Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Boris Godunov

Posted by Marco su 3 marzo, 2009

furaboris

Il 23 ottobre 2002 un gruppo di terroristi ceceni prese in ostaggio circa 800 persone che si trovavano all’interno del Teatro Dubrovska di Mosca durante il musical ‘Nord-Ost’. I terroristi chiedevano il ritiro delle truppe russe dalla Cecenia e la liberazione di alcuni prigionieri connazionali. Le trattative durarono tre giorni, fino a quando un comando speciale dei servizi segreti russi diffuse del gas anestetico nel teatro prima di irrompere e catturare i terroristi. L’episodio costò la vita a più di cento persone, mentre altre rimasero invalide, anche se i dati sulle vittime e la dinamica dell’irruzione non sono certi perchè filtrati dalla propaganda filo-governativa russa. Sette anni dopo, la compagnia teatrale catalana La Fura dels Baus tenta di far rivivere quegli episodi riproducendo i drammatici e interminabili istanti raccontati da un sopravvissuto. Boris Godunov è prima di tutto una esperienza. Diretti da Alex Ollè e David Plana, La Fura simula l’occupazione improvvisa del teatro calando lo spettatore in una atmosfera di panico surreale. L’ingresso in scena di Oscar, il capo dei terroristi ceceni, provoca subito spavento e incredulità quando, camminando tra i corridoi del teatro, armato di mitra e carico di esplosivi, spiega agli ostaggi gli obiettivi del gesto dando inizio all’incubo del sequestro. Assumendo connotati cinematografici, la simulazione dell’attacco al teatro viene spesso intervallata da scene proiettate su schermo che descrivono la tensione di quelle ore vissute anche dagli organi di goveno russi, indecisi se cedere ai ricatti dei terroristi ceceni o imporre la loro forza rischiando la vita degli ostaggi, mentre la stampa nazionale manipola le dichiarazioni dei sequestratori caricandone gli istinti omicidi. Il panico degli spettatori del teatro moscovita si intreccia con il dramma degli attori che, prima dell’irruzione del gruppo terrorista, stavano mettendo in scena il ‘Boris Godunov’, dramma teatrale di Puskin ispirato alla storia di uno zar di Russia del XVII° secolo. La scelta del ‘Boris Godunov’, in luogo del musical ‘Nord Ost’, rientra nella libertà degli autori di rivisitare l’accaduto ricercando parallelismi storici. L’obiettivo dichiarato dell’opera, ascoltando le parole del regista Ollè, è quello di trasmettere allo spettatore parte del terrore che gli ostaggi del Dubrovska vissero durante il sequestro. Obiettivo raggiunto con successo, se pensiamo agli occhi minacciosi dei terroristi che scrutano con aria minacciosa e circospetta gli spettatori in sala attraverso i loro passamontagna e ai fucili che lambiscono i sedili del teatro durante tutto il corso della rappresentazione. Ma il grintoso impatto scaturito dall’effetto combinato dei suoni e dal realismo dei costumi e delle attrezzature di scena perde vigore quando lo stupore iniziale lascia il posto all’ascolto del ‘Godunov’, disturbato dal contrasto tra la lingua madre della compagnia teatrale catalana e l’idioma originale e del dramma di Puskin e dei terroristi ceceni. L’effetto realistico subisce una forzatura nelle sequenze girate all’esterno del teatro, dove le camere riprendono gli attori intenti a pattugliare il teatro indugiando sui particolari della struttura che ospita lo spettacolo, tra cui manifesti promozionali. E’ interessante assistere invece alle diatribe interne al gruppo ceceno, alle prese con ripensamenti e tormenti interiori di donne, insolitamente numerose in un gruppo armato, i cui sogni sono stati mandati in frantumi dalla guerra, da cui non vedono altra via di uscita che un gesto plateale. Emozionante, a proposito, la scena che vede protagonisti un attore del teatro e una terrorista ex attrice che confessa la sua angoscia per le sorti della Cecenia e le paure per un futuro svuotato di ogni speranza. Il ‘docu-drama’ di La Fura dels Baus colpisce nel sensazionalismo e nello shock emozionale, centrando il ‘drama’, ma delude nel ‘docu’, cioè nel curare l’aspetto storico-documentaristico, lasciando lo spettatore stordito ma fondamentalmente disinformato sui fatti. Sconsigliato ai deboli di cuore e a chi vuol conoscere le ragioni della Guerra in Cecenia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: