Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Ssssst! La mafia non c’è più

Posted by Marco su 10 settembre, 2008

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Passiamo in rassegna alcune notizie passate quasi inosservate in questi giorni sui media nazionali.

Il periodico inglese The Economist annuncia che un tribunale milanese ha respinto le accuse di diffamazione mosse da Silvio Berlusconi nel aprile del 2001 condannandolo a pagare le spese legali. La querela di Berlusconi muoveva da un articolo pubblicato il 26 aprile 2006, in piena campagna elettorale, intitolato “An italian Story”. Sulla copertina di quel numero campeggiava il volto dell’allora candidato premier Berlusconi con il titolo “Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy” (Perchè Silvio Berlusconi non è adatto a governare l’Italia). Il sito dell’Economist pubblica anche il pdf della sentenza. L’articolo raccontava le origini delle fortune del magnate di Arcore, i processi a suo carico e i sospetti che gravano sui suoi rapporti con la criminalità e gli aiuti che in passato ha ricevuto da ‘loschi figuri’. Dopo la causa persa con Travaglio e Luttazzi per una intervista, risalente ancora alla campagna elettorale del 2001, sulle frequentazioni mafiose e le alchimie finanziarie del Cavaliere, Berlusconi tenta ancora una volta di far passare per diffamatori coloro che osano scavare nel suo passato. Ma i giudici non ci cascano.

Il Festival della Letteratura di Mantova si è chiuso con l’intervento a sorpresa di Roberto Saviano, autore di Gomorra. Saviano vive da quasi due anni sotto scorta. A 29 anni non può prendere un treno, nè una macchina. Recentemente gli è stata negata anche la casa. Il suo coraggio e le sue inchieste hanno fatto di lui un obiettivo della camorra. Durante il corso del suo intervento, sempre controllato a vista dalla scorta, presente sul palco e mimetizzata tra il pubblico, il giornalista ha spiegato come la stampa napoletana sia interamente schierata dalla parte della camorra. Lo ha fatto citando i titoli delle prime pagine di alcuni giornali locali spiegando come ogni avvenimento venga osservato non dal punto di vista del lettore o del giornalista, ma del boss che lo ispira. Poi si rivolge agli avvocati dei padrini della camorra presenti in sala: “Sono contento che vengano tutte le volte che parlo in pubblico. I vostri assistiti fateli venire direttamente, o pensate che io abbia paura? Ce lo diciamo sempre io e i miei ragazzi: noi non facciamo paura perché non abbiamo paura. È la letteratura che li terrorizza. Sono i lettori che fanno paura”. Minuti di applausi e standing ovation.

Il giudice Giacomo Montalbano ha subito un attentato di origine mafiosa. Alcuni uomini su un fuoristrada, nella notte tra venerdi e sabato scorso hanno appiccato il fuoco nella pineta che circonda la sua villetta a Palermo. I vigili del fuoco sono riusciti a spegnere le fiamme prima che avvolgessero la casa del giudice. Montalbano, già gip di Palermo fino a tre anni fa e ora giudice presso la Corte d’Appello di Caltanissetta, si è sempre occupato dei rapporti tra mafia, imprenditoria e politica. Quando era gip ordinò gli arresti dei favoreggiatori di Provenzano e si occupò dell’inchiesta che vede implicato l’imprenditore Aiello e l’ex presidente della Regione Sicilia Cuffaro.

In Italia la mafia e la camorra non fanno più notizia. Tengono banco gli ultras di calcio, l’immigrazione clandestina, il federalismo della Lega e le presidenziali americane. Eppure la criminalità ha fatto la storia del nostro Paese. Il sentore comune è che oggi la mafia non esista più. Le morti di Falcone, Borsellino, don Puglisi e Peppino Impastato e la stagione delle bombe sono troppo lontane perchè gli italiani ne avvertano ancora la gravità. La politica e i giornali non ne parlano e noi abbiamo dimenticato tutto. Perchè? E’ davvero tutta acqua passata o forse ci stanno nascondendo qualcosa?

” Il nostro è un paese senza memoria e verità, ed io per questo cerco di non dimenticare”. Leonardo Sciascia.

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