Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

La libertà di farsi prendere per il culo

Posted by Marco su 30 marzo, 2009

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Finalmente è nato il nuovo grande partito del centrodestra berlusconiano. Il partito che farà ‘risorgere’ l’Italia, che punterà sui giovani, come Tremonti, Fini e Schifani, e sulle donne, come Gasparri, La ‘Russa’ e la ‘Brunetta’. Sarà il partito della grande e probabilmente finale presa per il culo, una espressione forse volgare, ma che riassume bene il contenuto e l’unica forma con la quale è possibile descrivere il mega congresso del Popolo della Libertà. Era ora che il Cavaliere si liberasse delle ombre mafiose e piduiste che avvolgevano Forza Italia, e che Fini chiudesse con quella Fiamma tanto legata all’immagine dell’ormai rinnegato Duce. E’ tempo di indossare un nuovo abito, senza smettere quello vecchio. Perchè tanto, cari Gianfranco, Maurizio e Ignazio, vedrete che a Silvio basterà sostituire ‘Casa’ con ‘Popolo’ e ‘giudici’ con ‘comunisti’ perchè ci caschino ancora. Per 15 anni Berlusconi ha allevato un popolo di ignoranti, di elettori acritici ed eticamente poveri. Un popolo che forma la propria opinione guardando il Tg1 e leggendo Il Giornale e Panorama, che considera ‘Porta a Porta’ un serio programma di approfondimento politico; un popolo facilmente suggestionabile dalle parole ad effetto di un leader senza tempo, dai suoi crescendo vocali strappa applauso, dalle confortanti braccia levate al cielo davanti alle quali anche Benedetto XVI si è segnato la fronte. Per l’amor del cielo, però, sono liberi di essere presi per il culo, altrimenti non sarebbero il ‘popolo della libertà’. Il congresso del PdL è stata una buffonata fuori luogo, una fiera delle banalità, di parole ormai vuote e abusate. E’ tempo di licenziamenti e sussidi sociali, e sul palco si parla di libertà, democrazia, generosità, dedizione, solidarietà, lavoro, tolleranza, rispetto per la vita, famiglia, futuro. Che significa tutto questo, se non una continua e forzata illusione inoculata a mestiere? Gli argomenti latitano drammaticamente, ma il ‘popolo delle libertà’ si illude che i loro leader se ne stiano occupando. E con successo. La crisi economica in Italia è stata presentata come un ‘virus che colpisce un corpo sano ‘. Al ‘popolo’ basta sapere questo, più qualche piccola informazione aggiuntiva che il buon Bruno Vespa gli offrirà in tv prima di andare a dormire, per starsene buono. Intanto, nel Belpaese la disoccupazione cresce, il debito pubblico, frutto di un sistema bancario e monetario marcio, quel ‘corpo sano’ di cui parlava il premier, è ormai incurabilmente inesigibile e le previsioni sono tutt’altro che rosee. Ma al congresso si sorride, si applaude, si indossa il tailleur e la cravatta nuova, si auspica, ci si stringe la mano, ci si dà coraggio, ci si illude di star facendo politica ignorando il fatto di far parte di un circo che non fa più ridere neanche i bambini. Dopo la farsa dell’elezione del leader del partito, con il discorso conclusivo di Berlusconi si è toccato il fondo. Speravo avesse la decenza di limitarsi ai soliti concetti vaghi di cui sopra, e invece si è allargato ancora, andando ben oltre il seminato. Prescritto per tangenti, corruzione e falso in bilancio, condannato e amnistiato per falsa testimonianza, sotto inchiesta per corruzione ma immune grazie ad una legge approvata dal suo governo, Berlusconi ha avuto l’ardire di parlare di legalità e ‘lotta alla corruzione’. Perchè il suo partito è ricco di ‘valori’, facendo però molta attenzione ad usare questa parola perchè appartiene già ad un nemico. Riprendendo il famoso discorso della ‘discesa in campo’, lasciando in tal modo intendere chiaramente che, nonostante abbia governato per circa la metà del tempo da allora, la situazione è rimasta talmente uguale a quella del 1994 che non è neanche necessario inventarsi nuovi discorsi per accattivarsi quel pubblico ammaestrato, Berlusconi parla di ‘vincere le grandi sfide produttive e tecnologiche dell’Europa e del mondo moderno’ e di ‘rispetto per l’ambiente’, solo pochi giorni dopo aver inaugurato un nuovo inceneritore ed aver rilanciato il nucleare con l’accordo italo-francese. Inceneritori e centrali nucleari, tecnologie per lo smaltimento dei rifiuti e la produzione energetica considerate da altri paesi obsolete e a forte impatto ambientale, ma fiore all’occhiello del ‘mondo moderno’ del miracolo berlusconiano. Non contento di questo, l’invincibile Cavaliere del Lavoro massonico arriva financo a parlare di sovranità popolare: ‘la sovranità appartiene al Popolo, perché dal popolo troviamo legittimazione e per il bene del popolo vogliamo lavorare‘, dice. Il popolo bue della libertà applaude, mentre i banchieri sghignazzano. Quando ascolto queste castronerie ipocrite il mio pensiero corre sempre a personaggi come Stefano Montanari e Antonio Miclavez. Il primo, esperto di polvere sottili e nanopatologo di livello internazionale. Il secondo, medico odontoiatra ed esperto di economia monetaria. Entrambi sono autori di testi scientifici divulgativi e saggi in materia di medicina ed economia. Non hanno niente in comune con i congressi, i correntoni, i rimpasti di governo. Sono uomini che hanno argomenti seri per spiegare, ad esempio, la nocività e l’inefficienza della pratica di incenerire i rifiuti, o la truffa che si nasconde dietro il sistema monetario e bancario attuale, nonché valide proposte alternative. Uomini poco interessati alle autocelebrazioni dei palazzetti e gli auditorium, che farebbero della politica un servizio, e non un mestiere. Pensate, Montanari e Miclavez erano entrambi candidati alle ultime elezioni politiche, mentre le telecamere erano tutte per la coppia Berlusconi-Veltroni. Potevamo scegliere un nanopatologo autore di testi scientifici o un medico autore di trattati economici, ma siamo stati indotti a scegliere tra un piduista scrittore di canzoni d’amore e un politicante romanziere. La libertà di farci prendere per il culo è dunque l’ultima cosa che ci resta. Meno male che Silvio c’è!

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6 Risposte to “La libertà di farsi prendere per il culo”

  1. […] La libertà di farsi prendere per il culo […]

  2. rouge said

    “Per 15 anni Berlusconi ha allevato un popolo di ignoranti, di elettori acritici ed eticamente poveri. Un popolo che forma la propria opinione guardando il Tg1”.
    Tutto verissimo, ma anche prima non è che la gente fosse più informata o migliore (eticamente, moralmente).
    La classe politica dirigente è comunque espressione del proprio popolo.
    E’ che siamo italiani, ed è tutto dire.

  3. Marco said

    Ciao Rouge. Credo che la frase ‘la classe politica è espressione del proprio popolo’ non regga molto. Le rivoluzioni accadute nella storia sono lì a dimostrarlo. In Italia si è innescato un circolo vizioso in cui i cittadini sono stati educati a non pensare, a credere i politici persone serie che lavorano per il loro bene. Purtroppo non è così. Il tornaconto personale è l’unico interesse dell’attuale sistema politico. I personaggi che potrebbero rompere questo sistema sono o emarginati dal circolo mediatico, o delegittimati. E quasi tutti i giornalisti non fanno il loro mestiere.

  4. rouge said

    Ciao Marco, intanto devo premettere che del tuo post condivido il 99%, come di molti tuoi altri. Il mio precedente commento verteva in fondo su una questione marginale ma a mio avviso importantissima: è Berlusconi che ha allevato un popolo di ignoranti o un popolo di ignoranti ha allevato Berlusconi?
    Sembra una battuta ma non lo è poi tanto.
    Quello che intendo è che quasi mai una classe dirigente fa il bene di chi è chiamato a dirigere ma anche chi dovrebbe essere diretto pensa al proprio bisogno personale quando esprime un voto, a volte per motivi ideologici spesso per questioni più materiali. Non è che uno diventa ladro nel momento in cui ne ha l’occasione, ladro in potenza lo è già, l’occasione gli permette di manifestarlo. Convengo con te che il tornaconto personale è alla base di chiunque decida di “mettersi al servizio del popolo”, ma non capita solo adesso, lo è sempre stato, basta guardare alla storia umana.
    Il popolo è disinformato perchè vuole essere disinformato. Oggi mi pare capiti il paradosso per cui si hanno tutti i mezzi per essere informati, e di fatto le informazioni arrivano, ma non vengono recepite ugualmente. Delle magagne di Berlusconi e soci sappiamo tutto, pure troppo, talmente tanto che ormai non fa più notizia, non ci si scandalizza più e uno dei motivi principali è perchè il “popolo” farebbe quello che stanno facendo loro: ruberebbe a man bassa. Berlusconi vince perchè è stato generato da questa società, ne è il campione, l’espressione e il vanto. Si riconosce in lui e in loro perchè sa che farebbe lo stesso se fosse al loro posto.
    Ma se questi sono diventati il campione rappresentativo dell’Italia non è perchè da quindici anni vengono bombardati di sciocchezze televisive. Anche per quello, certo, ma 15 anni non sono sufficienti a modificare un pensiero (quello c’era già, diciamo che B. gli ha dato una accelerata), è perchè noi siamo così (nella maggioranza, ovvio anzi purtroppo, so che esistono le eccezioni): ignoranti, qualunquisti, ipocriti, ladri se possiamo, cialtroni.
    Del resto il film “I Mostri” di Dino Risi, in cui si estremizza ma non tanto la società italiana, è del 1963. Non è cambiato nulla da allora.

    P.S. 1
    Le rivoluzioni accadute nella storia, a cui mi inviti a guardare, sono durate lo spazio di un mattino, dopo sono diventate solo un altro aspetto della stessa cosa di cui hanno preso il posto. Non mi viene in mente una sola rivoluzione che sia riuscita a mantenere nel tempo i suoi propositi senza scadere nella dittatura per continuare ad esistere o senza snaturare i suoi principi.

    P.S. 2
    Scusa la lunghezza del commento.

  5. Marco said

    Rouge, il tuo punto di vista è interessante. Sono tentato dal dare la colpa al popolo che non s’informa e non si pone domande, ma credo che queste analisi lascino il tempo che trovano. Dico questo perchè il corpo elettorale è così vario che ci si può trovare di tutto: da chi si riconosce nel politico che vota, chi crede a ciò che si dice di lui, chi vota per interesse personale e chi vota qualcuno semplicemente perchè è quello di cui si parla di più. La chiave di tutto è nella informazione. Un cittadino giudica soltanto in base alle info che gli arrivano dai canali più importanti, e cioè tv e giornali. Non è un problema solo italiano, accade anche all’estero. E non è collegato solo a Berlusconi, ma anche agli altri governi che si sono succeduti. Se il nostro approfondimento in tv è dominato da programmi come Porta a Porta e Matrix, che all’arresto di Mario Chiesa preferiscono l’uscita dalla fattoria di Corona, oppure giornali come Corriere della Sera che non dedicano neanche un trafiletto alla audizione di Beppe Grillo nel parlamento europeo, allora è impossibile per l’elettore formarsi una opinione. Internet è considerato ancora da pochi un valido strumento di informazione. Imperano siti come myspace o facebook, e nient’altro. La tv potrebbe servire ad esempio a pubblicizzare i migliori blog in Rete, invitando magari i suoi gestori, ma tutti se ne guardano bene dal farlo, per ignoranza o obbedienza. E quindi internet per la maggioranza delle persone è un luogo di complottisti, creatori di bufale oppure maniaci di chat, mentre blogger come Martinelli, Messora, Cedolin o Bertani sono emeriti sconosciuti. Quello che voglio dire ,Rouge, è che il popolo viene educato così. Io stesso ho letto Repubblica e Corriere per anni prima di ‘diseducarmi’. Pensa ai programmi di intrattenimento: dal 2000 la gente viene educata al trash ed oggi se alle elezioni politiche si presentassero Corrado Augias e Maria de Filippi ci sarebbe un plebiscito per la De Filippi e magari noi diremmo che è andata così perchè siamo tutti come Costantino e Kleidi. Invece è solo quello che ci hanno fatto diventare. La tv, la stampa e i loro padroni stanno allevando dei mostri e le conferme arrivano ogni giorno.

  6. rouge said

    Ciao Marco, d’accordissimo con te su una marea di cose e non rispondo per ingenerare discussioni o polemiche, ma per amor di dibattito, come credo giusto che sia.
    E’ vero, probabilmente verrebbe votata la De Filippi, come lo era stata Cicciolina a suo tempo del resto. Ma non credo che la chiave di tutto sia nell’informazione. Ripeto, oggi ci sono tutti i mezzi, volendo, per formarsi una propria opinione. Se ciò non avviene è perchè di quelle informazioni prima e della propria opinione poi, non frega niente a nessuno. E’ una questione culturale che ha radici profonde, molto più di quanto non si creda. La chiave di tutto è nell’essere italiani, meglio, nel non essere italiani, inteso come popolo coeso.
    L’educazione prima che dall’informazione viene fatta dalle famiglie e dalla società circostante. Se si cresce in un modello sbagliato non si può far altro che peggiorare la situazione.
    Se per assurdo le informazioni “giuste” venissero recepite e tutto a un tratto gli italiani scoprissero le magagne di chi li governa cosa accadrebbe? Lo abbiamo già visto nel ’92, al cesso una classe dirigente per votare poi compatti gli stessi di prima. E’ vero o no?
    E’ la capacità di distinguere tra ciò che è eticamente e moralmente giusto o sbagliato che noi non abbiamo più, se mai la abbiamo avuta.
    Berlusconi non cadrà fino a quando non sbaglierà mosse, perchè gli italiani adorano i vincenti ed esecrano i perdenti, e il motivo è radicato nel proprio dna di popolo sottomesso a diecimila padroni diversi prima dell’unità d’Italia.
    La democrazia in Italia è un regalo che il suo popolo non era pronto a ricevere e che di fatto ha rifiutato, delegando via via l’onere di autogovernarsi ai partiti prima e a personaggi carismatici poi.
    Non è l’informazione italiana da cambiare. E’ l’italiano.
    Un caro saluto.
    Rouge

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