Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Il Ritorno del Principe

Posted by Marco su 30 ottobre, 2008

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Da alcuni anni ormai ho imparato a non fidarmi più di ciò che viene diffuso a mezzo stampa o televisione, a non credere alla verità presunta e imposta che i politici e i giornalisti tentano, per incompetenza o deliberata distrazione, di spacciare quale unica possibile e accettata. Credevo non esistesse possiblità di discesa da questo finto palcoscenico di ipocrisia e menzogna. Ma poi ho scoperto che l’unica via d’uscita è rappresentata dalla conoscenza, dalla giusta informazione fatta da quei pochi uomini ancora dotati di senso della verità, della giustizia e dello Stato. Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto alla procura Antimafia di Palermo, è uno di questi. E il suo libro, Il Ritorno del Principe, è uno dei veicoli di questa presa di coscienza. E’ una valigia dal contenuto prezioso e indispensabile per affrancarsi dal sistema di imposture culturali al quale il potere, che da anni domina la scena, ci ha abituato. Parlo del potere criminale dei colletti bianchi, di quegli uomini che dall’alto delle loro cariche istituzionali e politiche governano la società con l’arma della propaganda, del ricatto, della corruzione e della violenza del braccio armato mafioso che scende in campo per spargere sangue laddove vi fosse bisogno. E’ qui la chiave del potere, cioè nell’intreccio diabolico tra mafia militare e mafia istituzionale, tra i Riina e Provenzano e gli Andreotti e Salvo Lima. Rispondendo alle domande del giornalista Saverio Lodato, Scarpinato racconta una storia d’Italia costellata di fatti osceni, nel senso etimologico del termine, cioè fuori dalla scena, tenuti nascosti dai poteri forti, da coloro i quali tirano le fila della società plasmandone la volontà e la sottomissione sulla base di trame ordite all’ombra del crimine. E’ la ricostruzione meticolosa e attenta fatta da un magistrato, servitore di uno Stato rappresentato da un secolo da una classe politica avida, corrotta e vicina ad ambienti criminali. Una oligarchia di potere che, sulla scia del Principe di machiavelliana memoria, si fa artefice della storia del nostro Paese attraverso i fatti più sanguinosi e infami che, dallo scandalo della Banca Romana fino alle stragi di mafia dei primi anni ’90, hanno condizionato pesantemente la società in cui viviamo restituendoci un Paese senza vergogna e senza memoria. Un Paese governato da un sistema di potere e tutela dello stesso, che ogni giorno ci appare più forte e intaccabile, legalizzato e legittimato da elettori disinformati e circuiti e organi di stampa funzionali ad esso. Scarpinato ricorda la famosa puntata di Porta a Porta, in cui Vespa preferì parlare di dieta mediterranea piuttosto della condanna a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa appena subita dal senatore Marcello Dell’Utri, che oggi siede ancora in Parlamento. Mentre lo stesso giornalista si affrettò a dedicare una puntata intera all’assoluzione di Andreotti, evitando però di ricordare la parte della sentenza che riconosceva Andreotti colpevole di favoreggiamento alla mafia per aver incontrato ripetutamente quei boss mafiosi che poi ordinarono la morte del suo compagno di partito Piersanti Mattarella senza che egli muovesse ciglio. Questo libro racconta il metodo attraverso il quale una elìte intellettuale riconducibile ad ambienti massonici deviati, quelle ‘menti raffinatissime’ che Falcone spesso chiamava in causa, impone la sua strategia usando la mafia, la politica, i servizi segreti e il sistema bancario per trarre il massimo profitto da traffici di armi, stupefacenti, gare d’appalto e finanziamenti pubblici. A testimonianza di ciò, la storia enumera numerosi fatti intrisi di sangue e mistero, come la strage a forte connotazione politica di Portella della Ginestra, compiuta dalla banda di Salvatore Giuliano il primo maggio 1947, che causò la morte di 11 persone. I mandanti di quella strage non sono mai stati scoperti, soprattutto perchè Giuliano e il suo luogotenente Pisciotta sono stati eliminati prima che parlassero. Il primo fu assassinato, il secondo avvelenato in carcere. Lo stesso metodo fu adottato per Sindona, riciclatore di soldi sporchi della mafia, ucciso in carcere dopo il fallimento delle sue holding. E per Roberto Calvi, ‘suicidato’ perchè pericoloso testimone dei traffici illegali tra IOR, mafia e massoneria dopo la sua uscita di scena a causa della bancarotta del Banco Ambrosiano. Oggi la mafia non uccide più come 20 anni fa. L’opinione pubblica è indotta a pensare che la cattura di Riina e Provenzano abbia posto fine al fenomeno mafioso. Eppure Cosa Nostra continua a vivere. Dopo le bombe del 1993, minacce e intimidazioni accompagnano ancora il lavoro di magistrati siciliani come Francesco Messineo, Antonino Di Matteo e Giacomo Montalbano. Mentre le delicate indagini di De Magistris, che in Calabria stava per mettere a nudo gli intrecci tra ‘ndrangheta, massoneria e politica in materia di ripartizione di finanziamenti pubblici, vengono bloccate sul nascere attraverso l’azione dell’allora Guardasigilli-fantoccio Mastella e De Magistris trasferito in altra sede per ‘incompatibilità ambientale’, che è diventato il tritolo dei giorni nostri. Il Ritorno del Principe può essere visto come un trattato di anatomia scritto da un chirurgo dopo anni di studi e pratica sul corpo umano. Nella colonna di destra pubblico il video dell’intervento di Roberto Scarpinato alla presentazione del libro a Roma, in cui si vede il magistrato che, lontano dai volgari schiamazzi della politica quotidiana, con aria quasi dimessa e sincera, analizza e descrive la nostra società con acume intellettuale e capacità descrittive quasi più efficaci e coinvolgenti del libro stesso.

“Il metodo mafioso, che nella sostanza consiste nell’abuso organizzato dei pochi sui molti e che si declina nelle più svariate forme, non è infatti una creatura delle classi popolari, ma delle classi alte”. Roberto Scarpinato

4 Risposte to “Il Ritorno del Principe”

  1. emanuele said

    corro subito in libreria per acquistare il libro

  2. emanuele said

    vado subito a cercarlo in libreria, lo compro e
    soprattutto lo presterò agli amici. ciao

  3. Giulio said

    la casa editrice chiare lettere ha pubblicato dei libri bellissimi, questo compreso, ti consiglio anche “il partito del cemento”.

  4. Marco said

    Chiarelettere, Macroedizioni, Arianna editrice sono tra le case editrici più interessanti. Quel libro non l’ho ancora letto. Grazie per la segnalazione.

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