Spazio Libero

La verità è sempre la correzione di un errore, e quindi l'errore fa parte della verità. (Giuseppe Prezzolini, 1980)

Archivio per 15 Ottobre 2008

Facebook e l’aborigeno

Pubblicato da Marco su 15 Ottobre, 2008

http://www.customizedfacebook.com/images/facebook-customized-img.jpg

Si fa un gran parlare negli ultimi mesi del nuovo social network on line Facebook. L’ennesima creatura del giovane smanettone americano di turno, nella fattispecie Mark Zuckerberg (foto), consente di mettere in comunicazione ragazzi di ogni regione del globo condividendo le proprie reali generalità ed ogni altro tipo di informazione che possa attrarre altri utenti e creare così una rete di amicizie. L’idea nasce nel 2004 allo scopo di favorire il passaggio di informazioni tra gli studenti dell’Università di Harvard. Oggi, però, Facebook ha allargato il suo bacino di utenza a tutto il mondo diventando un mezzo di scambio di informazioni di carattere più generico. Così ognuno può creare il suo account, identificarsi con la propria foto, nome e cognome, la scuola che ha frequentato, la città di nascita, e così via. Facebook non è altro che una chat più avanzata, con nuovi strumenti e una sorta di regola non scritta che abolisce i ‘nickname’ a vantaggio della vera identità dell’utente. E’ strumento utile fino a quando è finalizzato al passaggio di informazioni di lavoro o per fissare appuntamenti risparmiando la telefonata. E’ strumento di svago per scherzare con gli amici, fare nuove conoscenze o reincontrare vecchi compagni di scuola o di avventura. Esaurita l’eccitazione iniziale, però, molti contatti sono destinati a morire per carenza di argomenti. Perchè sono gli argomenti a tenere in vita un network di relazioni. Il creatore di Facebook sostiene che, nostante la crisi, nel mondo c’è un grande bisogno di comunicare. Ma quello che il sociologo in erba dimentica di specificare è l’oggetto della comunicazione, cioè cosa comunicare. Il vero social network sono i blog, capsule di contenuti in continua espansione e interconnessi tra di loro, che si citano o si criticano tra loro creando un bagaglio prezioso di conoscenza e vera informazione gratuita e indipendente. Ho aperto questo blog perchè avevo qualcosa da dire. Chi accede alle chat o a programmi come Facebook generalmente è solo perchè al momento non ha niente di meglio da fare. Il rischio è che il vezzo di navigare in internet per provare programmi come Facebook contribuisca ad alimentare una strisciante mediocrità giovanile già purtroppo abbondandemente diffusa. Qualcuno dirà che bisogna anche divertirsi un pò. E’ vero. Allora mi diverto a ripensare alle parole di Corrado Guzzanti quando racconta il suo punto di vista sul progresso tecnologico. Un progresso che oggi permette di parlare in tempo reale anche con persone distanti migliaia di chilometri. Con un aborigeno, ad esempio. “Ma, aborì’”, obietta Guzzanti, “io e te, che cazzo se dovemo dì?”.

Pubblicato su Comunicazione di massa | Contrassegnato da tag: , , | 8 Commenti »