Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

La crisi (1992)

Posted by Marco su 13 giugno, 2008

Ore 7:10. Sveglia! Cerchi tua moglie, ma il letto è vuoto. Allora provi a chiamarla. Una volta. Due. Tre. Ma lei non risponde. Poi scopri che non c’è più. Ha preso la sua roba ed è andata via. Con un altro uomo. Vai al lavoro e trovi una lettera sulla scrivania. E’ del direttore del personale, che ti licenzia in tronco. La tua vita è rovinata. Sembra un incubo, ma è quello che accade a Victor, un avvocato sulla quarantina con due figli a carico e una crisi profonda da cui uscire. La prima cosa di cui sente il bisogno di fare è sfogarsi con gli amici. Ma questi sono troppo impegnati a risolvere i loro problemi per poter ascoltare i suoi. Cerca allora conforto in famiglia, ma scopre che i suoi genitori stanno per lasciarsi perché sua madre ha deciso di scappare con un uomo più giovane. Victor ora è solo. Gli resta soltanto Misciù, uno sbandato senza dimora che lo segue come un cane fedele in cambio di un panino e una ‘birretta’. Colin Serreau, regista e sceneggiatrice francese, scrive e dirige una commedia divertente e profonda, surreale e coinvolgente. Da subito, l’isteria delle scene e la velocità incredibile dei dialoghi cattura l’attenzione senza mai lasciarla fino ai titoli di coda. Ogni battuta racconta uno stato di tensione, di rabbia, di malinconia o di ribellione. Il filo conduttore che unisce tutti gli straordinari personaggi di questo film è la crisi. La crisi che esplode violentemente in faccia, che cova nascosta sotto le lenzuola della routine quotidiana, che sembra affiorare nel momento meno opportuno per risolversi in un battito di ciglia. Una crisi che sembra appartenere alla natura dell’uomo in ogni stadio della vita, ma che contiene anche una preziosa lezione. Sono gli occhi di Victor, dapprima increduli, poi in lacrime, a raccontare il processo interiore di chi ad un tratto si accorge di camminare nella nebbia e non riuscire più a scorgere gli affetti più cari e capirne le necessità. ‘La crisi’ è uno splendido esempio di come il cinema francese riesca a stupire con gli ‘effetti speciali’ della riflessione, dell’ironia, della dolcezza e dell’eleganza…E anche una dimostrazione di come sia possibile trovare qualcosa di interessante perfino tra una ‘smucinata’ a 3 euro e un magnete da frigo a 50 centesimi nel mercato romano di Porta Portese. Voto: 8.

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