Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Signoraggio bancario

Posted by Marco su 20 maggio, 2008

Da quando ho iniziato a informarmi seguendo canali non convenzionali e indipendenti sono pervaso da una costante sensazione di vuoto, come se mancasse sempre un tassello, un passo, un gradino al raggiungimento della verità. Perché la disoccupazione cresce? Perché i prezzi salgono? Perché le aziende chiudono? Perché non si arriva a fine mese? Perché la gente è sempre più disperata? Perché la situazione non fa che peggiorare? Perché è tutto così complicato? Di chi è la colpa? I politici, si dirà. I politici sono i responsabili del disastro, ma fino ad un certo punto. Il punto ‘esse’. ‘Esse’ come Signoraggio bancario. Ecco il tassello mancante. Cos’è il signoraggio? L’argomento è molto vasto ed affonda radici addirittura nella Bibbia, ma voglio tentare di semplificarlo riservandomi in futuro di approfondirlo in altri post. Il signoraggio è la differenza tra il valore nominale di una banconota è il suo costo intrinseco di produzione. Ognuno sa che il più potente è chi ha più soldi. Ricchezza significa potere. Ma la ricchezza può essere un bene effimero. Infatti, se per assurdo depredassimo il più ricco della sua ricchezza questo perderebbe il suo potere come Sansone perse la sua forza dopo che gli tagliarono le trecce. Allora chi è davvero potente? Il potere risiede nella facoltà di produrre i soldi. E cioè di stampare le banconote. Sembra un concetto banale, ma la vera forza sta proprio nell’emettere moneta e distribuirla. Parliamo dell’Italia. In Italia il potere di emettere moneta, prima dell’euro, era nelle mani della Banca Centrale d’Italia. Questa NON E’ un ente pubblico o istituto governativo, è una SOCIETA’ PRIVATA. La sua ragione sociale è Bankitalia Spa e i suoi azionisti sono banche commerciali, assicurazioni e istituti di previdenza. Oggi è la Banca Centrale Europea (BCE) a stampare le banconote, ma, dal momento che il discorso non cambia, ipotizziamo sia ancora la Banca d’Italia ad emettere moneta. La Banca centrale d’Italia stampa una banconota da 100 euro spendendo 30 centesimi e la cede allo Stato italiano NON al prezzo di produzione maggiorato del guadagno, ma al costo pari al suo valore NOMINALE. Non solo. Poiché è un PRESTITO, la Banca chiede financo il pagamento di INTERESSI, oltre che la restituzione del capitale. Un esempio: se l’interesse è del 2.5%, la Banca centrale, su una banconota di 100 euro, guadagna 102,5 a cui vanno sottratti i 30 centesimi del costo di produzione (carta, inchiostro, sistemi di sicurezza), cioè 102,2 euro che è il suo guadagno netto, o signoraggio. Tutto questo lasciando allo Stato, cioè noi, un debito pubblico di 102,5 euro che sarà parzialmente ridotto drenando soldi dai cittadini tramite il prelievo fiscale. Se pensate che il debito pubblico italiano è pari a quasi 1600 miliardi di euro, con un trend in continua ascesa, è facile immaginare l’immenso guadagno, e quindi potere, dei banchieri privati azionisti della Banca Centrale d’Italia. E’ facile allora capire perché le tasse aumentano sempre e l’economia ristagna. Il loro guadagno sono i nostri soldi. I nostri soldi sono frutto del nostro lavoro. I soldi dei banchieri sono miserevoli rendite di posizione figlie di una IMMANE TRUFFA ai danni dei cittadini.

Leggo ora che la prossima finanziaria di Tremonti prevede 30 miliardi di euro per raggiungere il pareggio di bilancio recuperando il sommerso senza aumentare il prelievo fiscale. Balle! Parlare di questo senza spiegare perché si è arrivati a questo punto e come uscirne è deviante e in malafede. Prendere questi provvedimenti è come dare un’aspirina ad un malato terminale di cancro.

La vignetta in alto è emblematica della nostra situazione. Quel pover’uomo che ci rappresenta però lo metterei di spalle perché non sa quello che gli sta succedendo. Il politico rappresentato come un lacchè fa riferimento alla celeberrima frase di Ezra Pound, poeta e saggista americano: “I politici sono i camerieri dei banchieri”.

Sul web esiste una vasta documentazione sul signoraggio che è da considerare non uno dei tanti problemi della nostra società, ma il problema da cui scaturiscono quasi tutti gli altri.

2 Risposte to “Signoraggio bancario”

  1. Cosimo said

    Ciao Marco, ormai la politica è l’interfaccia democratica dell’economia. Ovvero banche e aziende hanno bisogno della politica, quindi di persone (di solito) democraticamente elette e con il diritto di fare le leggi, per conservare le ricchezze e quindi il potere. Politica ed economia sono praticamente fusi assieme, come dimostrano le (dimenticate) intercettazioni telefoniche di politici che parlavano di fusioni bancarie o i grandi gruppi economici che ci sono dietro famosi quotidiani.
    Il Berlusconi Presidente del Consiglio è solo il caso più eclatante e attuale di intimo e indispensabile rapporto tra la sfera politica e quella imprenditoriale.
    Insomma, la politica è solo un “accessorio” prezioso dell’ economia.
    Saluti
    Cosimo
    P.S. Ho visto che tra i tuoi siti preferiti c’è quello dell’UAAR. Spero in futuro di leggere un post sull’enorme fiume di denaro pubblico che i nostri Governi
    assicurano ogni anno al Vaticano.

  2. […] di lavorare ‘di più e più a lungo’. Essi si arrischiscono con i soldi derivanti dal signoraggio, una rendita di posizione incostituzionale e truffaldina, attraverso la quale controllano il potere […]

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