Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Uno strano odore nell’aria

Posted by Marco su 4 novembre, 2008

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Da qualche settimana si sente uno strano odore nell’aria. Come una specie di lezzo nauseante che dalle fogne del passato, mai definitivamente archiviato, ammorba i passanti. Prima Cossiga, che dai segreti di Stato degli anni ’70 e ’80 passa ad occuparsi di faccende strettamente legate alla tv e al gossip, come la partecipazione alla trasmissione Anno Zero della schermitrice olimpica Margherita Grambassi. Poi, lo stesso Presidente emerito della Repubblica attacca gli studenti che invadono le strade in segno di protesta contro la riforma della scuola invitando il ministro Maroni ad infiltrare provocatori nei cortei per picchiare a sangue le giovani insegnanti. Pochi giorni dopo, un misterioso furgone carico di spranghe oltrepassa con misteriosa facilità il cordone della polizia in Piazza Navona e arma un altrettanto misterioso gruppo di studenti di destra, denominato Blocco Studentesco, che percuote dei ragazzini quindicenni sotto gli occhi degli agenti scatenando una rissa da film western. Successivamente si apprende che l’ex Maestro Venerabile della loggia massonica P2 Licio Gelli condurrà un programma storico su Odeon tv e gli ospiti della prima puntata saranno Giulio Andreotti e Marcello Dell’Utri. Gelli, Andreotti e Dell’Utri, un tris d’assi che ci invidia mezzo mondo, tutti insieme appassionatamente davanti alle telecamere ad animare un teatrino che si appresta a diventare il più osceno che la storia moderna ricordi. Il primo, il Venerabile, vanta condanne definitive per depistaggio sulle indagini relative alla strage di Bologna e bancarotta del Banco Ambrosiano. Fu arrestato, fuggì dal carcere e poi fu riacciuffato. E’ orgogliosamente fascista e fu il capo di una loggia massonica criminale legata ai fatti più oscuri e sanguinosi della storia del nostro Paese. Il secondo è stato un complice di Stato di Cosa Nostra fino al 1980, incontrando i più importanti boss mafiosi del periodo. Il terzo ha una condanna in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Licio Gelli è legato a doppio filo alla storia di Italia. Lui la storia non l’ha solo vissuta, ma l’ha fatta. In accordo con la massoneria americana, si battè per contrastare il comunismo finanziando rivoluzioni e organizzazioni come Solidarnosc attraverso i banchieri affiliati alla sua loggia segreta. Scrisse un programma rivoluzionario in 53 punti che avrebbe capovolto l’ordine istituzionale, politico e sociale, rovesciando subdolamente la Repubblica strappandola al popolo sovrano e rimettendola nelle mani di pochi oligarchi. Parte di quel piano si sta lentamente attuando grazie all’operosità di un suo discepolo: tessera 1816, Berlusconi Silvio. Gelli non può raccontare la Storia, perchè questa sarebbe ridotta ad una mera versione dei fatti. Sarebbe come se Pol Pot ci raccontasse la guerra in Cambogia del 1975. Annusando annusando, compare Andreotti che, invidioso della popolarità riconquistata dall’amico Cossiga, dimostra che non è da meno infilando una serie di comparsate tv. Giulio ‘Il Divo’ ne ha incontrate tante di persone nella sua lunga carriera, ma il salto da Stefano Bontade a Paola Perego è davvero troppo grande e il suo fisico non ha retto. Sguardo fisso al cielo come a dire al suo buon Dio, che gli ha perdonato la mafia ma Buona Domenica proprio non riesce a mandarla giù: “Aspetta ancora un pò, dai. Lasciami prima partecipare alla trasmissione di Licio, sennò si offende!”. L’odore è ormai intollerabile. Apro la finestra. Aria.

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