Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Marco Travaglio

Posted by Marco su 9 settembre, 2008

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Marco Travaglio è un ottimo giornalista. Lo seguo da anni, dalla famosa intervista di Luttazzi nel 2001 che fu all’origine del celeberrimo ‘ukase’ bulgaro di Berlusconi. Ho letto alcuni suoi libri, leggo con attenzione i suoi articoli (sul blog, non compro giornali) e lo ammiro in tv. Recentemente l’ho ascoltato anche in teatro in un incontro su temi socio-economici in cui il giornalista era stato palesemente invitato più per la sua fama (erano trascorsi alcuni giorni dalla intervista rilasciata a Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’ in cui parlò di Schifani e i suoi affari con uomini successivamente condannati per mafia) che per l’attinenza del personaggio all’oggetto della discussione. In quell’occasione, ricordo fu accolto come un divo. Il teatro Dal Verme di Milano era colmo di gente che non aspettava altro che parlasse Travaglio, per poi andarsene immediatamente dopo il suo intervento, mentre gli altri ospiti sul palco, manager ed economisti, assistevano contrariati al progressivo svuotamento della sala. Travaglio è un giornalista coraggioso, controcorrente. Negli ultimi anni ha affascinato e diviso. Esperto di sentenze e processi, ha subito numerose querele e attacchi personali, ma anche elogi e riconoscimenti. La sua perseveranza nel tirare fuori dagli armadi gli scheletri dei politici e il suo rifiuto a piegarsi alle logiche di potere fa di lui un esempio per la professione che fu di Biagi e Montanelli. Ma possiede anche un punto debole. Importante, credo. Confesso che parte della mia stima verso Travaglio è andata perduta dopo questa presa di coscienza. Esiste una materia nella quale Travaglio non è molto ferrato. Anzi, come ammette lui stesso, non ne sa nulla. Si tratta del signoraggio bancario. Ogni qualvolta qualcuno gli chiede del signoraggio, si indispettisce e prende a rispondere in maniera piccata. In questo video dichiara apertamente che l’argomento gli è oscuro, dunque preferisce non esprimersi. A mio avviso è un atteggiamento corretto, che gli fa onore. La definirei onestà intellettuale. Ma in questo video e in questo il suo atteggiamento cambia. Ad un ragazzo, il solito forse, che gli chiede di pronunciarsi sul signoraggio, Travaglio risponde usando toni saccenti, arroganti e stizziti, assumendo lo stesso atteggiamento di tanti politici e giornalisti, schiavi del Sistema, che Travaglio stesso da anni combatte. Parlo di Fede, Vespa, Mimun, Previti, Dell’Utri. Personaggi che, davanti a domande scomode, fuggono o tentano di screditare chi pone la domanda. Nel rispondere al ragazzo, Travaglio, davanti alla solita platea pronta ad applaudirlo ad ogni presa di posizione e a ridere di gusto alle chiose satiriche che rendono il giornalista anche un personaggio, descrive, con aria di sufficienza e di derisione, l’intervistatore come rappresentante di quel gruppo di persone che sulla Rete sostengono tesi quali signoraggio, scie chimiche, poteri massonici, ecc…In particolare, relativamente al signoraggio, dimenticando l’onestà intellettuale di cui parlavo prima, si sbilancia spiegando come fosse assurdo credere alla ‘favola’ che il debito pubblico derivi sostanzialmente da una perdità di sovranità monetaria ed una remissione della politica economica nelle mani delle banche centrali invece di prendere atto che il pessimo stato dei conti italiani derivi semplicemente da una scellerata gestione della cosa pubblica da parte dei partiti. E’ una opinione. Una opinione da ignorante in temi economico-finanziari, quale lui ha ammesso di essere. E’ l’opinione di chi ha incentrato tutta la sua carriera sulle vicende giudiziarie dei politici contribuendo a costruire l’idea che l’origine dei mali della nostra società sia da rintracciare soltanto nella casta politica, trascurando eventuali altre e più alte e potenti sfere di influenza. La tesi del signoraggio è sostenuta da professori, intellettuali, studiosi e imprenditori. Esiste una vasta bibliografia sul tema che porta prove e documenti a supporto. E’ grave da parte di Travaglio, giornalista abituato a citare sempre fatti documentati, delegittimare coloro che portano avanti tale causa con attività di sensibilizzazione pubblica tentando di trasformare in azioni concrete un movimento di idee. E lo stesso vale per coloro i quali sul web si occupano da anni di scie chimiche e massoneria deviata producendo documentari, libri e conferenze. Ritengo che ogni personaggio pubblico che diventi presto un mito, un guru, un trascinatore, un esempio da imitare, vada criticato ed eventualmente condannato, qualora abusi del suo peso nell’opinione pubblica, almeno nella stessa misura con cui viene esaltato. Resto, comunque, dell’opinione che Marco Travaglio sia tra i migliori cronisti giudiziari italiani. Giudiziari, appunto.

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