Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Delirio

Posted by Marco su 27 gennaio, 2009

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La necessità di schierarsi su ogni questione, i pregiudizi che viziano i dibattiti, i giudizi affrettati che suonano come premature condanne inappellabili, le opinioni espresse per partito preso e le forzature di chi è d’accordo ma deve gioco forza dissentire per non cadere in contraddizione con quanto detto in passato, rischiano spesso di rovinare il lavoro di chi si impegna, senza alcuna pretesa di successo, a diffondere una informazione alternativa e sensibilizzare l’opinione pubblica su argomenti importanti. Beppe Grillo è oggi divenuto il simbolo della cosiddetta ‘antipolitica’. E’ stato definito ‘guru’, ‘aizzapopolo’, ‘populista’, ‘demogago’, e chissà cos’altro. Sono stati scritti fiumi di inchiostro sulle sue presunte volgarità e su una possibile deriva antidemocratica e qualunquista della politica. Il rischio peggiore che corre chiunque si appresti ad ascoltare Grillo è quello di lasciarsi influenzare dalla moltitudine di opinioni sul suo conto. Perchè è chiaro che, se Grillo riempie le piazze e i palazzetti sparando a zero su banchieri, politici e giornalisti, in ordine gerarchico di Sistema, questi istintivamente reagiscono attaccando a loro volta con querele, dichiarazioni al veleno o censure mediatiche. E, dal momento che il cittadino si informa prevalentemente dalla tv, generatore principale di opinione pubblica interamente nelle mani del Sistema di cui sopra, di Grillo conosce prima le reazioni che ha scatenato e, solo in seguito, in pillole e in forma ridotta, le tesi all’origine della discussione. Nell’ultimo ‘Delirio’ di Beppe Grillo, il comico genovese parla infatti di come le tv e i giornali hanno raccontato gli eventi di piazza che ha organizzato. I ‘V-day’ sono stati descritti dalla stampa come manifestazioni di piazza all’insegna dell’insulto e del qualunquismo, mentre sul palco, tra tecnici di settore e rappresentanti della società civile, l’avvocato Vassalle ad esempio spiegava come fare causa alle banche ed ottenere la restituzione dei risparmi investiti in bond argentini. La rabbia di Grillo si scaglia anche contro coloro i quali lo accusano di arricchirsi. “E’ vero!”, ammette, “Sono ricco. Ma lavoro da 40 anni e con i soldi che mi date pago gli avvocati per gestire le querele che mi arrivano e li faccio fruttare proponendo leggi e raccogliendo firme che personalmente deposito in Cassazione”. A proposito della raccolta firme per i referendum, Grillo racconta, tra l’ilarità generale, il suo surreale incontro con il giudice Carnevale quando gli consegnò le firme raccolte e sottolinea i motivi per i quali, a suo parere, le modifiche di legge proposte (abolizione Ordine dei giornalisti, abolizione finanziamento all’editoria, abrogazione legge Gasparri) non vengono discusse. “Per discutere una legge deve essere presente il primo firmatario. E sapete chi è il primo firmatario?”, dice Grillo, piegando la schiena e sgranando gli occhi nella sua classica espressione, “Sono io!”. Lo spettacolo di Grillo non risparmia l’Alitalia e i principali attori della querelle che tiene banco nell’attualità da molte settimane. In particolare, di Ligresti e Colaninno, imprenditori della famosa cordata CAI, Grillo mostra sullo schermo i curricula giudiziari, mettendo a nudo l’inettitudine dei banchieri ai quali affidiamo i nostri soldi e della classe politica che li innalza a ‘salvatori della Patria’ e con loro scambia favori e conclude affari. Per chi conosce Grillo, il blog e tutte le sue battaglie, molte battute del suo spettacolo sono note e prevedibili. Fatta eccezione per la Biowashball, la miracolosa sfera di plastica in grado di lavare i tessuti in lavatrice senza l’ausilio di additivi chimici, che già qualche mese fa scomodò persino la Rai che imbastì una trasmissione (Mi manda Raitre) per sbugiardare Grillo riguardo ai suoi poteri pulenti, il numero uno dei blogger italiani presenta altri oggetti tecnologici ed ad impatto ambientale ridotto davvero interessanti e sostanzialmente sconosciuti ai più. Nella serata a cui ho assistito, e cioè quella al Datch Forum di Milano del 23 gennaio scorso, oltre alla sua carismatica e travolgente comicità, Grillo ha mostrato anche i suoi limiti. Limiti che probabilmente egli stesso ha deciso di non valicare. Mi riferisco alla questione del signoraggio bancario, immane frode finanziaria figlia di un vuoto legislativo che Grillo conosce bene, avendo conosciuto personalmente il prof. Auriti e avendone parlato con discreta dovizia di particolari in alcuni spettacoli precedenti. Ad un certo punto della serata, un ragazzo infatti gli urla di parlare di signoraggio e riserva frazionaria, ma Grillo molto abilmente si smarca con un paio di frasi sulla stampa delle banconote confuse nella frenesia del discorso e, ad un secondo deciso invito del ragazzo, con un distratto e successiavamente disatteso ‘poi ne parliamo’. Personalmente sono rimasto deluso dalla misura con cui ha elogiato il neo presidente americano Barack Obama, presentandolo come esempio da imitare per i nostri politici per le misure (allo stato attuale solo annunciate) in materia ambientale, per le professionalità di cui si è circondato e la sua estrazione popolare. Grillo dimentica, o forse vuole dimenticare, che Obama, nei ruoli chiave della gestione economica degli States, ha scelto, o è stato indotto a scegliere, uomini con un background a dir poco discutibile e che della recente crisi finanziaria avrebbero molto da spiegare, avendo ricoperto in passato ruoli di spicco all’interno di organismi monetari cruciali quali Fed, FMI e Banca Mondiale, come ho già illustrato in passato in questo post. Inoltre, Grillo dimentica, o forse vuole dimenticare, che Obama ha vinto soprattutto grazie a corposi finanziamenti provenienti da banche, multinazionali e lobbies, bersagli principali delle sue critiche in Italia. Dipingere Obama come l”uomo nuovo’, l’esempio da imitare, il politico proveniente dal basso e vicino all’esigenze del cittadino è fuorviante, oltre che falso. E, soprattutto, significa cadere nella rete della falsa informazione di propaganda. E questo Grillo dovrebbe saperlo bene. Il fenomeno Beppe Grillo va dunque inteso essenzialmente per quello che è: il risultato della intraprendenza di un cittadino ben informato che sfrutta la sua grande popolarità per condurre battaglie a suo avviso giuste e smuovere l’opinione pubblica. La sua sfera di influenza è a forte connotazione nazionale, però. Al di fuori di essa, esistono uomini in grado di prendere il suo testimone e portare avanti la causa con molta più efficacia.

5 Risposte to “Delirio”

  1. Cosimo said

    Ciao Marco. Molti hanno usato il termine “antipolitica” per riferirsi alle dichiarazioni e alle battaglie di Grillo.
    Secondo me, per esempio, utilizzare mezzi legali per cercare di impedire a persone con condanne definitive di andare in Parlamento è una azione politica perchè è per il bene dei cittadini.
    La “antipolitica” viene fatta da molti politici “ufficiali” che siedono in Parlamento, lautamente pagati dai cittadini, e che fanno leggi per evitare condanne al premier e ai suoi compari.
    Non concordo con tuto quello che dice Grillo, ma se quest’ultimo sedesse in Parlamento sarebbe uno dei pochi politici in mezzo a tanti antipolitici.
    Saluti

  2. Marco said

    Ciao Cosimo! Grillo anni fa parlava della importanza delle parole e di come, soprattutto nella pubblicità, queste venivano usate distorcendo il significato di ciò a cui si riferivano.Ricordi la pubblicità dell’ACE gentile? In realtà dentro c’erano agenti chimici molto potenti ma la gente era affascinata dalla parola ‘gentile’. Anche in politica è così. Il politico che vuole far rispettare le leggi viene chiamato ‘manettaro’ o ‘giustizialista’. Se poi va in piazza insieme alle associazioni civili o attori e comici a spiegare alla gente le sue ragioni viene detto ‘populista’. Se poi un comico denuncia fatti gravissimi, documentati e supportati da testimonianze e documenti, ma poi, ironicamente manda tutti ‘affanculo’, allora è ‘volgare’ o ‘triviale’ e ‘demagogo’. Se poi un magistrato protesta contro la limitazione dell’uso dell’intercettazioni che ogni giorno porta alla cattura di criminali di ogni genere allora è un comunista o fa politica. Il problema è lui e i troppi poteri che ha. Grillo ha ragione: ‘E’ un Paese da rifare’.

  3. Cosimo said

    Concordo. E aggiungo che dire civilmente di non essere d’accordo con qualcuno viene ritenuto offensivo.
    E a proposito…..anche io ho inviato un commento a repubblica.it relativo all’ articolo che hanno scritto sulla manifestazione. Ho giudicato l’articolo stupido e vergognoso perchè chi usa internet ha la possibilità di accedere a tutte le fonti e di conseguenza i tentativi di edulcorare la realtà vengono facilmente smascherati.

  4. Marco said

    Voglio farti leggere l’ultima mia discussione con un blogger che fa parte di quel sottobosco di disinformazione e ‘opinionismo’ per partito preso che a mio avviso rappresentano il cancro della Rete.
    http://malarablog.wordpress.com/2009/01/29/e-lo-stato-che-fa-si-costerna-sindigna-simpegna-poi-getta-la-spugna-con-gran-dignita/#comments
    Esplora il suo sito e poi dimmi cosa ne pensi.
    Ma poi non andarci più…

  5. Cosimo said

    Che ne penso? Cercherò di essere chiaro e conciso: BLEAH!

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