Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Archive for novembre 2008

La feccia che risale il pozzo

Posted by Marco su 12 novembre, 2008

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Da un pò di tempo mi risuona nella testa la definizione che Indro Montanelli diede all’Italia berlusconiana: ‘La feccia che risale il pozzo’. Montanelli e il suo subdolo allontanamento da Il Giornale di proprietà di Berlusconi rappresentano uno degli episodi simbolo della deriva socio-culturale che interessa da anni il nostro Paese e i cui effetti si osservano quotidianamente leggendo i giornali, frequentando i blog e guardando la tv. Il grande giornalista di Fucecchio trasse spunto dai violenti attacchi a lui rivolti dopo le esternazioni su Berlusconi che seguirono le dimissioni da direttore de Il Giornale. Montanelli era un uomo di destra integerrimo, incorruttibile, incisivo e dotato di una lucidità intellettuale che oggi è quasi estinta. Era un prezioso e riconosciuto patrimonio culturale del nostro Paese. Ma ebbe la sfortuna di incontrare sulla sua strada l’orda volgare dei seguaci politici del suo editore che l’hanno delegittimato e offeso nel difendere il loro padrone. La colpa di Montanelli fu quella di non piegarsi ad un editore che voleva sfruttare la sua forza mediatica per scopi politici. Di non accettare lo svilimento del suo lavoro di giornalista libero in nome di biechi interessi di partito. Ma i metodi coercitivi di Berlusconi ebbero naturalmente la meglio e a Montanelli successero i più compiacenti Belpietro e Giordano. Un crollo di spessore senza precedenti. Il trionfo del servilismo e della mediocrità di cui Berlusconi è il primo responsabile. Un delitto professionale di cui non si finirà mai di pagare le conseguenze e che fu coperto dalle menzogne del magnate di Arcore e dalle astiose e volgari critiche dei suoi spalleggiatori. Diceva ancora Montanelli: “[…] Ma forse è peggiore la facilità, la spontaneità con cui Berlusconi mente, e con cui le sue menzogne, a furia di ripeterle, evidentemente vengono bevute dagli altri“. Queste frasi dovrebbero far riflettere chi sostiene Berlusconi perchè non provengono da un ex comunista dell’opposizione, ma da un uomo che lo conosceva bene, un uomo che ha lavorato vent’anni con l’attuale premier. Anni fa Montanelli descrisse la società che andava prendendo corpo all’ombra del Cavaliere con incredibile saggezza. Parlava di ‘bassezze culturali’, di ‘volgarità’ e di ‘destra del manganello’. Tutti aspetti che ormai fanno costantemente parte della cronaca politica. Basti pensare ad appellativi come ‘coglioni’ o ‘imbecilli’ usati da Berlusconi per descrivere gli elettori di centrosinistra, alle minacce di usare la forza per soffocare le manifestazioni degli studenti o le rimostranze degli abitanti della Val di Susa contro la TAV, alla prepotenza nell’imporre leggi di interesse privato o, più in generale, di legiferare rifiutando il dialogo con l’opposizione. La mediocrità del berlusconismo ha generato ignoranza e presunzione. Recentemente mi sono scontrato con gli autori di un blog che rappresenta appieno lo scadimento culturale di cui parlo. Lo scopo principale del sito è dare sempre e comunque ragione a Berlusconi e deridere continuamente gli esponenti del centrosinistra accusandoli, ad esempio, di ipocrisia nel festeggiare Obama e nello stesso tempo bruciare le bandiere in piazza, nel dichiararsi democratici dimenticando la loro origine comunista e quindi rivoluzionaria, nell’accusare Berlusconi di razzismo mentre Veltroni parla di ‘uomo nero’ a proposito di Barack Obama. E così via. Sono quindi intervenuto più volte per ripristinare un pò di obiettività parlando anche delle incongruenze della maggioranza di governo ed evidenziando le sue magagne con lo stesso modo di ragionare degli autori degli articoli. Ho ricordato che il ministro della Difesa festeggia il tricolore mentre è alleato di Bossi che ha detto che con quella bandiera si pulirebbe il c..o; che è bene celebrare le forze dell’ordine ma qualcuno dovrebbe rispondere di quello che è successo a Piazza Navona nell’ottobre scorso; che Berlusconi era iscritto alla loggia massonica segreta P2 che era finalizzata a rovesciare le istituzioni ed instaurare un regime oligarchico e che oggi è fuori legge. Ho chiesto loro cosa pensassero della reazione stizzita e irritata del ministro della Difesa La Russa che, durante la trasmissione di La7 ‘Exit’, si è scagliato contro la conduttrice accusando il programma di essere vergognoso quando è stato chiamato a rispondere sui malfunzionamenti dell’Arma che è pagato con i soldi della collettività per amministrarla. E, dal momento che La Russa pretendeva dalla conduttrice D’Amico di mandare in onda lo spot delle Forze Armate invece di ‘danneggiare l’immagine dell’Esercito” con le inchieste, ho chiesto loro se è giusto che il giornalismo celebri le forze armate più di quanto non facciano già le parate ai Fori Imperiali invece di evidenziare i problemi e chiederne conto al ministro incaricato e pagato da noi per risolverli. Le risposte sono state: “Le opinioni di Bossi non mi interessano. […] Non mi interessa continuare a rispondere a una persona che di questo blog non ha capito nulla. Io ragiono con la mia testa tu puoi dire lo stesso?“. Ancora: “La rosa va anche per quei poliziotti che con sacrificio vanno in piazza a reprimere le manifestazioni di quei delinquenti che tu difendi, forse perchè appartieni anche tu a quella sporca categoria dei centri sociali, noglobal.o dell’estrema sinistrache sono delinquenti. Viva i poliziotti E I CARABINIERI”. E adesso la chicca: “La P2 non la conosco bene, ma conosco bene il caso Mitroscki, e altri casi come la faccenda UNIPOL e altre faccende dove i tuoi amini Dalema, Fassino e altri sono stati coinvolti“. Ancora sulla P2 e sulle dichiarazioni di Gelli su Berlusconi: “[…] Licio Gelli può dire ciò che vuole. La Loggia P2 era finalizzata a rovesciare lo Stato(cito le tue parole) Era è passato.Quando è stata scoperta era il 1981 ai tempi del caso Sindona.Doveva rovesciare lo stato no?C’è riuscita ? no!!Ora siamo nel 2008 quindi provami tu con fatti alla mano che Berlusconi ora faccia parte della P2 e che voglia rovesciare lo stato.Fatti e prove ci vogliono caro mio.Con le parole potete solo riempirvi la bocca tu e i tanti Travaglio”. Sull’informazione:“[…] Io non leggo l’unità, il manifesto perchè so già che scrivono delle bufale per i creduloni“. Proposte di governo:“Se fossi al posto di Berlusconi sai che piazza pulita farei? Non lo immagini nemmeno”. Dopo queste risposte i miei commenti non vengono più accettati dall’amministratore del blog che mi ha financo dedicato un post in cui si dice “stufa di dover sempre e comunque giustificare le nostre idee”. E aggiunge:non posso accettare che ne io ne chi scrive con me venga fatto oggetto di commenti che nulla hanno a che vedere con un confronto equo e costruttivo”; Non sfidare mai chi ne sa più di te perchè perderesti sempre. Chissà cosa direbbe Montanelli se sapesse che la feccia ha terminato di risalire il pozzo ed ha già tracimato.

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Uno strano odore nell’aria

Posted by Marco su 4 novembre, 2008

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Da qualche settimana si sente uno strano odore nell’aria. Come una specie di lezzo nauseante che dalle fogne del passato, mai definitivamente archiviato, ammorba i passanti. Prima Cossiga, che dai segreti di Stato degli anni ’70 e ’80 passa ad occuparsi di faccende strettamente legate alla tv e al gossip, come la partecipazione alla trasmissione Anno Zero della schermitrice olimpica Margherita Grambassi. Poi, lo stesso Presidente emerito della Repubblica attacca gli studenti che invadono le strade in segno di protesta contro la riforma della scuola invitando il ministro Maroni ad infiltrare provocatori nei cortei per picchiare a sangue le giovani insegnanti. Pochi giorni dopo, un misterioso furgone carico di spranghe oltrepassa con misteriosa facilità il cordone della polizia in Piazza Navona e arma un altrettanto misterioso gruppo di studenti di destra, denominato Blocco Studentesco, che percuote dei ragazzini quindicenni sotto gli occhi degli agenti scatenando una rissa da film western. Successivamente si apprende che l’ex Maestro Venerabile della loggia massonica P2 Licio Gelli condurrà un programma storico su Odeon tv e gli ospiti della prima puntata saranno Giulio Andreotti e Marcello Dell’Utri. Gelli, Andreotti e Dell’Utri, un tris d’assi che ci invidia mezzo mondo, tutti insieme appassionatamente davanti alle telecamere ad animare un teatrino che si appresta a diventare il più osceno che la storia moderna ricordi. Il primo, il Venerabile, vanta condanne definitive per depistaggio sulle indagini relative alla strage di Bologna e bancarotta del Banco Ambrosiano. Fu arrestato, fuggì dal carcere e poi fu riacciuffato. E’ orgogliosamente fascista e fu il capo di una loggia massonica criminale legata ai fatti più oscuri e sanguinosi della storia del nostro Paese. Il secondo è stato un complice di Stato di Cosa Nostra fino al 1980, incontrando i più importanti boss mafiosi del periodo. Il terzo ha una condanna in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Licio Gelli è legato a doppio filo alla storia di Italia. Lui la storia non l’ha solo vissuta, ma l’ha fatta. In accordo con la massoneria americana, si battè per contrastare il comunismo finanziando rivoluzioni e organizzazioni come Solidarnosc attraverso i banchieri affiliati alla sua loggia segreta. Scrisse un programma rivoluzionario in 53 punti che avrebbe capovolto l’ordine istituzionale, politico e sociale, rovesciando subdolamente la Repubblica strappandola al popolo sovrano e rimettendola nelle mani di pochi oligarchi. Parte di quel piano si sta lentamente attuando grazie all’operosità di un suo discepolo: tessera 1816, Berlusconi Silvio. Gelli non può raccontare la Storia, perchè questa sarebbe ridotta ad una mera versione dei fatti. Sarebbe come se Pol Pot ci raccontasse la guerra in Cambogia del 1975. Annusando annusando, compare Andreotti che, invidioso della popolarità riconquistata dall’amico Cossiga, dimostra che non è da meno infilando una serie di comparsate tv. Giulio ‘Il Divo’ ne ha incontrate tante di persone nella sua lunga carriera, ma il salto da Stefano Bontade a Paola Perego è davvero troppo grande e il suo fisico non ha retto. Sguardo fisso al cielo come a dire al suo buon Dio, che gli ha perdonato la mafia ma Buona Domenica proprio non riesce a mandarla giù: “Aspetta ancora un pò, dai. Lasciami prima partecipare alla trasmissione di Licio, sennò si offende!”. L’odore è ormai intollerabile. Apro la finestra. Aria.

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