Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Archive for maggio 2009

Pillole di satira_001

Posted by Marco su 19 maggio, 2009

luttazzi

Ad un anno dalla nascita del blog, ho deciso di aprire una nuova sezione dedicata alla satira. Lo spunto deriva da un’idea di Daniele Luttazzi, che nel suo blog ha lanciato La Palestra, un angolo in cui poter allenare il proprio senso dell’ironia traendo spunto dall’attualità. E’ un esercizio che trovo esaltante, e a cui ho partecipato inviando alcune battute. Pubblicherò i miei ‘allenamenti’ sul blog con cadenza regolare, con quindici battute che coprano fatti più o meno importanti della cronaca sociale e politica. Questo spazio non ha nessuna pretesa di sembrare divertente o ironicamente colto. In linea con gli obiettivi del blog fissati un anno fa, sarà semplicemente uno sfogo che assumerà una forma diversa dal solito.

Arrestati 16 agenti a Lecce. Colti in flagrante da due rapinatori in borghese.

Papa davanti al Muro del Pianto. Prega e poi scrive: “Io e te tre metri sopra il cielo”.

Napoli prima nelle rapine, Bari negli omicidi. E’ la rivincita del Sud.

Anna Tatangelo aspetta un bambino. Gigi D’Alessio: “Sarò un nonno modello”.

Migliaia di canguri sterminati dall’esercito australiano. Il generale: “Scusate, ma era troppo divertente”.

Il Papa: «Sì a una patria palestinese. Il muro di divisione è una tragedia». Il progettista del muro: “Sarà bello San Pietro!”.

E’ morto l’alpinista Achille Compagnoni. Domani tutte le slavine cadranno con il lutto al braccio.

Grande folla per il Papa a Nazareth. “Basta tensioni tra cristiani e musulmani”. “Mettiamoci insieme e combattiamo i buddisti”.

Isabelle Caro, “L’anoressia si combatte con l’amore”. Per il cibo.

Tienanmen, arrestato 20 anni dopo. Non contento, vuole anche che il processo sia celebrato in Italia.

Scoperto nella tundra il corpo perfettamente conservato di Lyuba, mammut vissuto 40000 anni fa. Rita Levi Montalcini: “Ricordo che era un animale dolcissimo”.

Influenza A, primo morto a New York. OMS preoccupata: “L’alfabeto è ancora lungo”.

La protesta del Giro: tutti a passo d’uomo. Protestano anche gli automobilisti sulla tangenziale di Milano.

Fiat-Opel, Marchionne assicura: “Terremo tutti gli impianti tedeschi”. “Quanto agli operai non abbiamo ancora deciso”.

Gemelli nati da padri diversi. Forse svelato il mistero della somiglianza tra il ministro Bondi e il mago Otelma.

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Campagna elettorale strisciante

Posted by Marco su 15 maggio, 2009

elezioni2009

In Italia Berlusconi non può perdere e i segnali arrivano tutti i giorni. Il conflitto di interessi è sotto gli occhi di tutti, ma ci siamo ormai abituati. Anzi, quasi lo difendiamo sostenendo che in fondo non è un problema così grave. I veri problemi sono altri. E così tutti noi veniamo cooptati in un sistema che ci danneggia, ci ferisce, ma ci seduce. E ci piace. Siamo sotto le elezioni europee e la macchina fabbrica-consensi è già in moto da alcune settimane. A gennaio abbiamo assistito all’allontanamento di Mentana da Canale 5, rete numero uno del Biscione. Mentana non era certo un paladino della controinformazione. Sapeva benissimo che per far piacere al padrone bisognava rispettare certe regole. Però aveva il vizio di dare un pò troppa voce all’opposizione politica del suo datore di lavoro. Così, quando i tempi erano maturi e l’occasione propizia, Mentana è stato silurato e prontamente sostituito. Dopo alcuni mesi vien fuori una lettera che l’ex conduttore di Matrix spedì a Confalonieri, il pianista della band galleggiante di Berlusconi, in cui definisce l’azienda Mediaset un ‘comitato elettorale‘. Leggiamo da Wikipedia cos’è Mediaset S.p.A: ‘La principale azienda privata italiana operante nel settore dei media e specializzata primariamente in produzione e distribuzione televisiva, oltre che cinematografica e multimediale‘. Il fatto che la principale azienda italiana di telecomunicazioni, proprietà del Presidente del Consiglio, venga definita oggi un ‘comitato elettorale’ a favore di Berlusconi e il suo partito da un giornalista che per anni è stato una delle sue colonne portanti dovrebbe far riflettere chiunque reputi ancora la nostra una democrazia sana. In questi giorni è in atto una campagna elettorale strisciante, di cui nessuno si accorge, ma esiste, crea consensi e evita dissensi. Laddove lo scandalo Noemi Letizia e il conseguente divorzio con dichiarazioni imbarazzanti della moglie di Berlusconi farebbero crollare la stima e la credibilità di un premier in qualunque paese, in Italia diventa occasione di rilancio di immagine e di rafforzamento politico. Martedì scorso, al Chiambretti Night, show televisivo per nottambuli come il sottoscritto, Alfonso Signorini era ospite chiamato a parlare, tra le altre cose, delle foto che riguardano la festa di Casoria per i diciotto anni di Noemi pubblicate sulla rivista di gossip ‘Chi’ edita da Mondadori e da lui diretta. L’ex professore di Lettere ha affermato di aver ricevuto quelle foto direttamente da Berlusconi, semplicemente dopo avergliele chieste. A dispetto di tutti quei malpensanti che credevano che la diffusione di quelle foto fosse stata decisa dall’entourage di Berlusconi con lo scopo di mettere a tacere le polemiche che montavano sulla vicenda. Inoltre, Signorini tiene anche a precisare che quelle foto non fanno che mostrare un premier vicino alla gente, che non bada ai formalismi istituzionali. Per questo lo definisce ‘unico’. Nessun cenno alle dichiarazioni di Veronica Lario sullo stato di salute di Berlusconi o alle confessioni di Noemi che racconta di aver incontrato regolarmente il Cavaliere, ricevendone regali e attenzioni. Il Chiambretti Night è un programma campione d’ascolti, che in quella puntata ha raggiunto picchi di 2 milioni di telespettatori. In questo modo, mascherato da entertainment, in tempo di elezioni, un candidato particolarmente ‘privilegiato’ ha ricevuto un encomio gratuito che avrà certamente effetti positivi alle urne, eccitando cervelli deossigenati come quelli di Gasparri e Cicchitto, che avranno gioco facile nel rispondere stizziti a chi oserà criticare il Capo con la storia del presidente vincente e amato dalla maggior parte degli italiani. A riprova di questo subdolo meccanismo, nei giorni scorsi è avvenuto l’ennesimo grave caso di censura, che ha visto protagonista Beatrice Borromeo, ex collaboratrice di Santoro in Annozero. La ragazza era ospite con Vauro nella trasmissione ‘L’era glaciale’ condotta da Daria Bignardi. Nel rispondere alle domande della conduttrice, Beatrice Borromeo ha parlato della sua esperienza al fianco di Santoro, e in particolare delle pressioni che Annozero riceveva dall’alto prima di ogni puntata. Inoltre, sempre in risposta alle domande di Daria Bignardi, ha espresso la sua opinione sulle ultime vicende legate a Silvio Berlusconi. Al termine dell’intervista, Beatrice Borromeo è stata apostrofata duramente dal direttore di Raidue, il leghista Antonio Marano, che ha disposto il divieto di messa in onda dell’intervista con il rinvio a dopo le elezioni. Se a questi episodi sommiamo anche una comparsa spontanea di Silvio Berlusconi nel salotto familiare di Bruno Vespa davanti a milioni di telespettatori, in cui un  premier monologante e senza contraddittorio ha avuto l’opportunità di esporre la sua personale versione dei fatti, e una nota recente di Palazzo Chigi che accusa di ‘odio e invidia’ uno dei due principali quotidiani italiani, colpevole di aver posto dieci semplici e legittime domande sulle sue anomale frequentazioni, allora non si può non accorgersi di quanto miope e patetica possa essere l’idea che il magnate di Arcore meriti il posto che occupa.

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Scenari futuri

Posted by Marco su 6 maggio, 2009

confpanvini

Credo che stiamo vivendo una fase cruciale per gli equilibri geopolitici mondiali. Molte carte tenute segrete per anni potrebbero essere scoperte all’improvviso, scoperchiando un vaso di Pandora di menzogne e crimini. Reporter, intellettuali, blogger e movimenti della società civile stanno mobilitandosi per svelare le trame occulte del potere e forse un giorno il loro lavoro troverà la stessa luce di cui oggi godono i fatti di gossip. Se ci si addentra nello studio della politica estera e dei meccanismi pseudovirtuosi della finanza internazionale e della macroeconomia, ascoltando o leggendo autori come Loretta Napoleoni o Michael Chossudovsky, si scopre che il sistema mediatico ha creato un mondo fatato, fatto di giullari e coriandoli, in cui tutti noi sguazziamo felici e ignoranti; e soprattutto si nota con quanta distrazione (più o meno consapevole) vengano trattate talune notizie di importanza cruciale per gli equilibri sociali interni e tra gli Stati. Nel post ‘Pandemia’ avevo accostato alcune dichiarazioni delle autorità sanitarie riguardanti la nuova influenza dei maiali ad un brano del libro Geometria del Male di Sigismondo Panvini (a destra nella foto) che mi sembrava richiamasse l’attualità. L’autore mi ha così contattato via mail mandandomi una breve intervista a riguardo rilasciata alla casa editrice Il Punto d’incontro.

D. Il Corriere della Sera ed alcuni media internazionali, con alcuni articoli e video trasmessi da Youtube, hanno accennato alla possibilità che il virus dei maiali di recente sviluppatosi in Messico e propagatosi in tutto il mondo possa essere un micidiale strumento di guerra batteriologica per l’eliminazione di massa di una parte consistente della popolazione mondiale. Nei suoi libri “Il Tempo della Fine”e “Geometria del Male”, Lei ha fatto riferimento esplicito ad una cospirazione millenaria la cui azione finale sarebbe dovuta approdare ad una vasta depopolazione mondiale per mezzo dell’influenza. Straordinariamente profetica la sua intuizione o c’è dell’altro?

R. La parte della mia formulazione teorica che veniva rifiutata dal vasto pubblico, era appunto quella relativa al piano di riduzione globale dell’umanità che a giudizio di una notevole parte dei lettori  non risultava affatto credibile. Alla luce degli accadimenti attuali l’idea da me avanzata non sembra affatto così peregrina. D’altra parte in ogni sistema economico esiste una propria “legge” di popolazione. Il sistema capitalistico esprime la tendenza all’incremento della popolazione mondiale, ma ciò incontra dei limiti nella capacità della madre terra di contenere moltitudini sempre più vaste di uomini. Quando ciò avviene si determina, a dirla con Malthus, una guerra di tutti contro tutti. E’ inevitabile, in qualche modo necessario. Per questo cambiamenti climatici, crisi economica e virus sono intimamente correlati. Ma dirò di più. Oltre ad una nuova organizzazione sociale, a mio parere si sta creando una nuova razza umana e nuove condizioni di vita e un sistema di relazioni assolutamente diverse dal passato.

D. Ritiene pertanto credibile che strani fenomeni come le scie chimiche, alluvioni, tsunami, terremoti, siccità e virus siano procurati da una regia meticolosa ed attenta che spinge una fetta consistente della popolazione mondiale verso il baratro.

R. Da moltissime parti del mondo vengono segnalati strani sorvoli da parte di velivoli che rilasciano scie nel cielo. Una mia amica la ricercatrice ed autrice abruzzese Luigina Marchese è stata testimone di molti di questi fatti ed ha fatto analizzare i terreni dopo alcuni  di questi sorvoli riscontrando la presenza di alte quantità di alluminio e bario tra i componenti del terreno e dei vegetali. Le sue denunce presentate alle autorità pur documentate da fotografie ed analisi di laboratorio non sono state tenute in alcuna considerazione. Anche interpellanze ed interrogazioni presentata da più parti parlamentari a svariati governi del mondo non sono state in alcun modo riscontrate.

D. Quali considerazioni trarne?

R. Il principe del Galles Carlo, erede al trono d’Inghilterra, durante una recentissima visita in Italia, ha lanciato una drammatica previsione: restano 99 mesi di vita al pianeta, una data che incredibilmente si avvicina al termine da me annunciato in “Geometria del Male”.

D. E dopo?

R. Non è detto che la nuova umanità debba per forza abitare la superficie del pianeta, e non le sue viscere.

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Chi è il razzista?

Posted by Marco su 1 maggio, 2009

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I temi di politica internazionale sono totalmente assenti da quello che noi chiamiamo dibattito politico. Ci riempiamo la bocca di paroloni come ‘crisi dei mercati’, ‘globalizzazione’, ‘congiuntura economica’, senza avere la minima idea di quel che accade nel mondo. I media italiani sono come casalinge: si dedicano per lo più alle faccende di casa, quali celebrazioni per la Patria, beghe di partito, nomine Rai, emergenza criminalità, cronaca nera, ecc. Latitano quasi del tutto i grandi fatti di politica estera. Non si approfondiscono i rapporti di forza tra gli stati, gli accordi intrapresi, lo stato delle guerre, i flussi monetari, le condizioni di vita dei paesi cosiddetti in via di sviluppo, le economie locali, ecc. Non si conoscono i protagonisti che operano nei teatri internazionali, nè i reporter freelance che rischiano la vita per raccontare il mondo o esperti di affari internazionali. La tv non fa che propinarci i soliti giornalisti-opinionisti alla Massimo Giannini o Antonio Polito, che al di là delle scaramucce tra Berlusconi e Franceschini non sanno spingersi. Eppure siamo il paese di Ilaria Alpi, Italo Toni, Graziella de Palo e Tiziano Terzani. Quando è stato eletto Obama, i salotti televisivi tracimavano di retorica e analisi generiche. Nessuno si è preso la briga di indagare sui componenti dello staff presidenziale, i loro precedenti incarichi e le loro estrazioni culturali. Ci si è limitati a soddisfare la sete onirica dell’opinione pubblica con il mito del ‘presidente venuto dal basso’, scimmiottando il lavoro dei cineasti di Hollywood. Oltre a non informare, questo contribuisce ad alimentare una cultura del nulla, superficiale, che impedisce di capire il sistema che regola le cose. Io stesso non ci capisco ancora niente. Ma almeno ho la consapevolezza di non capire abbandonando la presunzione di intendermi di politica solo perchè conosco a memoria i nomi dei ministri e i temi del prossimo referendum. Prendiamo ad esempio il recente discorso del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad durante la conferenza ONU sul razzismo. Le sue parole hanno suscitato reazioni in tutto il mondo, mentre in Italia, per due giorni consecutivi, i principali programmi di informazione politica si occupavano insieme di terremoto e cronaca nera con le solite facce a riempire i vuoti tra uno spazio pubblicitario e l’altro. I tg, invece, riprendevano la notizia, dando però particolare risalto alle accuse di antisemitismo contro Ahmadinejad e alla plateale protesta di alcune delegazioni europee che hanno abbandonato la sala durante l’intervento del leader iraniano. L’immagine che ne deriva è quella di un leader esaltato che vuole cancellare uno stato democratico e nega l’esistenza dell’Olocausto, che odia l’America e minaccia guerra. Un nemico, insomma. La verità, però, è come sempre un’altra. Al contrario delle mitizzazioni mediatiche, il discorso di Ahmadinejad è condivisibile. E’ un discorso duro e accusatorio, ma allo stesso tempo di pace e amichevole. E l’assenza degli Stati Uniti è significativa, e grave. Per capire cosa è successo a Durban, bisogna partire dalle parole di Ahmadinejad, e non dai commenti che hanno suscitato, come suole fare la tv. Ecco alcuni passaggi cruciali del discorso di Ahmadinejad davanti alle Nazioni Unite (o quasi): “Quali sono le cause profonde dell’ attacco statunitense all’Iraq o dell’invasione dell’Afghanistan? C’è stata altra motivazione all’invasione dell’Iraq, oltre alla tracotanza della precedente amministrazione americana e alle crescenti pressioni da parte dei detentori di potere e ricchezza, intenzionati ad espandere la loro sfera di influenza, impegnati a rincorrere gli interessi dei giganti produttori di armi a danno di una nobile cultura con un bagaglio storico di migliaia di anni, e nello tempo tempo ad eliminare le minacce reali e potenziali al regime Sionista provenienti dai Paesi musulmani, conquistando il controllo e lo sfruttamento delle risorse energetiche del popolo iracheno? […] E perché i miliardi di dollari di queste azioni militari devono essere pagati dai cittadini americani? Non è vero che l’azione militare contro l’Iraq è stata pianificata dai Sionisti e dai loro alleati all’interno della precedente amministrazione statunitense con la complicità dei Paesi produttori di armi e dei detentori della ricchezza? […] Gli Stati Uniti e i loro alleati non solo hanno fallito nel ridurre la produzione di oppio in Afghanistan, ma la sua coltivazione si è addirittura moltiplicata nel corso dell’occupazione. L’interrogativo fondamentale allora è – qual è stata la responsabilità e il ruolo svolto dall’amministrazione degli Stati Uniti e dei suoi alleati? Erano lì in rappresentanza degli altri Paesi del mondo? Hanno ricevuto un mandato da essi? Sono stati autorizzati dai popoli del mondo ad interferire ovunque, e naturalmente soprattutto nella nostra regione? Oppure le iniziative intraprese sono un chiaro esempio di egocentrismo, di razzismo, di discriminazione o di violazione della dignità e dell’indipendenza delle nazioni?”. Gli interrogativi di Ahmadinejad trovano conferma nel pensiero di tanti analisti e intellettuali al di fuori da ogni sospetto o accusa di antisemitismo o razzismo. Basta leggere Noam Chomsky o Norman Filkenstein per capirlo. Quest’ultimo non è un musulmano jihadista o filoiraniano, ma un ebreo. I suoi genitori sono scampati all’Olocausto e non avrebbe nessun interesse a criticare lo Stato di Israele se questo non fosse responsabile di continue atrocità ai danni dei palestinesi di Gaza. Anche riguardo alle denunce sull’inefficacia dell’azione militare statunitense in Afghanistan, le parole di Ahmadinejad sono avallate da una indagine dell’UNODC, nella quale si legge che la produzione di oppio in Afghanistan è raddoppiata dopo l’attacco americano del 2001. Dall’analisi delle parole del leader iraniano emerge chiaramente come le sue accuse siano rivolte non agli ebrei, ma ai sionisti, riferendosi ai cartelli di potere con sede a Londra e Washington che, muovendo dalle tesi partorite da Theodor Hertzl e poi ufficializzate nel Congresso sionista di Basilea del 1897, hanno pianificato e poi attuato il lento sterminio del popolo palestinese, sulle cui spoglie è sorto poi lo Stato di Israele. Tutto questo è confermato da una enorme mole di dichiarazioni, testimonianze e documenti ufficiali, meticolosamente elencati ad esempio da Paolo Barnard nel suo illluminante saggio ‘Perchè ci odiano’. Gli USA e la Gran Bretagna, spalleggiati da altri stati europei, come l’Italia, da anni conducono una politica estera imperialista con l’unico obiettivo di estendere il loro dominio sugli stati e le loro risorse. Con il pretesto di esportare la democrazia ed appropriandosi di una autorità morale mai conferita loro da alcuno, hanno fomentanto dissidi e rivoluzioni finanziando organizzazioni terroristiche che oggi fingono di combattere. I palestinesi sono solo le ultime vittime dei progetti globalisti di Washington. A Gaza la popolazione muore di fame e di stenti abbandonata da tutti. Perfino il Papa lesina parole di conforto nei confronti dei palestinesi, mentre annuncia visite ad Israele e riconoscimenti per lo Stato ebraico, legittimando di fatto uno tra gli stati più militarizzati al mondo, che ha violato 72 risoluzioni dell’Onu, che impedisce a più di un milione di uomini, donne e bambini ammassati in 140 miglia quadrate di ricevere farmaci e viveri. Allora chi è razzista? Un uomo a capo di un paese tutt’altro che modello, ma che denuncia queste aberrazioni umane e ipocrisie di stato e auspica che i palestinesi esercitino la loro libertà di scegliere il proprio governo, o chi difende uno stato nato sul sangue dei palestinesi deportati e sterminati dalle bande armate Irgun e Stern e che vanta nella sua storia primi ministri come Menachem Begin o David Ben Gurion, che non esitavano a definire i palestinesi ‘bestie con due gambe’ e istigare all’odio ed alla pulizia etnica della popolazione araba?

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