Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Archive for aprile 2009

Pandemia

Posted by Marco su 27 aprile, 2009

pandemia-pandemic

I casi sono 1.614 e i morti 103. Siamo di fronte ad un nuovo virus influenzale i cui sintomi sono: febbre superiore ai 39 gradi che si presenta all’improvviso, tosse, mal di testa intenso, dolori muscolari e alle articolazioni, irritazione degli occhi”. Jose Angel Cordova Villalobos, ministro della Sanità messicana, 27 aprile 2009.

“Un virus mai visto finora e che si trasmette da uomo a uomo”. Rainews24.it, 25 aprile 2009.

“E’ sicuramente un allarme internazionale. Si tratta di un’infezione che ha colpito molti stati degli Usa e Messico, non vi e’ dubbio che ci sia il rischio di una propagazione ulteriore e che il virus suino possa assumere i tratti di una pandemia quindi raggiungere facilmente l’Europa attraverso i viaggi internazionali”. Walter Pasini, Direttore del Centro di Global Health dell’Oms, 27 aprile 2009.

”Da cio’ che stiamo rilevando in Messico, credo che la gente debba essere pronta all’idea che potrebbero esserci molti altri casi in questo Paese e delle probabili vittime. Non mi sento rassicurato dal fatto che non ci sono stati molti casi gravi qui. La gente deve aspettarseli e noi li attendiamo”. Richard Besser, direttore del Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie degli Stati Uniti, 27 aprile 2009.

AGGIORNAMENTO 13 MAGGIO 2009: Il virus della nuova influenza A/H1N1 potrebbe essere nato in un laboratorio per un errore umano”. Adrian Gibbs, ricercatore australiano in un articolo inviato all’OMS.

“In fondo è un bene che una parte considerevole della popolazione scompaia. La crescita della popolazione umana sta rovinando il pianeta. Dobbiamo tagliare la popolazione umana fino al novanta per cento di quella attuale. Per stabilizzare la popolazione umana dobbiamo eliminare trecentocinquanta mila persone al giorno. E’ una cosa terribile a dirsi, ma è anche peggio non farla. Abbiamo coltivato nei nostri laboratori batteri e virus che si trasmettono come l’influenza. Prevediamo che ciò porterà, nel giro di un solo anno, alla riduzione di circa il cinquanta per cento della popolazione mondiale. Per il resto abbiamo pensato di stimolare una guerra nucleare, alimentando i conflitti tra Iran e Stati Uniti e tra India e Pakistan. Al resto penserà il cambiamento climatico. La strategia d’azione è delineata, restano da superare piccole resistenze locali di maggiore o minore ampiezza, in modo da poter imporre il nostro modello di sistema. Volente o nolente, il mondo avrà un’economia globale e un Governo Globale: il nostro”. (Estratto di una riunione massonica da Geometria del Male, Sigismondo Panvini, 2008).

Annunci

Posted in Attualità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | Leave a Comment »

Il ricordo di Indro Montanelli

Posted by Marco su 21 aprile, 2009

2420722195_7e2928a968

La mia tv è momentaneamente guasta, ma i potenti mezzi della Rete mi consentono ugualmente di non perdere importanti pillole del nostro giornalismo del tubo catodico. Ieri mi sono imbattuto in uno speciale del Tg2 intitolato ‘Punti di vista’, condotto dal giornalista Maurizio Martinelli. L’argomento della trasmissione era Indro Montanelli in occasione del centenario della sua nascita. Montanelli è stato senza ombra di dubbio tra i più grandi giornalisti che l’Italia abbia mai conosciuto. La lucidità e la onestà intellettuale con le quali giudicava la politica oggi farebbero di lui un marziano in terra. A parlare della vita di Montanelli, in studio è stato chiamato Roberto Gervaso, giornalista noto per la conduzione di alcuni programmi di approfondimento sulle reti del Biscione, per la papillon, ma anche, e soprattutto direi, per essere stato il vice Gelli nella P2 ed aver presentato al Gran Maestro il giovane imprenditore Silvio Berlusconi. Il ricordo di Montanelli è stato approssimativo e distratto. Gervaso, amico e collaboratore del giornalista di Fucecchio, si è limitato a ricordare quando lo chiamava ‘Robertino’, i suoi incontri galanti e altri aneddoti dell’epoca. Pochi e troppo rapidi invece i cenni alla lunga carriera di Indro Montanelli. Una carriera la cui descrizione non può prescindere però dal nodo cruciale che visse nei primi anni novanta, quando il suo editore decise di scendere in politica condizionando i lavori del quotidiano che dirigeva. In quel momento nacque lo scontro tra Montanelli e Berlusconi, tra un uomo fortemente intenzionato a difendere la sua libertà professionale e uno pronto a calpestarla in nome dei propri interessi. La disputa culminò con le dimissioni di Montanelli che seguirono l’irruzione di Berlusconi nella redazione de Il Giornale con la quale intimò ai giornalisti riuniti in assemblea che da allora in avanti si sarebbe dovuto appoggiare la linea politica del suo nuovo partito. Alla rottura tra Montanelli e Berlusconi seguirono numerose dichiarazioni al vetriolo del primo nei confronti del secondo. Si ricordano in particolare: “Io voglio che vinca (riferito a Berlusconi, ndt), faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L’immunità che si ottiene col vaccino”. Questa è quella che preferisco: “La scoperta che c’è un’Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L’Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L’Italia del 25 luglio, l’Italia dell’8 settembre, e anche l’Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l’avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo”.  E ancora. Era il 25 marzo 2001, la vigilia delle elezioni politiche: “È il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. È questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l’allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne. “Chiagne e fotte”, dicono a Napoli dei tipi come lui. E si prepara a farlo per cinque anni”. Ricordare il centenario della nascita di Montanelli senza menzionare le sue parole a proposito della classe politica che oggi ci governa e del suo leader primo ministro sarebbe una grave inadempienza. Così come grave sarebbe lasciare che nessuno commemori un grande giornalista e personaggio del nostro tempo come il giornalista toscano. Vedremo se in questi giorni (domani è la ricorrenza) ‘Porta a Porta’, dopo puntate monografiche dedicate a Mike Bongiorno e Raffaellà Carrà, avrà il coraggio di parlarne in maniera esaustiva. O anche semplicemente parlarne. Ma purtroppo so già cosa accadrà. Bruno Vespa, comunque, già si prepara discettando amabilmente di creme di bellezza con Rosanna Lambertucci.

Posted in Personaggi, Politica e Informazione | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

Annozero e il servizio pubblico

Posted by Marco su 16 aprile, 2009

santoro_vauro-770411

E’ assolutamente intollerabile quello che sta accadendo alla Rai in queste ore. E’ in corso una sorta di linciaggio nei confronti del programma di Michele Santoro ‘Annozero’ a seguito della puntata trasmessa lo scorso giovedi 9 aprile sul terremoto in Abruzzo. Aizzati dalle pubbliche condanne del Presidente del Consiglio e della Camera, ex piduista il primo e fascista pentito il secondo, il consiglio di amministrazione della Rai si è riunito per discutere il caso Santoro. Il verdetto ha prodotto la sospensione con obbligo di ripresentarsi accompagnato dai genitori per il vignettista Vauro, reo di aver scritto una vignetta “gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico”, e un ammonizione per Santoro che “dovrà attivare i necessari e doverosi riequilibri informativi specificatamente in ordine ai servizi andati in onda dall’Abruzzo”. Lo stile di Santoro è cosa nota. Fa giornalismo di inchiesta, è politicamente scorretto (il che lo considero un pregio) e pecca spesso in arroganza e saccenza. Michele Santoro è una vecchia volpe della tv: sa come stimolare le discussioni, mantenere il controllo della trasmissione e far parlare di sè e dei suoi programmi. Ho già denunciato i limiti del programma in passato, ma oggi è grottesco montare una polemica di Stato su una trasmissione di denuncia come Annozero. L’aspro approfondimento politico di Santoro è necessario alla tv pubblica, è aria buona nella nostra tv corrosa dai falsi sentimenti, dai servizi strappalacrime o dai soliti incensi all’Esercito, alla Protezione Civile o al Governo che fanno semplicemente il loro lavoro, niente di più. Anzi, il disastro avvenuto all’Aquila è frutto di anni di malgoverno, a livello locale e centrale, e di un mancato preallarme dato alla popolazione che gli organi preposti della Protezione Civile o le autorità locali probabilmente avrebbero dovuto dare. Nel sito della Protezione Civile si legge: “Il Dipartimento della Protezione Civile, dunque, nell’ambito del Servizio Nazionale della Protezione civile, ha compiti di promozione e coordinamento dell’intero sistema; di regia nella costruzione e nella gestione delle reti informative indispensabili per la previsione, prevenzione, valutazione e mitigazione dei rischi[..]”. Dunque, la squadra della Protezione Civile, e non intendo i volontari ma le figure pagate dallo Stato, non hanno solo il compito di asciugare il latte versato, ma anche di prevenire che la tazza si rovesci e sporchi la tovaglia. Avrei voluto veder porre l’accento su queste responsabilità nelle varie trasmissioni politiche, e invece fino all’altra sera ho assistito a giornalisti incalzare con domande scontate un padre che rovista tra le macerie della sua casa alla ricerca dell’orsacchiotto da riportare a sua figlia. Per carità, è compito del giornalista anche portare testimonianza della sofferenza umana delle popolazioni colpite dal terremoto, ma farlo ancora con insistenza e morbosità a dieci giorni dalla tragedia è stucchevole e disgustoso, oltre che irrispettoso. Questo avveniva in un servizio di Porta a Porta, un salotto di cartapesta condotto da un giornalista da sempre in ginocchio, che ha avuto l’ardire di pronunciarsi contro Santoro definendolo un ‘privilegiato’. Lui, Vespa, che ha la libertà di annientare la coscienza critica di milioni di italiani per quattro sere a settimana facendo il lacchè a questo e quel politico, che è stato benedetto dal potere che definisce il suo programma nientemeno che la ‘Terza Camera’, che incensa senza ritegno prescritti per mafia e cela con trasmissioni di costume importanti fatti di cronaca giudiziaria, diventa oggi il simbolo della ipocrisia della nostra società ‘solo chiacchiere e distintivo’. Ma non paghi di fare un giornalismo monco, la Rai accetta prona i diktat di un Presidente della Camera, che già nel 2001 si era pronunciato sulla Rai minacciando di fare ‘piazza pulita’, destando scandalo persino in un vecchio giornalista come Indro Montanelli, che non esitò a parlare di rigurgiti fascisti, e di un premier magnate della tv che non perde occasione per lamentare abusi del servizio pubblico, laddove il primo e più forte abuso è proprio il pronunciarsi sull’argomento da parte di rappresentanti delle istituzioni. Ho visto la puntata incriminata di Annozero e sono convinto che l’autocelebrazione del Tg1 campione di ascolti e lo sciacallaggio continuo da parte dei giornalisti Rai ai danni degli sfollati abruzzesi sia di gran lunga una pratica più “gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico” della vignetta di Vauro. Ma Vauro è stato punito, la direzione del Tg1 non ha subito neanche un richiamo. Se fare informazione puntando allo share e non alla qualità, in perfetto stile commerciale, è considerato servizio pubblico, mentre scrivere una vignetta satirica e dare spazio alle voci fuori dal coro che pretendono conoscere i motivi per cui non sono stati approntati preventivi piani di emergenza in una zona a forte rischio sismico è considerato giornalismo da ‘riequilibrare’ e ‘lesivo dei sentimenti altrui’, allora non ci resta che augurare a Santoro ed alla sua troupe di migrare su reti (se Di Stefano avesse la sua Europa7 Santoro sarebbe già lì) libere dall’obbligo di fare un servizio pubblico a beneficio privato.

Posted in Attualità, Politica e Informazione | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | 7 Comments »

La terra trema ma le bugie non crollano

Posted by Marco su 10 aprile, 2009

VITTIME DEL TERREMOTO IN ABRUZZO

Oggi è il giorno del lutto, del dolore, del rispetto per le vittime. Non si può però chinare la testa e restare muti davanti allo spettacolo infame che la stampa e il potere costituito stanno allestendo, più o meno sotto gli occhi di tutti. Abbiamo assistito a giornalisti indiscreti fare sciacallaggio mediatico bussando nottetempo sui finestrini delle macchine ponendo domande del tipo ‘Ma perchè dormite in macchina?’, a tg del servizio pubblico vantarsi per aver sbaragliato la concorrenza raggiungendo picchi di share nelle ore della tragedia, ad un Capo dello Stato che lascia la bocciofila per visitare i luoghi del disastro e assolvere tutti con la formula ‘Irresponsabilità diffusa per i crolli’, ad un paio di registi italiani che si sono già precipitati in Abruzzo a girare film sulla disperazione della gente. Veniamo ai fatti. Secondo fonti ufficiali il terremoto ha causato 290 morti, morto più morto meno. Giampaolo Giuliani, ricercatore dei laboratori del Gran Sasso che ha messo a punto un sistema in grado di prevedere con buona approssimazione l’avvicinarsi di un sisma devastante analizzando il gas radon, è stato denunciato e liquidato con un ‘imbecille’ dal capo della Protezione Civile. Onna e L’Aquila rase al suolo dal terremoto. Decine di migliaia (numero imprecisato) i senzatetto. Tendopoli e posti letto disponibili in alcuni alberghi già pronti ad accoglierli. Pagamento mutui e utenze sospeso per gli sfollati. Berlusconi rifiuta gli aiuti dall’estero ma promette che troverà i fondi per la ricostruzione. Agli USA, comunque, lascerà il restauro di qualche chiesa, non di più. Riguardo ai soldi, non ci è dato sapere nulla. Probabilmente lascerà detto a qualche ministro che sarà necessario tagliare i finanziamenti. Magari alla ricerca, così di ‘imbecilli’ come Giuliani ce ne saranno meno. Oppure, molto più semplicemente, si farà stampare una vagonata di euro dalla BCE: abbiamo già 1700 miliardi di debito, un altro paio di miliardini cosa vuoi che cambino! Pensavo non si potesse aggiungere altro al marasma ridondante delle informazioni che in questi giorni riempiono i tg e i giornali. A guardare la tv, sembra che non ci sia spazio che per il dolore e il lutto. Invece, in Rete c’è anche chi si incazza nel giorno del lutto nazionale. Anna Pacifica Colasacco era residente a L’Aquila fino allo scorso 6 aprile. Gestisce un blog molto seguito dal quale denuncia e fa informazione. Da lunedi vive in macchina e aggiorna il blog con l’aiuto di una amica alla quale detta i suoi post per telefono. Anna ce l’ha con i politici che non hanno protetto la sua gente e con l’informazione ufficiale che nasconde i veri dati della tragedia. In una intervista a Blogosfere, Anna fa nomi e cognomi dei responsabili del disastro. E cioè: il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, il presidente della Provincia Stefania Pezzopane e della Regione Gianni Chiodi e, prima, Ottaviano del Turco. E’ dallo scorso 12 gennaio scorso che la terra trema nella zona dell’Aquila. Scosse sempre più intense e minacciose, fino a quella letale del 6 aprile scorso. Scrive Anna in un post datato martedì 31 marzo 2009: “Sono tre mesi che a L’Aquila la terra trema. Quasi trecento scosse. Ieri alle 15,38 c’è stata quella fortissima. Panico in tutta la città. A seguire, altre quattro abbastanza intense. E stamani alle 8 un’altra ancora. Io ho dormito in auto. Sono terrorizzata. A presto. Spero”. Questo quando mancava una settimana alla tragedia. E ancora, questa volta subito dopo il disastro, martedi 7 aprile 2009: “Ma quello che vorrei urlaste al posto mio è la rabbia di essere stati lasciati soli. Noi Abruzzesi siamo stati mandati a morte scientemente. Erano mesi e mesi di scosse, e nessuno ne ha mai parlato. Nessun giornale, nessun TG. NESSUNO. NESSUNO.NESSUNO. Nessun piano di emergenza era stato approntato. Siamo stati mandati a morte. Avrebbero dovuto farci evacuare. Il terremoto del 700 ha avuto la stessa casistica, gli stessi tempi. Identico. E loro ci rassicuravano. Parlano di 200 morti. Bugia. Al momento sono mille. E non è finita. E gli sfollati sono 60mila“. I conti non tornano, sostiene Anna. “Onna conta all’incirca 600 abitanti e danno 48 morti (più o meno). L’Aquila ha 42.000 abitanti e vi dicono che i morti sono, compresi quelli di Onna, poco più di 200. A voi le conclusioni“, scrive giovedì 9 aprile. Se Anna Colasacco lascia qualche dubbio sui motivi per i quali il conteggio dei morti non è quello reale, Claudio Messora, tra i più apprezzati videoblogger della Rete, dopo aver visitato i luoghi del terremoto e intervistato il sindaco dell’Aquila, li chiarisce scrivendo così: ” Gli scantinati e i seminterrati del 90% del centro storico erano stati affittati. In nero. Dentro c’erano clandestini, immigrati, extracomunitari. Ammassati come bestie. Ci sono ancora. Centinaia di persone che non risultano all’anagrafe, che non compaiono nelle liste dei dispersi, che non esistono. I proprietari delle case che si sono messi in salvo non ne denunciano la presenza. Non gli conviene […]”. Ancora una volta, in tv regna il sensazionalismo e l’arrivismo, in Rete l’informazione. E quando c’è l’informazione, quasi sempre, c’è anche l’indignazione.

Posted in Attualità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | 17 Comments »