Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Eutanasia di una nazione

Posted by Marco su 10 febbraio, 2009

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Domenica scorsa mi sono imbattuto in un banchetto per la raccolta firme dove un uomo urlava: “Una firma per salvare la vita di Eluana!”. Dal momento che detesto fingere indifferenza, mi sono fermato e ho iniziato una discussione con alcuni promotori dell’iniziativa, ben sapendo che le loro argomentazioni coincidevano con quelle di una larga parte della nostra società che vive all’ombra della cupola di San Pietro e di coloro i quali si illudono di battersi per salvare una vita. “Non si può lasciar morire di fame e di sete una persona!”, “Chi può stabilire quando una persona può morire?”, mi dicevano. Da parte mia replicavo che, in presenza di un vuoto legislativo in materia che, come sempre, chiama in causa tutti i partiti, secondo me è giusto che a decidere sia stata la Cassazione e la Consulta su richiesta esplicita del padre di Eluana. Riguardo al presunto killeraggio dei medici di Udine, ho cercato di spiegare loro che Eluana non era ‘sfamata e dissetata’ con pasta asciutta e acqua minerale, ma alimentata e idratata con sostanze chimiche, e che non si tratta di togliere la vita ad una persona, bensì darle la morte. La differenza è sottile, ma secondo me molto chiara. Tra i firmatari della legge per cui si raccoglievano le firme c’erano Mario Giordano, Rocco Buttiglione e Maurizio Gasparri. Il fastidio per la lettura di quei nomi è fortunatamente durato poco perchè la conversazione ormai volgeva al termine salvandomi da un possibile inasprimento dei toni. La notizia della morte di Eluana non fa che accelerare l’eutanasia del nostro Paese. Un Paese guidato da politici spregevoli come Gasparri: un uomo ignorante e volgare, un politico servo e arrogante che scrive leggi ‘ad aziendam’, come quella che permette ad un canale televisivo di proprietà del capo del suo governo di trasmettere abusivamente violando le sentenze europee, e non lesina sciacallaggio politico e demagogico neanche di fronte al calvario di una famiglia che vede morire una figlia dopo anni di agonia. Chi credono di rappresentare Gasparri e la sua parte politica quando gridano ‘Assassini!’ agli esponenti del centrosinistra o quando accusano Napolitano che per una volta si è mosso a difesa della Costituzione? Un Paese che vota un uomo che non perde occasione per ergersi a paladino dei desideri della popolazione vestendo sempre i panni del supereroe, ora promettendo i suoi capitali nell’acquisizione della compagnia aerea di bandiera, ora ingannando gli elettori di una intera regione con promesse mai mantenute, ora attaccando a scopi elettorali un onesto imprenditore con offese da bar, ora legiferando in materia di intercettazioni telefoniche dopo essere stato intercettato mentre corrompeva un dirigente pubblico, ora straparlando senza vergogna delle mestruazioni di una ragazza morta da 17 anni, il cui corpo è tenuto in vita soltanto dalla scienza, e pretendendo di insegnare la morale alla sua famiglia, è un Paese che muore dolcemente. La dignità e la capacità di reagire sono il nutrimento e l’idratazione di cui lentamente siamo privati. La nostra ragione è annichilita dall’anacronismo, dalla retorica e dalla inaccettabile inflessibilità di valori cristiani imposti dal Palazzo del Vaticano, sarcofago segreto e parco di informazioni quando si tratta di svelare l’origine dei rapporti tra finanza bianca e traffici criminali, ma feconda di parole quando si preoccupa di moralizzare la politica e dare del ‘boia’ ad un padre distrutto dal dolore come Beppino Englaro. La speranza è che la nostra sofferenza non duri quanto quella di Eluana.

7 Risposte to “Eutanasia di una nazione”

  1. trovilo said

    e qui scatta l’applauso

  2. rouge said

    Applauso a cui mi unisco, sperando risvegli una società in coma.

  3. Bruno said

    Mi sono in altri luoghi espresso (e mantengo la mia opinione) a favore della morte di Eluana perché ritengo che non fosse più viva. Mi preme sottolineare “la nostra ragione è annichilita dall’anacronismo, dalla retorica e dalla inaccettabile inflessibilità di valori cristiani [ecc…]” perché ad esser atistorica è questa frase. Non mi pare che il nostro paese viva seguendo i valori cristiani, e basta guardarsi intorno per vedere che ho ragione. Che i valori cristiani siano inflessibili è un’opinione, perché la stragrande maggioranza dei cristiani che conosco io i dogmi li interpretano e non li accolgono “alla Flanders”, poi magari mi direte che vivo in un’isola particolare. Fermo restando il fatto che io non sono (più) cattolico: non sono qui a difendermi, ma a sostenere quello che mi pare un punto di vista più ragionevole di quello espresso dalla frase citata.

  4. Marco said

    Ciao Bruno. Quando parlo di valori cristiani non intendo la castità prematrimoniale, la fedeltà coniugale, la bestemmia o l’ostentazione della ricchezza. Quelle sono caratteristiche inerstirpabili della società moderna, specie negli uomini che si dicono ‘cristiani’. Parlavo invece della influenza del Vaticano nelle decisioni importanti in materia di sperimentazioni sugli embrioni, fecondazione assistita, pillola anticoncezionale e eutanasia, ad esempio. La presenza in casa nostra dello Stato del Vaticano, la devozione che molti nostri politici dimostrano verso il Papa, la presenza nella classe politica di una forte componente cattolica che legge l’Avvenire prima di votare una legge e l’influenza che la CEI esercita sulla politica fa del nostro Stato uno Stato non laico, come vorrebbe la Costituzione, ma filoclericale.
    E sembra che all’estero la pensino allo stesso modo:

  5. Cosimo said

    Ciao Marco. Hai sollevato una questione di grande rilevanza: l’ingerenza del Vaticano nella vita politica del Paese. Questa ingerenza rappresenta un vero ostacolo allo sviluppo economico e culturale della nazione. Basti pensare ai miliardi di euro, tra 8×1000 non firmato, costo degli insegnanti di religione pagati dallo Stato e scelti dal Vaticano, mancato pagamento dell’ICI, ecc.., che ogni anno il Vaticano sottrae dalla cassa pubblica e che solo in minima parte va ai poveri e per esempio alla legge sul testamento biologico e agli ostacoli posti alla ricerca scientifica in alcuni ambiti.
    Meno male che molti sondaggi dimostrano come il peso dell’influenza della Chiesa sulle idee del singolo cittadino italiano sia sempre meno importante . Spero che in futuro ciò influisca positivamente sulle relazioni dei nostri politici con il Vaticano.

  6. Alessandro said

    caro marco,
    leggo solo il tuo post,
    penso che il ruolo della Chiesa sia una voce tra le tante nella ns società moderna! Come c’è la chiesa, c’è la televisione; come c’è la chiesa, c’è il consumismo che imperversa…etc
    la Chiesa non fa altro che esprimere uno stile a cui ognuno è libero di aderire per scelta, non solo razionale ma anche di fede. Altra cosa poi sono le strumentalizzazioni politiche della religione e della Chiesa.

    se vuoi, continuiamo a parlarne Giovedi!

    ciao
    Ale

  7. Marco said

    Ciao Alessandro.
    E’ vero quello che dici, ma dobbiamo riconoscere che la Chiesa in Italia non esprime una semplice voce, come può essere quella, ad esempio, dei centri sociali, dell’Arcigay o della lega per la protezione animali. La Chiesa è prima di tutto uno Stato nello Stato. Ha i suoi ministri e il suo reggente. Ha riviste e giornali ed è fortemente rappresentata nel parlamento italiano. Pensa alla DC che ha dominato la politica italiana per 50 anni. Gran parte del corpo elettorale italiano pende dalle labbre del Papa e della Cei. Ogni affermazione del Papa ha sempre vasta eco su tutti i giornali italiani che formano la pubblica opinione. Questo negli altri paesi non accade nonostante la forte presenza cattolica, come Francia e Spagna. E’ difficile ‘aderire per scelta’ quando da bambino ci si trova a vivere in un contesto sociale e familiare fortemente cattolico. Io, personalmente, ho smesso di leggere Famiglia Cristiana e Avvenire, che giravano sempre in casa, solo verso i 20 anni. E solo perchè ho scoperto internet.

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