Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Imago Mortis

Posted by Marco su 20 gennaio, 2009

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Bruno è un ragazzo che studia e lavora nella scuola internazionale di cinema ‘Murnau’. Il suo lavoro consiste nel gestire l’archivio dell’istituto. Come in ogni thriller, tutto all’inizio sembra normale, quando all’improvviso Bruno è preda di forti allucinazioni durante le quali vede un ragazzo insanguinato che sembra volergli dire qualcosa. E’ l’inizio di un incubo che condurrà l’atterrito protagonista a svelare incredibili segreti nascosti tra le mura e i silenzi della scuola. Un soggetto interessante, ambientazioni e ricostruzioni sceniche accattivanti e suggestive, che dimostrano l’esperienza del regista Stefano Bessoni come direttore della fotografia. Ma nient’altro. La trama, incentrata su un marchingegno medievale chiamato ‘tanatoscopio’, in grado di cavare gli occhi a chi lo indossa e permettere così di ottenere l’ultima immagine fissata sulla retina della vittima, si sviluppa lentamente e con colpi di scena prevedibili. I personaggi sono amorfi e privi di sufficiente caratterizzazione. Alberto Amarilla (Bruno) non riesce a dare forza al suo personaggio: gli occhi costantemente sgranati e i modi impacciati lo rendono ridicolo non solo ai suoi compagni di corso, ma anche agli spettatori del film. Stucchevole e fuori luogo appare presto la storia d’amore tra Bruno e Arianna (Oona Chaplin). I loro baci arrivano sempre nei momenti meno opportuni, suscitando un mix di tensione e romanticismo che in sala diventa ilarità. Il sospirato finale arriva dopo una frettolosa escalation di eventi calati in una atmosfera, a metà strada tra il grottesco e l’impossibile, nella quale si entra a fatica, in particolare per lo spettatore restìo ad abbandonare il suo pragmatismo. Stefano Bessoni è forse ancora acerbo per la regia. Dovrebbe frequentare una scuola di cinema. Preferibilmente, però, non la Murnau. Voto: 4.

4 Risposte to “Imago Mortis”

  1. gio.capor said

    CONDIVIDO PIENAMENTE E SOTTOSCRIVO!!
    Ho visto il film ieri sera. Mi è sembrato un lavoro banale anche se ben confezionato. Ho trovato stucchevole non solo la storia d’amore, ma tutto il “bagno espressionista”, così evidente e continuamente sottolineato. Quello che mi ha più sconfortato è stato leggere tante recensioni più che positive (si è parlato, al solito, di “rinascita” del genere italiano..MA PER FAVORE!!)

  2. ma non esiste quindi la scuola di cinema murnau? meno male…comunque sono abbastanza prevedibili anche nella scelta del nome a cui dedicare una scuola di cinema per un film dell’horror! bravo gio.capor che dici le cose come stanno…

  3. Caterina said

    Davvero un film stucchevole infarcito di citazioni da bacio perugina… chi ha parlato di rinascita del genere (ma quale genere?) non ha visto il film, piatto, convenzionale e con attori al limite del ridicolo…

  4. Marco said

    Personalmente non guardo mai le recensioni ‘ufficiali’ dei film. Sono convinto che tanti critici importanti rispondano a logiche di marketing ben sapendo di influenzare una grande fetta di spettatori. Pensate che questo film è stato presentato addirittura da Fazio a ‘Che tempo che fa’, che è un programma molto seguito e di cui tanta gente si fida. Prima di scegliere cosa vedere bisogna farsi un giro nei forum e vedere cosa ne pensano gli utenti, gli unici veri critici affidabili.

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