Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Annozero e il servizio pubblico

Posted by Marco su 16 aprile, 2009

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E’ assolutamente intollerabile quello che sta accadendo alla Rai in queste ore. E’ in corso una sorta di linciaggio nei confronti del programma di Michele Santoro ‘Annozero’ a seguito della puntata trasmessa lo scorso giovedi 9 aprile sul terremoto in Abruzzo. Aizzati dalle pubbliche condanne del Presidente del Consiglio e della Camera, ex piduista il primo e fascista pentito il secondo, il consiglio di amministrazione della Rai si è riunito per discutere il caso Santoro. Il verdetto ha prodotto la sospensione con obbligo di ripresentarsi accompagnato dai genitori per il vignettista Vauro, reo di aver scritto una vignetta “gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico”, e un ammonizione per Santoro che “dovrà attivare i necessari e doverosi riequilibri informativi specificatamente in ordine ai servizi andati in onda dall’Abruzzo”. Lo stile di Santoro è cosa nota. Fa giornalismo di inchiesta, è politicamente scorretto (il che lo considero un pregio) e pecca spesso in arroganza e saccenza. Michele Santoro è una vecchia volpe della tv: sa come stimolare le discussioni, mantenere il controllo della trasmissione e far parlare di sè e dei suoi programmi. Ho già denunciato i limiti del programma in passato, ma oggi è grottesco montare una polemica di Stato su una trasmissione di denuncia come Annozero. L’aspro approfondimento politico di Santoro è necessario alla tv pubblica, è aria buona nella nostra tv corrosa dai falsi sentimenti, dai servizi strappalacrime o dai soliti incensi all’Esercito, alla Protezione Civile o al Governo che fanno semplicemente il loro lavoro, niente di più. Anzi, il disastro avvenuto all’Aquila è frutto di anni di malgoverno, a livello locale e centrale, e di un mancato preallarme dato alla popolazione che gli organi preposti della Protezione Civile o le autorità locali probabilmente avrebbero dovuto dare. Nel sito della Protezione Civile si legge: “Il Dipartimento della Protezione Civile, dunque, nell’ambito del Servizio Nazionale della Protezione civile, ha compiti di promozione e coordinamento dell’intero sistema; di regia nella costruzione e nella gestione delle reti informative indispensabili per la previsione, prevenzione, valutazione e mitigazione dei rischi[..]”. Dunque, la squadra della Protezione Civile, e non intendo i volontari ma le figure pagate dallo Stato, non hanno solo il compito di asciugare il latte versato, ma anche di prevenire che la tazza si rovesci e sporchi la tovaglia. Avrei voluto veder porre l’accento su queste responsabilità nelle varie trasmissioni politiche, e invece fino all’altra sera ho assistito a giornalisti incalzare con domande scontate un padre che rovista tra le macerie della sua casa alla ricerca dell’orsacchiotto da riportare a sua figlia. Per carità, è compito del giornalista anche portare testimonianza della sofferenza umana delle popolazioni colpite dal terremoto, ma farlo ancora con insistenza e morbosità a dieci giorni dalla tragedia è stucchevole e disgustoso, oltre che irrispettoso. Questo avveniva in un servizio di Porta a Porta, un salotto di cartapesta condotto da un giornalista da sempre in ginocchio, che ha avuto l’ardire di pronunciarsi contro Santoro definendolo un ‘privilegiato’. Lui, Vespa, che ha la libertà di annientare la coscienza critica di milioni di italiani per quattro sere a settimana facendo il lacchè a questo e quel politico, che è stato benedetto dal potere che definisce il suo programma nientemeno che la ‘Terza Camera’, che incensa senza ritegno prescritti per mafia e cela con trasmissioni di costume importanti fatti di cronaca giudiziaria, diventa oggi il simbolo della ipocrisia della nostra società ‘solo chiacchiere e distintivo’. Ma non paghi di fare un giornalismo monco, la Rai accetta prona i diktat di un Presidente della Camera, che già nel 2001 si era pronunciato sulla Rai minacciando di fare ‘piazza pulita’, destando scandalo persino in un vecchio giornalista come Indro Montanelli, che non esitò a parlare di rigurgiti fascisti, e di un premier magnate della tv che non perde occasione per lamentare abusi del servizio pubblico, laddove il primo e più forte abuso è proprio il pronunciarsi sull’argomento da parte di rappresentanti delle istituzioni. Ho visto la puntata incriminata di Annozero e sono convinto che l’autocelebrazione del Tg1 campione di ascolti e lo sciacallaggio continuo da parte dei giornalisti Rai ai danni degli sfollati abruzzesi sia di gran lunga una pratica più “gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico” della vignetta di Vauro. Ma Vauro è stato punito, la direzione del Tg1 non ha subito neanche un richiamo. Se fare informazione puntando allo share e non alla qualità, in perfetto stile commerciale, è considerato servizio pubblico, mentre scrivere una vignetta satirica e dare spazio alle voci fuori dal coro che pretendono conoscere i motivi per cui non sono stati approntati preventivi piani di emergenza in una zona a forte rischio sismico è considerato giornalismo da ‘riequilibrare’ e ‘lesivo dei sentimenti altrui’, allora non ci resta che augurare a Santoro ed alla sua troupe di migrare su reti (se Di Stefano avesse la sua Europa7 Santoro sarebbe già lì) libere dall’obbligo di fare un servizio pubblico a beneficio privato.

7 Risposte to “Annozero e il servizio pubblico”

  1. Io mi chiedo: se tu avessi avuto dei morti a L’Aquila e avessi visto la vignetta di Vauro avresti scritto queste cose?
    I morti li si rispetta, sempre.
    Vauro ha sbagliato, e di grosso.
    Santoro è un dipendente di un’azienda pubblica e DEVE RENDERE CONTO – come qualsiasi dipendente – di quello che fa.
    Se un giorno vorrà fare quello che gli pare potrà pure aprirsi un’emittente in proprio.
    Ma dire che viene censurato ogni volta che gli si fa una critica mi sembra esagerato.
    Il martirio va bene una volta, ma quando si grida “al lupo al lupo”, nessuno poi crede più all’agnello.
    E, poi, Santoro deve sapere che i soldi che prende sono anche i miei che pago il canone.
    Per cui, se vuole fare informazione, come lui giustamente pretende, la faccia altrove o si prenda, fino in fondo, le responsabilità sue e dei suoi indelicati collaboratori.

    Grazie.

  2. Cosimo said

    Caro Michele Giordano, ho rivisto ancora una volta le vignette di Vauro dal suo sito. Non volevo che mi fosse sfuggito qualcosa, una sottigliezza, che potesse giustificare l’atteggiamento punitivo nei confronti dello stesso Vauro. Non è vero, secondo me, che tali vignette non rispettano i morti. Sono anzi un attacco e alla mancanza del rispetto delle norme antisismiche da parte delle ditte costruttrici durante la costruzione degli edifici che sono crollati e alla irrazionale volontà del Governo che intendeva permettere di ampliare gli edifici invece di verificarli dal punto di vista delle norme stesse.
    Condividerei totalmente il tuo commento se fosse stato rivolto a tutti quei “giornalisti” che hanno davvero commesso una azione di sciacallaggio mediatico infastidendo i terremotati con alcune domande (“perchè dormite in macchina?”) e, a volte, con la loro invadenza.
    Saluti

  3. Marco said

    Ciao Michele. La satira è dissacrante per sua natura. Si prende gioco della vita, come della morte. E’ un gioco, uno scherzo, una provocazione, un invito a riflettere. All’interno del contesto satirico tutto è permesso, anche scherzare su una tragedia, se questa rappresenta uno spunto per muovere critiche politiche. Negli Usa esistono personaggi come Jeff Dunham che scherzano sul terrorismo dando voce ad un pupazzetto senza che nessuno pretenda il rispetto per le vittime degli attentati. In Italia la satira è irrispettosa solo quando proviene da contesti non graditi al potere politico. Lo abbiamo visto con Luttazzi, Massimo Fini, Paolo Rossi, Sabina Guzzanti, Beppe Grillo. Come ti ha ricordato Cosimo, non credo che Vauro abbia offeso la memoria o la sensibilità dei terremotati più di quanto non abbiano fatto certi giornalisti negli ultimi giorni. Vauro è stato punito perchè si voleva colpire la trasmissione. Questo è chiaro a chi giudica i fatti senza accodarsi alle opinioni di Cicchitto e Gasparri. Quanto a Santoro, lo share lo premia ogni puntata di più. Da questo si potrebbe dedurre che la maggiorparte dei suoi spettatori sono felici di pagare il canone per il suo lavoro.

  4. trovilo said

    L’idea che i giornalisti devono rendere conto a chi paga loro gli stipendi non mi sembra un granchè.

  5. Giuseppe said

    Ci risiamo, eccone un altro. Allora, cerchiamo di ragionare, di usare la logica… Vauro fa satira, e la satira è provocazione. Santoro è il dipendente di un azienda come tante altre e ha raccontato quello che succedeva, sollevando leciti interrogativi. Bisogna ricordare che si tratta di servizio pubblico e come tale deve fornire la giusta informazione, anche se in modo polemico, d’altronde Santoro non ha mica fatto sciacallaggio come certi inopportuni “giornalisti”. Un consiglio, senza alcuna offesa, dismetti le frasi fatte, dettate dall’ormai senso comune del qualunquismo mediatico e prima di scrivere su un accaduto serio e delicato proponi dei validi, costruttivi argomenti su cui discutere e confrontarsi serenamente.

    Saluti

  6. Marco said

    Giuseppe, con chi ce l’hai?

  7. Giuseppe said

    non con te Marco, con Michelino Giordano…

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