e trucca le elezioni. Ma non contenti, ecco che arriva la consueta chiosa conclusiva, quella che si ricorda meglio: “Alcune organizzazioni sostengono che alle porte del paese ci sia una guantanamo iraniana dove sarebbero rinchiusi gli oppositori al regime”. Di quali organizzazioni si tratta? Chi le controlla? Gli amici di Mousavi, per caso? Che credibilità hanno queste presunte organizzazioni? Perchè nessun cenno invece alle parole di Paul Craig Roberts, ex assistente del Tesoro americano durante la presidenza Reagan e coeditore del Wall Street Journal, che ricorda quando Mousavi, il nuovo eroe moderno della democrazia, veniva indicato come principale responsabile degli attacchi terroristici alle ambasciate americane e alla base libanese dei marines che costarono la vita a 241 militari e che per questo fu definito ‘il Macellaio di Beirut’? Oppure perchè non citare la denuncia del coraggioso giornalista francesce Thierry Meyssan, che parla di una ‘guida pratica alla rivoluzione iraniana’ diffusa dalla Cia e al controllo dei telefoni cellulari esercitato dalll’intelligence inglese grazie al quale è stato possibile fomentare la rivolta popolare mediante l’invio di SMS nel corso dello spoglio elettorale? Oppure ai dubbi sulla morte di Neda ed alle ombre che avvolgono Arash Hejazi, presunto medico tra i primi a soccorrere la ragazza? Niente di tutto questo nel tg degli spot in apnea. Non è funzionale al pensiero unico che qualcuno ha deciso di imporre. Piuttosto che approfondire la notizia servendosi del lavoro di reporter internazionali o di esperti di affari esteri, meglio vagheggiare di presunte organizzazioni che corroborino la tesi dominante. Che credibilità può avere un telegiornale che, disgraziatamente per tutti noi fa informazione e opinione pubblica, tratta le notizie in questo modo? Il lavorio costante di questo sciagurato giornalismo produce nel tempo un danno irreparabile. Ci abitua a credere ad un mondo in cui la linea di demarcazione tra i buoni e cattivi sia sempre netta e ben visibile. I buoni siamo noi occidentali, civilizzati ed esportatori di democrazia; i cattivi sono loro, arabi, mussulmani, fondamentalisti e tiranni. Un giorno, forse non troppo lontano, i marines che oggi combattono tra le piantagioni di oppio afgane, potrebbero sbarcare in Iran, e noi approveremmo in toto le operazioni anche perchè lacchè del giornalismo come Mimun ci hanno istruito, spot dopo spot, che il cattivo Ahmadinejad minaccia il mondo con il nucleare e che non si può restare a guardare, evitando però di ricordare che l’ultima volta che gli americani hanno attaccato militarmente un paese lo hanno fatto facendo leva sulla bufala delle armi di distruzione di massa di Saddam. Questa non è informazione, ma corruzione intellettuale.

Anche l’altra sera mi sentivo strano ed ho visto il Tg5. La notizia del giorno era l’approvazione definitiva al Senato del pacchetto sicurezza che, tra le altre cose, prevede il reato di immigrazione clandestina e l’obbligo della denuncia dei clandestini da parte dei pubblici ufficiali. Le scontate reazioni dell’opposizione questa volta hanno trovato sostegno nelle forti critiche del Vaticano, che, per bocca del segretario del Pontificio Consiglio Agostino Marchetto, ha dichiarato che “la nuova legge porterà molti dolori e difficoltà agli immigrati”. I valorosi giornalisti del Tg5 avranno pensato che questa dichiarazione fosse troppo forte per l’ora di cena, per cui hanno deciso di alleggerirla un pò e incastonarla tra maggioranza e opposizione in 4 o forse 5 secondi con la consueta formula pubblicitaria “critiche-dal-Vaticano-che-attraverso-il-monsignor-Marchetto-parla-di-tristezza-e-di non-criminalizzare-l’immigrato!”. Se durante quei secondi ti è scappato uno starnuto, non saprai mai che il Vaticano è contrario alla nuova legge sulla sicurezza.

Vado a riposare. Domani starò meglio.

Consigli per gli acquisti.

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