Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Chi è il razzista?

Posted by Marco su 1 maggio, 2009

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I temi di politica internazionale sono totalmente assenti da quello che noi chiamiamo dibattito politico. Ci riempiamo la bocca di paroloni come ‘crisi dei mercati’, ‘globalizzazione’, ‘congiuntura economica’, senza avere la minima idea di quel che accade nel mondo. I media italiani sono come casalinge: si dedicano per lo più alle faccende di casa, quali celebrazioni per la Patria, beghe di partito, nomine Rai, emergenza criminalità, cronaca nera, ecc. Latitano quasi del tutto i grandi fatti di politica estera. Non si approfondiscono i rapporti di forza tra gli stati, gli accordi intrapresi, lo stato delle guerre, i flussi monetari, le condizioni di vita dei paesi cosiddetti in via di sviluppo, le economie locali, ecc. Non si conoscono i protagonisti che operano nei teatri internazionali, nè i reporter freelance che rischiano la vita per raccontare il mondo o esperti di affari internazionali. La tv non fa che propinarci i soliti giornalisti-opinionisti alla Massimo Giannini o Antonio Polito, che al di là delle scaramucce tra Berlusconi e Franceschini non sanno spingersi. Eppure siamo il paese di Ilaria Alpi, Italo Toni, Graziella de Palo e Tiziano Terzani. Quando è stato eletto Obama, i salotti televisivi tracimavano di retorica e analisi generiche. Nessuno si è preso la briga di indagare sui componenti dello staff presidenziale, i loro precedenti incarichi e le loro estrazioni culturali. Ci si è limitati a soddisfare la sete onirica dell’opinione pubblica con il mito del ‘presidente venuto dal basso’, scimmiottando il lavoro dei cineasti di Hollywood. Oltre a non informare, questo contribuisce ad alimentare una cultura del nulla, superficiale, che impedisce di capire il sistema che regola le cose. Io stesso non ci capisco ancora niente. Ma almeno ho la consapevolezza di non capire abbandonando la presunzione di intendermi di politica solo perchè conosco a memoria i nomi dei ministri e i temi del prossimo referendum. Prendiamo ad esempio il recente discorso del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad durante la conferenza ONU sul razzismo. Le sue parole hanno suscitato reazioni in tutto il mondo, mentre in Italia, per due giorni consecutivi, i principali programmi di informazione politica si occupavano insieme di terremoto e cronaca nera con le solite facce a riempire i vuoti tra uno spazio pubblicitario e l’altro. I tg, invece, riprendevano la notizia, dando però particolare risalto alle accuse di antisemitismo contro Ahmadinejad e alla plateale protesta di alcune delegazioni europee che hanno abbandonato la sala durante l’intervento del leader iraniano. L’immagine che ne deriva è quella di un leader esaltato che vuole cancellare uno stato democratico e nega l’esistenza dell’Olocausto, che odia l’America e minaccia guerra. Un nemico, insomma. La verità, però, è come sempre un’altra. Al contrario delle mitizzazioni mediatiche, il discorso di Ahmadinejad è condivisibile. E’ un discorso duro e accusatorio, ma allo stesso tempo di pace e amichevole. E l’assenza degli Stati Uniti è significativa, e grave. Per capire cosa è successo a Durban, bisogna partire dalle parole di Ahmadinejad, e non dai commenti che hanno suscitato, come suole fare la tv. Ecco alcuni passaggi cruciali del discorso di Ahmadinejad davanti alle Nazioni Unite (o quasi): “Quali sono le cause profonde dell’ attacco statunitense all’Iraq o dell’invasione dell’Afghanistan? C’è stata altra motivazione all’invasione dell’Iraq, oltre alla tracotanza della precedente amministrazione americana e alle crescenti pressioni da parte dei detentori di potere e ricchezza, intenzionati ad espandere la loro sfera di influenza, impegnati a rincorrere gli interessi dei giganti produttori di armi a danno di una nobile cultura con un bagaglio storico di migliaia di anni, e nello tempo tempo ad eliminare le minacce reali e potenziali al regime Sionista provenienti dai Paesi musulmani, conquistando il controllo e lo sfruttamento delle risorse energetiche del popolo iracheno? […] E perché i miliardi di dollari di queste azioni militari devono essere pagati dai cittadini americani? Non è vero che l’azione militare contro l’Iraq è stata pianificata dai Sionisti e dai loro alleati all’interno della precedente amministrazione statunitense con la complicità dei Paesi produttori di armi e dei detentori della ricchezza? […] Gli Stati Uniti e i loro alleati non solo hanno fallito nel ridurre la produzione di oppio in Afghanistan, ma la sua coltivazione si è addirittura moltiplicata nel corso dell’occupazione. L’interrogativo fondamentale allora è – qual è stata la responsabilità e il ruolo svolto dall’amministrazione degli Stati Uniti e dei suoi alleati? Erano lì in rappresentanza degli altri Paesi del mondo? Hanno ricevuto un mandato da essi? Sono stati autorizzati dai popoli del mondo ad interferire ovunque, e naturalmente soprattutto nella nostra regione? Oppure le iniziative intraprese sono un chiaro esempio di egocentrismo, di razzismo, di discriminazione o di violazione della dignità e dell’indipendenza delle nazioni?”. Gli interrogativi di Ahmadinejad trovano conferma nel pensiero di tanti analisti e intellettuali al di fuori da ogni sospetto o accusa di antisemitismo o razzismo. Basta leggere Noam Chomsky o Norman Filkenstein per capirlo. Quest’ultimo non è un musulmano jihadista o filoiraniano, ma un ebreo. I suoi genitori sono scampati all’Olocausto e non avrebbe nessun interesse a criticare lo Stato di Israele se questo non fosse responsabile di continue atrocità ai danni dei palestinesi di Gaza. Anche riguardo alle denunce sull’inefficacia dell’azione militare statunitense in Afghanistan, le parole di Ahmadinejad sono avallate da una indagine dell’UNODC, nella quale si legge che la produzione di oppio in Afghanistan è raddoppiata dopo l’attacco americano del 2001. Dall’analisi delle parole del leader iraniano emerge chiaramente come le sue accuse siano rivolte non agli ebrei, ma ai sionisti, riferendosi ai cartelli di potere con sede a Londra e Washington che, muovendo dalle tesi partorite da Theodor Hertzl e poi ufficializzate nel Congresso sionista di Basilea del 1897, hanno pianificato e poi attuato il lento sterminio del popolo palestinese, sulle cui spoglie è sorto poi lo Stato di Israele. Tutto questo è confermato da una enorme mole di dichiarazioni, testimonianze e documenti ufficiali, meticolosamente elencati ad esempio da Paolo Barnard nel suo illluminante saggio ‘Perchè ci odiano’. Gli USA e la Gran Bretagna, spalleggiati da altri stati europei, come l’Italia, da anni conducono una politica estera imperialista con l’unico obiettivo di estendere il loro dominio sugli stati e le loro risorse. Con il pretesto di esportare la democrazia ed appropriandosi di una autorità morale mai conferita loro da alcuno, hanno fomentanto dissidi e rivoluzioni finanziando organizzazioni terroristiche che oggi fingono di combattere. I palestinesi sono solo le ultime vittime dei progetti globalisti di Washington. A Gaza la popolazione muore di fame e di stenti abbandonata da tutti. Perfino il Papa lesina parole di conforto nei confronti dei palestinesi, mentre annuncia visite ad Israele e riconoscimenti per lo Stato ebraico, legittimando di fatto uno tra gli stati più militarizzati al mondo, che ha violato 72 risoluzioni dell’Onu, che impedisce a più di un milione di uomini, donne e bambini ammassati in 140 miglia quadrate di ricevere farmaci e viveri. Allora chi è razzista? Un uomo a capo di un paese tutt’altro che modello, ma che denuncia queste aberrazioni umane e ipocrisie di stato e auspica che i palestinesi esercitino la loro libertà di scegliere il proprio governo, o chi difende uno stato nato sul sangue dei palestinesi deportati e sterminati dalle bande armate Irgun e Stern e che vanta nella sua storia primi ministri come Menachem Begin o David Ben Gurion, che non esitavano a definire i palestinesi ‘bestie con due gambe’ e istigare all’odio ed alla pulizia etnica della popolazione araba?

6 Risposte to “Chi è il razzista?”

  1. Daniyel said

    Sei pagato da Hamas o direttamente dai Pasdaran? Ti rendi conto che hai elencato le più squallide menzogne della propaganda araba degli ultimi 60 anni?
    “cartelli di potere con sede a Londra e Washington che[…]hanno pianificato e poi attuato il lento sterminio del popolo palestinese, sulle cui spoglie è sorto poi lo Stato di Israele” -Certo, il popolo ebraico in tutto il mondo non ha mai pensato di avere diritto ad un proprio Stato, dopo continui pogrom in Europa e nel mondo arabo, non ha mai lottato con i denti per difendere la propria terra, ma ci voleva la “lobby ebraica americana” per fare tutto… sei patetico.
    “Allora chi è razzista? Un uomo a capo di un paese tutt’altro che modello, ma che denuncia queste aberrazioni umane e ipocrisie di stato” -Ottimo, i liberi pensatori come te sono soliti difendere i dittatori teocrati che fanno impiccare gli omosessuali e lapidare le donne adultere. Meno male che c’è Mahmoud che dice la verità. Israele è l’unico stato democratico del Medio Oriente, l’unico dove donne, omosessuali, sindacalisti e dissidenti politici non vengono perseguitati… nel tuo finto comunismo, sei aberrante.
    “chi difende uno stato nato sul sangue dei palestinesi deportati e sterminati dalle bande armate Irgun e Stern e che vanta nella sua storia primi ministri come Menachem Begin o David Ben Gurion, che non esitavano a definire i palestinesi ‘bestie con due gambe’ e istigare all’odio ed alla pulizia etnica della popolazione araba?” Qui non hai davvero la più pallida idea di quello che stai dicendo, quale deportazione, quale pulizia etnica?! Nel 1948 i paesi arabi uniti attaccarono Israele dichiarando di dover ributtare in mare tutti gli ebrei, ma quella non era pulizia etnica. La pulizia etnica è solo quella di Israele, costretto a difendersi da 60 anni contro aggressori ignoranti, fanatici e terroristi, i quali hanno SEMPRE iniziato le guerre e le hanno SEMPRE perse sul campo di battaglia, rifugiandosi poi nelle comode sottane della propaganda. Alle quali voi finti comunisti occidentali siete molto sensibili.
    Se solo avessi studiato la storia, potresti esprimere dei concetti. Ma questa è solo spazzatura di cui dovresti vergognarti.

  2. Marco said

    Prima di scrivere i miei post penso sempre alle critiche che potrei ricevere. E le critiche potrebbero derivare soprattutto da tesi non supportate da fonti in grado di avvalorarle e legittimarle. Tu, Daniyel, fai finta di non vedere i riferimenti che ti ho portato proprio perchè qualcuno non mi dica di non sapere di cosa sto parlando. Ti ho citato giornalisti di inchiesta, intellettuali e scrittori di origine ebrea, ma tu la chiami propaganda araba. Per quale strano meccanismo la propaganda araba dovrebbe servirsi di bocche italiane, americane e addirittura ebree per svolgere il suo lavoro? Il fatto che Israele sia uno stato democratico non ne legittima la politica aggressiva nei confronti della popolazione palestinese. Così come non possiamo giustificare i massacri di civili innocenti in Afghanistan, Iraq e probabilmente in futuro l’Iran soltanto perchè sono governati da dittatori o perchè sono soliti impiccare omosessuali. Per non parlare della bufala delle armi di distruzione di massa. Bufala alimentata dalla vera propaganda, cioè quella occidentale, non quella di cui parli tu. Israele è uno stato che ha violato più di 70 risoluzioni Onu. Recentemente una relazione delle Nazioni Unite ha definito ‘massacri deliberati’ le stragi israeliane a Gaza. Le operazioni dell’esercito di Israele in Palestina sono state definite dalla Commissione dell’ONU per i Diritti Umani «crimini di guerra e un insulto all’umanità» in tre occasioni dagli anni ’70 a oggi. Menachem Begin, ex primo ministro israeliano, era un terrorista a capo della banda armata Irgun che si rese responsabile, tra gli altri, del massacro di Deir Yassin e dell’attentato al King David Hotel. Ariel Sharon, primo ministro isrealiano fino a poco tempo fa, è stato giudicato personalmente responsabile del massacro di Shabra e Shatila da una commissione di inchiesta israeliana. Tutte queste informazioni sono disponibili a chiunque volesse indagare sulla questione, libero da dogmi e pregiudizi infondati. Paolo Barnard, reportagista che da anni studia il conflitto mediorientale, scrive in un editoriale “La lista delle prove a carico del terrorismo israeliano è lunga e schiacciante, e passa attraverso crimini di pulizia etnica, omicidi di alti funzionari internazionali, stragi di civili, omicidi extragiudiziali, uso degli scudi umani, torture, e molto altro”. Questo invece lo dice John Pilger, altro grande documentarista americano: “Essi (blocco occidentale anglo-americano) sanno che l’orrore che regna su Gaza ha poco a che fare con Hamas o, assurdamente, col “diritto di Israele ad esistere”. Sanno che è vero il contrario: che il diritto della Palestina ad esistere è stato cancellato 61 anni fa, e che l’espulsione e, se necessaria, l’estinzione della popolazione indigena era stata pianificata ed eseguita dai fondatori di Israele”. E ancora, Filkenstein, giornalista figlio di genitori scampati alla Shoah: “Il 4 novembre gli israeliani hanno violato il cessate il fuoco con Hamas, sapendo benissimo – e se si leggono i giornali israeliani si nota che lo hanno anche detto esplicitamente – che dopo l’uccisione di sei militanti a Gaza i palestinesi avrebbero reagito e allora Israele avrebbe avuto un pretesto per l’invasione. Quindi l’obiettivo primario era quello di ripristinare la paura di Israele fra gli arabi infliggendo a Gaza un bagno di sangue”. Di questi argomenti non si dovrebbe discutere con l’arroganza e la saccenza, con l’atteggiamento di chi sa tutto mentre l’altro deve studiarsi la storia. Io mi espongo con citazioni e fonti, tu mi dai del ‘patetico’ e ‘aberrante’. E’ evidente chi di noi dovrebbe vergognarsi.

    • Daniyel said

      E’ evidente per chi? solo per te, convinto delle tue tesi e incapace di metterle in discussione. Cosa c’entra la “bufala delle armi di distruzione di massa”? Cosa c’entrano “i massacri di civili innocenti in Afghanistan, Iraq e probabilmente in futuro l’Iran”?
      Stiamo parlando di Israele, l’unico Paese democratico del Medio Oriente. Ci tengo a sottolinearlo, perché le critiche più corrosive all’establishment israeliano (e mi riferisco proprio a criminali del calibro di Ariel Sharon) vengono dalla stampa israeliana. Se leggessi qualche volta Haaretz o Maariv capiresti cosa vuol dire criticare in modo caustico la politica israeliana, ma senza negare il diritto all’esistenza dello Stato di Israele. Diritto conquistato con il sangue, il sacrificio e la sofferenza di milioni di ebrei scacciati dal resto del mondo, non da “cartelli di potere con sede a Londra e Washington” (ciò che affermi in questa frase è la peggiore bestemmia alla verità storica, figlia proprio della propaganda araba, che farebbe imbestialire ogni ricercatore dotato di buon senso). Il fatto che esistano numerosi giornalisti israeliani ed ebrei dissidenti verso il governo israeliano non significa che le loro parole siano oro colato e incontestabili. Non basta citarli per essere un onesto reporter, come pare tu sia convinto. Così come non è incontestabile l’affidabilità delle Nazioni Unite, un ente che negli ultimi 50 anni si è distinto per truffe colossali (per esempio Oil for food, o la gestione UNMIK in Kosovo) e incapacità di trattare le crisi internazionali (guarda i massacri avvenuti in Congo, Rwanda, Bosnia e Kosovo in faccia agli organi dirigenti ONU senza che questi battessero ciglio). Soprattutto, e questo sin dal 1946, le Nazioni Unite hanno dimostrato una fortissima distorsione (bias) nel trattare temi israelo-palestinesi, perché il cartello della Lega Araba gode naturalmente di una vasta maggioranza. Lo riprova il fatto delle 70 risoluzioni contro Israele, alcune ragionevoli, la maggior parte delle quali invece scritte ad arte per coprire le disfatte militari arabe con accuse gratuite a Israele. Persino nell’ultima operazione difensiva “Piombo Fuso” a Gaza, quando Hamas ha utilizzato strutture dell’ONU per sparare razzi e granate di mortaio (e ci sono video espliciti che lo dimostrano) mettendo a repentaglio la vita dei civili palestinesi, si sono sentite solo critiche a spiovere verso Israele. Piombo Fuso è stata una legittima operazione di autodifesa, come le operazioni in Libano del 1982 e del 2006. Sfido chiunque, compresa la tua anima liberale e illuminata, a restare impassibile di fronte a centinaia di razzi (sparati con l’intento di colpire obiettivi civili a caso, questo è terrorismo) e lasciare morire i cittadini del proprio Stato.
      Tu, mio caro Marco, non solo non pensi alle critiche possibili ai tuoi articoli fatti di ritagli incoerenti giustapposti, ma scrivi un sacco di fesserie, cose che solo un ignorante di storia può affermare. E’ proprio evidente chi deve vergognarsi. Non voglio fartene una croce, l’argomento mediorientale è uno dei temi più complessi e posso benissimo capire chi come te non ha il tempo di leggersi VARI libri e VARI articoli, non solo quelli che confermano i propri preconcetti. Ad esempio Benny Morris, che nei suoi libri sferza duramente Israele e il mondo arabo senza favorire alcuno, e senza riportare luoghi comuni che mettono in dubbio la legittimità dell’esistenza di uno Stato. Ma sicuramente chi scrive su questi temi dovrebbe leggere e consultare di tutto e di più, non soltanto il manifesto e al jazeera.

      • Marco said

        Hai scritto cose condivisibili mischiate a deliri.

        “convinto delle tue tesi e incapace di metterle in discussione”.
        Io dovrei mettere in discussione le mie tesi? Non ti aspettarai mica che passi dal considerare Israele uno stato terrorista ad uno vittima del terrorismo arabo? Al massimo ascolto chi mi critica e cerco di approfondire le mie conoscenze. Il che è quello che sto facendo con te, nonostante i tuoi toni siano arroganti e irritanti.

        “Cosa c’entra la bufala delle armi di distruzione di massa?”
        Ho parlato di questo perché tu mi hai accusato di difendere uno stato (l’Iran) che impicca gli omosessuali e maltratta le donne. Volevo invitarti a riflettere sul fatto che nessun paese può massacrare civili e ridurre alla fame i superstiti solo perché prima questi erano governati da un dittatore che odiava le donne e gli omosessuali. Nessuno, se non la grancassa dei media occidentali, ha attribuito agli USA l’esclusiva sulla moralità autorizzandoli a bombardare i paesi non ‘perfettamente democratici’. Su questo punto i dubbi di Ahmadinejad sono pienamente legittimi.
        Io non difendo l’Iran, né i terroristi di Hamas. Chi non rispetta le libertà civili, chi uccide innocenti non merita comprensione, né rispetto. Cerco solo di andare a fondo e far emergere la verità.

        Mi hai dato del ‘finto comunista aberrante’, ma io cosa dovrei pensare di te che tessi le lodi di uno stato che solo grazie ad una emorragia cerebrale non è governato da uomo che tu stesso ammetti essere un criminale (“e mi riferisco proprio a criminali del calibro di Ariel Sharon”)? Mi puoi spiegare come può essere un esempio da imitare in Medioriente uno stato governato da un criminale? La tua mi pare una contraddizione macroscopica.

        “Diritto conquistato con il sangue, il sacrificio e la sofferenza di milioni di ebrei scacciati dal resto del mondo”.
        Che il popolo ebreo abbia diritto a non essere più perseguitato ed ad avere un suo Stato mi sembra giusto. Ma non lo è affatto che a pagarne le spese siano milioni di palestinesi, scacciati dalle loro terre con violenza circa 60 anni fa. Questo però non lo dico io, io scrivo solo ‘fesserie’, lo dice Ben Gurion quando afferma: “Tra di noi non possiamo ignorare la verità … politicamente noi siamo gli aggressori e loro si difendono … Il paese è loro, perché essi lo abitavano, dato che noi siamo voluti venire e stabilirci qui, e dal loro punto di vista gli vogliamo cacciare dal loro paese”. E ancora: “Ci sono stati l’anti-semitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz, ma loro in questo cosa c’entravano? Essi vedono una sola cosa: siamo venuti e abbiamo rubato il loro paese. Perché dovrebbero accettarlo?”. E ancora: ”Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle terre e l’eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba” (maggio 1948). E’ Ben Gurion a spiegarti le ragioni del terrorismo arabo. Ben Gurion, terrorista a cui sono state tributate università e aeroporti.

        “Il fatto che esistano numerosi giornalisti israeliani ed ebrei dissidenti verso il governo israeliano non significa che le loro parole siano oro colato e incontestabili”.
        Il fatto che esistano numerosi giornalisti israeliani, ebrei, americani, australiani e italiani che, partendo da storie diverse giungano alla stessa conclusione storica, unitamente a quanto sopra, secondo me invece costituisce un fatto molto rilevante. Le atrocità degli israeliani sionisti sono state documentate anche da Benny Morris, giornalista che hai citato tu come esempio di equilibrio intellettuale, quando andò a spulciare direttamente negli archivi israeliani, prima di diventare misteriosamente filoisraeliano giustificando i massacri e le deportazioni forzate con frasi quali: “Gli arabi hanno commesso meno massacri solo perché hanno perso”. “Ben Gurion ha ragione. Se non avesse fatto quello che fece (terrorismo), senza la cacciata dei palestinesi non sarebbe mai nato lo stato ebraico”. Oppure: “Non si fa la frittata senza rompere le uova. Bisogna sporcarsi le mani”. Bell’esempio di lucidità politica mi hai portato.

        Riguardo alle analisi politiche ‘caustiche’, come le definisci tu, circa la politica israeliana, non mi interessa nulla se le basi sono quelle che ti ho descritto.

        Per finire, condivido i tuoi dubbi sull’ONU. Ma le sue ripetute condanne nei confronti di Israele, unitamente a quelle giunte da altre organizzazioni umanitarie internazionali come Amnesty International e Human Right Watch farebbero riflettere chiunque si avvicinasse all’argomento con onestà intellettuale e obiettività. Ma forse non è il caso tuo.

  3. Daniyel said

    Andiamo con ordine.
    1.i toni arroganti nascono dal vedere fiumi di ipocrisia sui media più “illuminati” (compreso questo sito) ogni qual volta salta fuori Israele. Israele stato criminale, Israele stato terrorista, Israele figlio di lobby americane eccetera. Senza considerare nulla di quello che io chiamo storia, ovvero chi ha iniziato tutte le guerre e chi ha adottato metodi terroristi per arretratezza politica, militare, sociale e culturale. Quando piovono razzi sui tuoi campi, sulle tue scuole e sui tuoi ospedali e il resto del mondo ti accusa di terrorismo, nasce un po’ di arroganza.
    2.L’esclusiva sulla morale degli USA è certamente un problema nel mondo unipolare in cui ci troviamo a vivere. Vorrei solo invitarti a riflettere sul fatto che se un grande Paese come l’Iran viene guidato da teocrati esaltati, il cui capo minaccia ogni giorno di “cancellare Israele dalle mappe”, fino alla costruzione segreta di ordigni nucleari, questo dovrebbe allarmare chiunque, non solo i cittadini israeliani. E se l’Iran si procurerà la Bomba, senza aderire al TNP, i prossimi saranno sicuramente i suoi nemici giurati Egitto, Turchia ed Arabia Saudita. Ci auguriamo davvero una tale proliferazione, solo perché gli USA sono contrari? in qualsiasi diplomazia che si rispetti c’è spazio per la carota e per il bastone, le sole belle parole non hanno mai concluso niente nel Medio Oriente.
    3.come hai ricordato, Ariel Sharon è stato condannato dalla Commissione Kahan, l’inchiesta della magistratura israeliana su Sabra e Chatila. Dal 1983 al 2001 circa, è stato pressoché assente dalla vita politica di Israele. Perché allora è tornato alla ribalta? C’entrano per caso gli ennesimi colloqui di pace falliti di Camp David tra Barak e Arafat? quando Arafat si dimostrò incapace di trattative serie, di operare un compromesso infinitesimo, di smetterla di appellarsi al terrorismo e di finanziarlo appena i microfoni delle TV occidentali si spegnevano. Così come c’entra forse qualcosa la recente vittoria dell’ultradestra di Netanyahu e Lieberman con l’aggressione di Hamas? Fai attenzione, perché questa immaturità politica dei palestinesi è un ostacolo insormontabile alla pace. Chi non è in grado di fare compromessi (e Israele, dai tempi di Rabin, si è dimostrato eccome in grado) e si rivolge alla guerra ogni volta che le trattative sono in stallo non otterrà mai il diritto ad un proprio stato. Triste ma vero. Sharon, criminale, ha comunque imposto lo sgombero dei coloni a Gaza, dimostrandone la fattibilità. Dopo che è successo? Hamas ha trasformato Gaza in una rampa di lancio. Dirottando sulle armi i miliardi di aiuti internazionali alla misera popolazione. Non penso che ogni cosa sia colpa di Ariel.
    4. La citazione di Ben Gurion mi ricorda un’altra molto simile di Moshé Dayan. Entrambe sono risalenti ai primi anni Cinquanta e sono state pronunciate nel corso di funerali di soldati caduti per mano di fedayin. La spontaneità e sincerità di queste dichiarazioni sono sconvolgenti (e sfido a trovare un leader arabo o palestinese che abbia dato prova di tanta comprensione del nemico), ma fuori dal loro contesto si prestano a confusione. Sembra facile la tesi che il mondo occidentale abbia scaricato il “problema ebraico” sulle spalle degli innocenti palestinesi, ma ciò non corrisponde alla realtà. Dalla fine dell’Ottocento i primi coloni sionisti si sono rivolti ai latifondisti arabi, acquistandone regolarmente le terre e riempiendoli di gioia e quattrini. Nessun arabo ebbe da eccepire fino agli anni ’20, quando si svegliò il loro proto-nazionalismo. E cominciarono gravi disordini: dagli anni ’20 fino alla rivolta araba del 1936 (durata 3 anni e costata centinaia di morti) i palestinesi hanno commesso pogrom per tutta la Palestina, la qual cosa si è diffusa negli altri Paesi arabi ed è proseguita nel 1948. Quindi non è affatto vero che arabi e palestinesi non siano responsabili di ciò che accadde. Al contrario, con i loro pogrom dimostrarono la necessità storica di Israele, provocando un flusso migratorio di ebrei sefarditi da tutto il Medio Oriente verso Israele. Col senno di poi non hanno mai brillato per saggezza, ma così è avvenuto, non si discute sui fatti storici.
    5.”Le atrocità degli israeliani sionisti sono state documentate anche da Benny Morris, giornalista che hai citato tu come esempio di equilibrio intellettuale, quando andò a spulciare direttamente negli archivi israeliani, prima di diventare misteriosamente filoisraeliano giustificando i massacri e le deportazioni forzate” -è una colpa consultare direttamente gli archivi di Israele? specie se quelli dei paesi arabi sono ancora segreti? è il puro e semplice lavoro di uno storico. è davvero misteriosa la sua “conversione”, seguita al frustrante fallimento dei processi di pace che ti ho descritto prima? Non solo la sua opera fondamentale (“Vittime”) è precedente e quindi decisamente attendibile anche per te, ma dopo questa conversione ha scritto libri quali “1948” e “La prima guerra di Israele” dove vengono illustrati i principali crimini commessi da Israele in quel periodo, con dovizia di particolari e senza giustificazioni di sorta. Certo è molto più comodo citare 2 frasi isolate dal contesto lette sul “corriere” piuttosto che leggere un libro (ahi che fatica leggere vero? specie se poi ti costringe pure a riflettere), così puoi continuare a dire “non mi interessa nulla” come fanno i più grandi storici di sempre. Complimenti, quale apertura, quale modestia!
    6. Per finire, Amnesty e Human Rights Watch, sbilanciatissimi a favore dei palestinesi, perfino nell’ultimo conflitto a Gaza hanno dichiarato che Hamas si è macchiato di crimini senza pari, ad esempio minare abitazioni civili e costringerne i residenti a restarvi, armi in pugno, sotto i bombardamenti. Questo c’è su internet ed è consultabile, ma è più facile leggere le sole argomentazioni contro Israele.

    Con gente come te, discutere è una perdita di tempo. Ma sono comunque soddisfatto di aver risposto, un articolo del genere senza commenti era degno di Al-Manar.

  4. Marco said

    Bene, chi avrà la pazienza di leggere il nostro scambio di idee avrà modo di farsi una sua opinione. Quanto a te, Danyiel, anche nel tuo ultimo intervento hai scritto amenità ingiustificabili. Ma forse è meglio finirla qui, per non diventare stucchevoli. Io leggerò i libri di Morris, tu leggi Barnard.

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