Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

La tv da buttare

Posted by Marco su 13 marzo, 2009

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In questo blog mi sono occupato spesso di come l’informazione italiana sia lontana dalla realtà e di quanto volgari e deliberatamente fuorvianti siano i talk show politici targati Rai, Mediaset o La7. Io uso la tv come un punching ball, un sacco pieno di sabbia su cui scaricare a pugni la mia rabbia intellettuale. Inizio la mattina con le farneticazioni sgrammaticate di Enrico Vaime su La7, in una rubrica di 10 minuti farcita di banalità e frasi fatte. In serata, dopo la ‘pausa lavoro’, parte l’approfondimento politico di Vespa e Mentana, quest’ultimo ormai passato dal ruolo di moderatore a quello di ospite in studio e sostituito dal fedele sostenitore dell’ex presidente Usa George W. Bush Alessio Vinci. Naturalmente non riesco a seguire interamente questi programmi, ma mi limito a saggiarne il sapore e poi, quasi sempre, buttare la minestra nel water. Nel caso di Vespa non si può parlare di approfondimento ma di sprofondamento del giornalismo politico e di cronaca, intervallato dalle solite markette promozionali. La coppia Mentana-Vinci non fa altrimenti: da Maria De Filippi al delitto di Novi Ligure è il trionfo costante di una informazione appiattita su standard da entertainment e sensazionalistici, degradando il giornalista al rango di cerimoniere della morbosità popolare. Stiamo vivendo un’epoca di sconvolgimenti radicali. Accadono fatti di cui i media non si accorgono. Si firmano accordi che potrebbero cambiare il nostro futuro, mentre nei nostri salotti, televisivi e non, si discute di Vanna Marchi e del Grande Fratello. Le tematiche vengono affrontate puntualmente con l’approccio sbagliato. Che si parli di crisi economica, eutanasia e nucleare, gli attori e il copione sono sempre gli stessi. Si discute di vigilanza Rai, vincerà il Pd o il Pdl?, senza dire che l’informazione pubblica deve essere svincolata dalla politica per poter essere definita tale. I dibattiti economici diventano risse attorno alla morbidezza del cuscino (i cosiddetti ammortizzatori sociali) che attutirà la caduta dell’Italia, evitando però di analizzare le vere cause della caduta e cosa fare perché questo non accada più. La demagogia politica galoppa con la social card, assegni di disoccupazione, da ultimo la franceschiniana elemosina dei ricchi, e non si cercano i responsabili del crollo dei mercati. In queste ore negli Usa il truffatore finanziario Bernard Madoff è costretto ad indossare un giubbotto antiproiettile per proteggersi dai risparmiatori che ha rovinato. In Italia Callisto Tanzi è libero e dirige serenamente una azienda di muffin. Ma la tv dedica ore di trasmissioni alle ronde padane e agli stupri dei romeni. Si continua tristemente a mestierare mentre i piccoli e medi imprenditori annaspano e le famiglie non tirano più a campare senza capire il perchè. E la cosa più sfiancante è che molti ancora si ostinano a tifare per la politica e guardare i tg. Non si spiega che il modello del capitalismo globale ha fallito su tutta la linea, che la delocalizzazione della produzione dai paesi industrializzati a quelli a manodopera a basso costo come Cina e India ha finito per impoverire tutti. Che la Banca centrale è una azienda privata nelle mani di chi per statuto dovrebbe controllare e stampa denaro per conto della BCE e a costo zero rivendendolo allo Stato al valore nominale più gli interessi, costringendolo a indebitarsi per 73 miliardi di euro l’anno pagati con le tasse degli italiani. Che le banche commerciali moltiplicano il denaro distribuito a debito con il meccanismo della riserva frazionaria, aumentando indefinitamente la massa monetaria e sottraendo potere d’acquisto alla gente. Prima c’era il credito al consumo, ora c’è la bancarotta. I periodi di inflazione e di deflazione che hanno caratterizzato la storia sono eventi controllati da chi detiene il potere di battere moneta, da chi esercita la sovranità monetaria. E la politica non può far nulla. I politici sono servitori dei banchieri che esercitano un potere che dovrebbe spettare allo Stato, cioè al popolo, che è sovrano. Chi le racconta queste cose in tv? Brunetta, Sgarbi, Giannini, Riotta, Polito, Klaus Davi? Enrico Vaime, forse? I giornalisti economici della Rai o La7 rispondono ai loro padroni o alla loro ignoranza. Non ho ancora visto un serio dibattito economico sulla crisi. Validi professionisti, da Eugenio Benetazzo a Marco Saba o Marco Della Luna, presi singolarmente avrebbero più cose da insegnarci in un quarto d’ora di quanto Eugenio Scalfari e Vittorio Zucconi non abbiano mai fatto in tutta la loro carriera. Capitolo nucleare. Poche settimane fa, tra una boutade e l’altra, Berlusconi ha firmato un accordo con Sarkozy che darà il via libera alla costruzione di 4 centrali nucleari con tecnologia francese entro il 2020, in barba ad un referendum con il quale nel 1987 la maggioranza degli italiani si espresse contro le centrali. Il governo pretende di fare il bello e il cattivo tempo in nome del mandato elettorale, quando gli conviene, ma se ne infischia se il padrone decide che è il caso farlo. In tv non ricordo un vero dibattito sulla questione. Nessun membro dell’attuale governo fantoccio, né di quello ombra, ha spiegato come e a che prezzo saranno smaltite le scorie nucleari e perchè quei soldi non vengono investiti nelle fonti rinnovabili come accade negli altri paesi. Nessun Floris ha mai pensato di invitare in studio un cittadino di Saluggia per raccontare come si vive accanto alle scorie, o consultare un esperto in materia come Marco Cedolin, o un biologo e autore di libri sul nucleare come Alberto Zoratti. Assistiamo inebetiti alla sfilata delle solite facce da culo alla Gasparri che, senza uno straccio di dato, rassicurano noi, beoti e poveracci, che oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante e il nucleare è più sicuro. Ok, fidiamoci. Però le scorie le sotterriamo sotto casa tua, prego. Ormai è notte. Spengo la luce. Il sacco punching ball dondola ancora al centro della stanza.

Una Risposta to “La tv da buttare”

  1. Cosimo said

    Ciao Marco. La TV è una arma di distrazione di massa che mira a rendere il più possibile disinformato il popolino teleignorante. La TV propone dei programmi (TG in testa) che raccontano una realtà dei fatti fortemente edulcorata. Come farebbe altrimenti il premier a convincere il popolino che le varie leggi vergogna sono utili a tutti e non solo a lui e ai suoi compari per non farsi condannare dalla giustizia e accrescere le sue ricchezze? Come farebbe a mascherare la sua inadeguatezza a guidare una Nazione? Il Governo è la televisione: i problemi non si risolvono ma almeno si può disinformare e, ancora meglio, distrarre i teleignoranti.
    Saluti

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