Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Bankitalia, zì badrona

Posted by Marco su 27 ottobre, 2008

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Le ultime parole del vicedirettore di Bankitalia Ignazio Visco sono intollerabili. Mentre la crisi della finanza internazionale si prepara a colpire l’economia reale, Bankitalia, organismo teoricamente incaricato di limitare l’inflazione e vigilare sulle banche commerciali del nostro Paese, si permette di ricordare che è necessario ‘lavorare di più e più a lungo’. I consumi sono crollati; la fine del mese è un miraggio; i mutui diventano insostenibili anche da famiglie che un tempo erano considerate benestanti; il precariato è la parola d’ordine nelle aziende, a loro volta sempre più indebitate con le banche; i pignoramenti delle case sono in crescita; la pensione è vista dalle nuove generazioni come un semplice retaggio del passato; il lavoro nero o un secondo lavoro si rendono indispensabili per vivere dignitosamente; chi non ha voglia o tempo di fare un secondo lavoro si indebita, e non per comprare una nuova automobile o fare i lavori in casa, ma per acquistare beni di prima necessità; i divorzi aumentano e la famiglia è sempre più disgregata perchè i genitori passano le loro giornate prevalentemente in ufficio piuttosto che a casa con i figli; e cosa ha da dirci la nostra Banca Centrale? “Lavorate di più”. Allora è bene capire qual’è il pulpito da cui viene questo ‘invito’, che suona tanto come una scudisciata sui reni. La Banca d’Italia è una società per azioni che, in barba alla Costituzione e per conto della BCE, si è appropriata della sovranità monetaria esercitando il diritto di battere moneta e prestarla ad interesse allo Stato generando con un meccanismo virtuoso (per i banchieri) un debito pubblico inestinguibile. Nessun Tremonti e nessun Padoa Schioppa potrà mai abbattere quel debito per un semplice motivo, un motivo che un giornalista informato e coraggioso potrebbe spiegare in un minuto. La Banca Centrale presta denaro allo Stato chiedendo come rimborso, oltre al denaro prestato, altro denaro come interesse. Ma, ipotizzando che lo Stato riesca a restituire tutto il capitale preso a prestito, gli interessi non potrebbero mai essere pagati per il semplice fatto che quel denaro non esiste, in quanto l’unico organismo autorizzato a battere moneta è la Banca Centrale. Il risultato è che lo Stato Italiano, per pagare gli interessi alla Banca Centrale (80 miliardi di euro l’anno), deve procacciarsi altro denaro. E a chi si dovrà rivolgere per ottenere quei soldi? Alla Banca d’Italia, ovviamente. E sotto interessi, che non saranno mai pagati, se non chiedendo altri soldi…E così via. Lo Stato per pagare lo strozzino di Bankitalia, che rappresenta gli interessi degli strozzini della BCE, deve chiedere soldi ai cittadini, che sostengono lo Stato pagando le tasse con il sudore della loro fronte e che arrivano a fine mese solo chiedendo prestiti alle banche commerciali, che sono azioniste di Banca d’Italia, che è azionista della Banca Centrale Europea. Non so a voi, ma a me gira un pò la testa. I soldi delle nostre tasse vanno a finire nelle tasche dei banchieri internazionali della BCE e di Bankitalia. Viviamo in una Repubblica fondata sul lavoro, ma i banchieri non lavorano! E chiedono alla gente di lavorare ‘di più e più a lungo’. Essi si arrischiscono con i soldi derivanti dal signoraggio, una rendita di posizione incostituzionale e truffaldina, attraverso la quale controllano il potere politico e schiavizzano i popoli curandosi soltanto che la loro attenzione si sposti verso il calcio, il Superenalotto e i reality show. Più il popolo è ignorante e più il potere è garantito. Una prova? Ecco cosa offre al lettore il Corriere della Sera, gestito dalle banche, per ‘orientarsi nella crisi’: un dizionario con i termini economici più usati. Alla voce ‘BCE’ troviamo la seguente definizione: “Banca centrale europea, che ha sede a Francoforte (Germania). Definisce e attua la politica economica e monetaria dell’Unione europea, fissa il tasso ufficiale di sconto che vale per tutti i Paesi membri e garantisce la stabilità dei prezzi. Il presidente è Jean Claude Trichet“. Nessun cenno alla assoluta indipendenza della BCE dagli organismi politici nazionali, alla segretezza delle loro riunioni, alla mancata legittimazione democratica dei suoi membri, alla sua assoluta esclusività nell’emissione monetaria con conseguente intascamento dei profitti derivanti dal signoraggio bancario, al suo azionariato composto dalle banche centrali dei Paesi europei, tra cui anche l’Inghilterra, che non adotta l’Euro, ma gode della redistribuzione del signoraggio derivante dalla sua emissione. Nulla di tutto ciò su Corriere.it. Però possiamo cliccare sul calendario di Sara Varone, sulle foto di Massimo Ciavarro all’Isola dei Famosi e sulla classifica del campionato di calcio. Il dibattito politico è pilotato ad arte. Prima Alitalia, poi la crisi finanziaria, adesso la scuola. Non si risolve mai nulla, ma la sensazione generale è che i nodi vengano sempre al pettine. Dunque, la situazione è la seguente. Ci sono tre giocatori al tavolo: il cittadino, il politico, il banchiere. Il primo fantastica su cosa farebbe se vincesse i 100 milioni del Superenalotto, il secondo si affanna a dimostrare che al Circo Massimo possono entrare più di 2 milioni di persone, il terzo bara e vince sempre, decidendo delle sorti dei primi due. Rien ne va plus!

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